La manifestazione
Parte dai circoli il nuovo corso del Pd
di Gabriele Baldanzi
Sani, Parrini e Bissolati all’incontro in cui sono state presentate le candidature di Ariganello e Culicchi
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GROSSETO . Il nuovo corso del Pd grossetano è iniziato ieri sera all’hotel Bastiani e coincide con l’avvio dei congressi, del confronto nei vari circoli della provincia. Davanti agli onorevoli Luca Sani e Dario Parrini - quest’ultimo segretario regionale del partito, tutt’altro che certo della riconferma - alla presenza di Pietro Bussolati, segretario dell’area metropolitana di Milano, sono state presentate le candidature di Gesuè Ariganello (architetto di Follonica) alla segreteria provinciale e di Leonardo Culicchi (assicuratore, proveniente dalle civiche) alla guida dell’unione comunale del capoluogo.
Due candidature definite unitarie, scelte non pronosticabili almeno fino a qualche mese fa. Su Culicchi, in vero, qualche strascico è stato messo in conto. Non tutti lo sosterranno. A unire i due candidati segretari un nuovo progetto di partito nel quale le parole d’ordine sono condivisione e unità. Un mantra da ripetere spesso. «Stiamo ripartendo – ha detto Ariganello – e lo faremo ascoltando i cittadini, spiegando che cosa vogliamo fare e che cosa abbiamo fatto fino a oggi là dove abbiamo governato. Ho chiesto a tutti uno sforzo di serenità e mi pare che il messaggio sia passato quasi ovunque. Il nostro impegno, il mio e quello di Culicchi, è di costruire una nuova classe dirigente, di rilanciare, di restare radicati e al tempo stesso di uscire dagli abituali confini, da un recinto che si è purtroppo ristretto». Poi Ariganello ha promesso dialogo, aperture, un nuovo piano programmatico che si svilupperà su due direttrici: politica e organizzazione.
Davanti a una platea foltissima, composta da decine di dirigenti (molti giovani) provenienti da tutta la provincia, sia Ariganello che Culicchi hanno parlato a braccio. Ad applaudire, nelle prime file, anche gli ex sindaci del capoluogo Emilio Bonifazi e Loriano Valentini, nonché Marco Simiani e Saimo Biliotti. «A Grosseto – ha detto Culicchi - abbiamo fatto uno sforzo di sintesi, saltando le solite contrapposizioni che solitamente si accentuano nella fase congressuale. Personalismi, dualismi che ormai paralizzavano ogni azione politica e rendevano inefficace qualsiasi proposta. Io vengo da altre esperienze, sono il nome nuovo, il punto di ripartenza. Sono orgoglioso di questa fiducia».
Culicchi ha poi ringraziato tutte le varie anime che compongono il partito e che fanno riferimento a diverse mozioni: «Non possiamo proporre soluzioni e cambiamenti strutturali se prima non ricreiamo gli strumenti organizzativi per elaborarle e condividerle con i cittadini di Grosseto, conquistandone la fiducia, rafforzando la nostra credibilità». Il futuro segretario grossetano del Pd è convinto che i cittadini stiano elaborando e comprendendo come a Grosseto, con il centrodestra al governo, nulla sia cambiato in meglio rispetto al passato e i problemi, come la sicurezza o il decoro urbano, siano ancora irrisolti. «Qui è stata usata la propaganda al posto dell'idea, non esiste progettualità».
Il Pd grossetano, nei prossimi mesi, si impegnerà in un percorso di riflessione, di approfondimento, per arrivare all'inizio del 2018 a organizzare una conferenza e definire così le linee guida per quella che viene definita «la traversata del deserto»: altri tre anni e mezzo di opposizione.
Ma c’è anche chi pensa che i percorsi potrebbero accorciarsi. Se ne parla in platea. Per esempio un’accelerazione al lavoro di ristrutturazione del Pd andrebbe data se il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, al top del suo appeal personale, fosse schierato alle prossime politiche nel collegio per la Camera ridisegnato dalla nuova legge elettorale. Boutade o realtà?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Due candidature definite unitarie, scelte non pronosticabili almeno fino a qualche mese fa. Su Culicchi, in vero, qualche strascico è stato messo in conto. Non tutti lo sosterranno. A unire i due candidati segretari un nuovo progetto di partito nel quale le parole d’ordine sono condivisione e unità. Un mantra da ripetere spesso. «Stiamo ripartendo – ha detto Ariganello – e lo faremo ascoltando i cittadini, spiegando che cosa vogliamo fare e che cosa abbiamo fatto fino a oggi là dove abbiamo governato. Ho chiesto a tutti uno sforzo di serenità e mi pare che il messaggio sia passato quasi ovunque. Il nostro impegno, il mio e quello di Culicchi, è di costruire una nuova classe dirigente, di rilanciare, di restare radicati e al tempo stesso di uscire dagli abituali confini, da un recinto che si è purtroppo ristretto». Poi Ariganello ha promesso dialogo, aperture, un nuovo piano programmatico che si svilupperà su due direttrici: politica e organizzazione.
Davanti a una platea foltissima, composta da decine di dirigenti (molti giovani) provenienti da tutta la provincia, sia Ariganello che Culicchi hanno parlato a braccio. Ad applaudire, nelle prime file, anche gli ex sindaci del capoluogo Emilio Bonifazi e Loriano Valentini, nonché Marco Simiani e Saimo Biliotti. «A Grosseto – ha detto Culicchi - abbiamo fatto uno sforzo di sintesi, saltando le solite contrapposizioni che solitamente si accentuano nella fase congressuale. Personalismi, dualismi che ormai paralizzavano ogni azione politica e rendevano inefficace qualsiasi proposta. Io vengo da altre esperienze, sono il nome nuovo, il punto di ripartenza. Sono orgoglioso di questa fiducia».
Culicchi ha poi ringraziato tutte le varie anime che compongono il partito e che fanno riferimento a diverse mozioni: «Non possiamo proporre soluzioni e cambiamenti strutturali se prima non ricreiamo gli strumenti organizzativi per elaborarle e condividerle con i cittadini di Grosseto, conquistandone la fiducia, rafforzando la nostra credibilità». Il futuro segretario grossetano del Pd è convinto che i cittadini stiano elaborando e comprendendo come a Grosseto, con il centrodestra al governo, nulla sia cambiato in meglio rispetto al passato e i problemi, come la sicurezza o il decoro urbano, siano ancora irrisolti. «Qui è stata usata la propaganda al posto dell'idea, non esiste progettualità».
Il Pd grossetano, nei prossimi mesi, si impegnerà in un percorso di riflessione, di approfondimento, per arrivare all'inizio del 2018 a organizzare una conferenza e definire così le linee guida per quella che viene definita «la traversata del deserto»: altri tre anni e mezzo di opposizione.
Ma c’è anche chi pensa che i percorsi potrebbero accorciarsi. Se ne parla in platea. Per esempio un’accelerazione al lavoro di ristrutturazione del Pd andrebbe data se il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, al top del suo appeal personale, fosse schierato alle prossime politiche nel collegio per la Camera ridisegnato dalla nuova legge elettorale. Boutade o realtà?
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