Proteste
il settimo centenario del grosso
Due giorni con gli studiosi
Domani e sabato il convegno e la vista alla mostra sulle monete
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MASSA MARITTIMA. A Massa Marittima continuano i festeggiamenti per il settimo centenario del Grosso Massetano: venerdì e sabato è in programma un convengo dal titolo “Per una storia economica e sociale della Toscana basso medievale – le monete e le zecche”nella sede dell’ex convento delle Clarisse in piazza XXIV Maggio al quale prenderanno parte storici e studiosi. Risale al 1317 l’inizio dell’attività della zecca di Massa Marittima – l’unica della Maremma e una delle poche in Toscana insieme a quelle di Firenze, Arezzo, Chiusi, Volterra, Pisa e Lucca. L’avvio di questa importante attività è dovuto alla straordinaria ricchezza delle miniere di rame e argento del territorio di Massa Marittima, tanto che la città raggiunse particolare prestigio nel Medioevo affiancandosi alla signoria vescovile.
Il convegno, che inizierà domani alle 9,30, celebra quello che fu uno dei momenti più importanti della storia di Massa Marittima: per l’occasione saranno analizzati con un taglio multidisciplinare gli apporti che lo studio delle monete e delle zecche possono portare alla ricostruzione dei fenomeni economici e quindi politico-sociali che caratterizzarono la Toscana del Trecento. Tanti gli studiosi, ricercatori e storici di fama nazionale e internazionale che parteciperanno alle due giornate di studio con il coordinamento scientifico di Monica Baldassari. Dopo il convegno alle 17 c’è la visita, guidata dai curatori scientifici, alla mostra “Monete e zecche nella Toscana del Trecento” esposta fino al 31 dicembre al complesso museale di San Pietro all’Orto in cui si possono ammirare tutti gli esemplari conosciuti di monete battute dalla zecca massetana, i coni, il documento del 1317 di istituzione della zecca oltre ad una rassegna dei principali tipi di monete circolanti in Toscana all’inizio del Trecento e giunti a Massa da vari musei della Regione.
Il convegno è patrocinato dalla soprintendenza archeologica delle Belli Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto, Arezzo, dalla Regione Toscana, dalla Provincia, dalla Società Storica Pisana, insieme ai Comuni di Volterra e Siena e al parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane.
Giulia Sili
Il convegno, che inizierà domani alle 9,30, celebra quello che fu uno dei momenti più importanti della storia di Massa Marittima: per l’occasione saranno analizzati con un taglio multidisciplinare gli apporti che lo studio delle monete e delle zecche possono portare alla ricostruzione dei fenomeni economici e quindi politico-sociali che caratterizzarono la Toscana del Trecento. Tanti gli studiosi, ricercatori e storici di fama nazionale e internazionale che parteciperanno alle due giornate di studio con il coordinamento scientifico di Monica Baldassari. Dopo il convegno alle 17 c’è la visita, guidata dai curatori scientifici, alla mostra “Monete e zecche nella Toscana del Trecento” esposta fino al 31 dicembre al complesso museale di San Pietro all’Orto in cui si possono ammirare tutti gli esemplari conosciuti di monete battute dalla zecca massetana, i coni, il documento del 1317 di istituzione della zecca oltre ad una rassegna dei principali tipi di monete circolanti in Toscana all’inizio del Trecento e giunti a Massa da vari musei della Regione.
Il convegno è patrocinato dalla soprintendenza archeologica delle Belli Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto, Arezzo, dalla Regione Toscana, dalla Provincia, dalla Società Storica Pisana, insieme ai Comuni di Volterra e Siena e al parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane.
Giulia Sili
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