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L’aiuola del borgo affidata a un pensionato

L’aiuola del borgo affidata a un pensionato

MASSA MARITTIMA. C’è un borgo tra le colline in cui i cittadini hanno deciso di prendere la situazione in mano. Stanchi di vedere parchi, aiuole o stradelli ricoperti da erbacce, senza alcuna...

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MASSA MARITTIMA. C’è un borgo tra le colline in cui i cittadini hanno deciso di prendere la situazione in mano.

Stanchi di vedere parchi, aiuole o stradelli ricoperti da erbacce, senza alcuna manutenzione, si sono rivolti all’amministrazione comunale, proponendosi in prima persona di occuparsi di questi spazi, pronti a rimboccarsi le maniche e riportarli a nuovo.

Siamo a Prata, piccola frazione medioevale di Massa Marittima, dove si stanno stringendo patti di collaborazione tra Comune e privati (singoli o associazioni) per la cura di spazi pubblici.

Il primo a farsi avanti è stato un settantenne, originario di Suvereto ma ormai pratigiano acquisito. Lui si è proposto per prendersi cura di un piccolo giardino compreso nel centro storico del borgo, un giardino pubblico, su cui la manutenzione scarseggia. «Il tema della rigenerazione dei beni comuni urbani abbraccia trasversalmente tutte le attività e funzioni del Comune, quale opportunità di condivisione di risorse e di impegni tra pubblico e privato – si legge dunque negli atti amministrativi con cui è stata sancita la collaborazione – L’amministrazione comunale è particolarmente sensibile all’utilizzo di risorse esterne non solo come sussidiarietà ma per la realizzazione di investimenti, anche allo scopo di rafforzare il senso civico».

Insomma, la candidatura del settantenne è stata accolta a braccia aperte in municipio, che ha dato via all’iter per ufficializzare la collaborazione: l’uomo si farà carico di tenere in ordine il giardino, che comunque resterà di accesso pubblico, quindi usufruibile da chiunque. La stessa filosofia è stata seguita con la proposta avanzata dalla Squadra Cinghialai numero 52 Prata. Una «vivace realtà venatoria», la definisce l’amministrazione, che «costituisce un richiamo sia sportivo che turistico e garantisce gran parte delle attività di manutenzione dei percorsi trekking e del bosco», continuano gli atti, spiegando che «è stata appurata la necessità di creare uno spazio attrezzato, a servizio della collettività, da utilizzarsi per scopi sociali e di aggregazione».

Ed è proprio di questo che si faranno carico i cacciatori, pronti a rimettere in sesto uno spazio verde pubblica vicina al campo sportivo dove poi mettere in piedi un’area attrezzata, non solo grazie alle proprie forze ma anche alle proprie spese, dato che pagheranno di tasca propria le strutture, sebbene queste resteranno comunque di proprietà pubblica (ossia del Comune). Un impegno che non spaventa i pratigiani, pronti a farsi carico delle lacune dello Stato: la miglior risposta da parte di cittadini che amano il proprio paese.

Alfredo Faetti

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