Il dolore
campagnatico
Cittadino italiano dopo 20 anni
Il sindaco: «È un gran lavoratore, paga le tasse, tutti gli vogliono bene»
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CAMPAGNATICO. Il sindaco di Campagnatico Luca Grisanti ha concesso la cittadinanza italiana a Lutvi Zekjiri, per tutti Ludovico, un macedone che da oltre vent’anni vive sul territorio. Ludovico era emozionato come un ragazzino e ha voluto offrire un rinfresco ai dipendenti e agli amministratori del Comune, a conclusione di una breve cerimonia svoltasi in municipio. Per lui la cittadinanza italiana chiude un percorso di integrazione ventennale. «Questo – ha detto il primo cittadino di Campagnatico, il leghista Grisanti - è il mio modello di integrazione e accoglienza. Ludovico qui è ben voluto da tutti, è un grande lavoratore e una brava persona, paga le tasse, non pretende benefit e aiuti. Non si può certo dire la stessa cosa del gruppo di migranti che abitano nella struttura gestita dalla cooperativa Solidarietà e Crescita, l’unico centro Cas del nostro territorio».
Nell’occasione Grisanti ha parlato anche della mancata adesione del Comune di Campagnatico allo Sprar. «La mia amministrazione, come detto in campagna elettorale, sarà sempre e comunque al fianco delle categorie più deboli, ma è contraria all’assistenzialismo gratuito e al business che gira intorno ai migranti, a livello nazionale e locale; preferiamo aiutare gli italiani e gli extracomunitari integrati, cioè quelli che lavorano e pagano le tasse, insomma chi lo merita». «Campagnatico – sono ancora parole di Grisanti – è un territorio accogliente che negli ultimi 25 anni ha ospitato persone in difficoltà provenienti da Paesi più poveri, a partire dall’Est Europa. Personalmente con questi cittadini ho sempre avuto buoni rapporti, quindi non accetto, solo perché non condivido l’integrazione assistita dello Sprar, di essere tacciato come razzista». Ludovico vive a Campagnatico da oltre vent’anni. Ha due figli e ben cinque nipotini, «tutti perfettamente integrati» conclude Grisanti. (g.b.)
Nell’occasione Grisanti ha parlato anche della mancata adesione del Comune di Campagnatico allo Sprar. «La mia amministrazione, come detto in campagna elettorale, sarà sempre e comunque al fianco delle categorie più deboli, ma è contraria all’assistenzialismo gratuito e al business che gira intorno ai migranti, a livello nazionale e locale; preferiamo aiutare gli italiani e gli extracomunitari integrati, cioè quelli che lavorano e pagano le tasse, insomma chi lo merita». «Campagnatico – sono ancora parole di Grisanti – è un territorio accogliente che negli ultimi 25 anni ha ospitato persone in difficoltà provenienti da Paesi più poveri, a partire dall’Est Europa. Personalmente con questi cittadini ho sempre avuto buoni rapporti, quindi non accetto, solo perché non condivido l’integrazione assistita dello Sprar, di essere tacciato come razzista». Ludovico vive a Campagnatico da oltre vent’anni. Ha due figli e ben cinque nipotini, «tutti perfettamente integrati» conclude Grisanti. (g.b.)
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