Sicurezza
l’allarme
Assalto al gregge: persi oltre 20 capi tra ovini e caprini
MASSA MARITTIMA. Dieci pecore attaccate dai predatori con sette capi uccisi e tre feriti. È il bilancio dell’ennesimo blitz di non meglio identificati animali selvatici, probabilmente lupi, che...
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MASSA MARITTIMA. Dieci pecore attaccate dai predatori con sette capi uccisi e tre feriti. È il bilancio dell’ennesimo blitz di non meglio identificati animali selvatici, probabilmente lupi, che stavolta ha colpito l’azienda agricola Campo all’Aia di Giuliano Aronne. Non è la prima volta che Campo all’Aia, nella zona di campagna adiacente a Valpiana, viene fatto oggetto di attacchi alle greggi; un episodio simile era già avvenuto lo scorso giugno con la perdita allora di oltre 20 capi fra ovini e caprini.
L’azienda, come raccontano i titolari, è costretta a lasciare gli animali all’aperto per l’inagibilità della stalla dichiarata pericolante dall’Asl. Dopo aver predisposto i documenti necessari all’abbattimento ed alla ricostruzione della struttura, compreso il piano di miglioramento agricolo, l’azienda attende solo il via libera dalle autorità per poter dare un ricovero sicuro ai propri animali che nell’attesa sono costretti a vivere all’aperto. Ma senza l’ok degli uffici non si può procedere con il rischio di lasciare gli animali alla disponibilità dei predatori. E proprio i predatori della zona la notte scorsa sono tornati all’attacco colpendo i greggi di Campo all’Aia per la seconda volta in quattro mesi. Un fenomeno che più in generale sta attanagliando ormai da tempo le campagne e gli allevamenti di tutta la Maremma e che causa grossi danni alle aziende colpite dai feroci animali. Un problema di difficile risoluzione in un territorio nel quale l’allevamento rappresenta comunque per le numerose aziende dell’entroterra una delle principali fonti di sostentamento. Intanto, come lo scorso giugno, i titolari di Campo all’Aia chiedono ancora la possibilità di vedere sbloccato l’iter per la sistemazione della stalla. (m.n.)
L’azienda, come raccontano i titolari, è costretta a lasciare gli animali all’aperto per l’inagibilità della stalla dichiarata pericolante dall’Asl. Dopo aver predisposto i documenti necessari all’abbattimento ed alla ricostruzione della struttura, compreso il piano di miglioramento agricolo, l’azienda attende solo il via libera dalle autorità per poter dare un ricovero sicuro ai propri animali che nell’attesa sono costretti a vivere all’aperto. Ma senza l’ok degli uffici non si può procedere con il rischio di lasciare gli animali alla disponibilità dei predatori. E proprio i predatori della zona la notte scorsa sono tornati all’attacco colpendo i greggi di Campo all’Aia per la seconda volta in quattro mesi. Un fenomeno che più in generale sta attanagliando ormai da tempo le campagne e gli allevamenti di tutta la Maremma e che causa grossi danni alle aziende colpite dai feroci animali. Un problema di difficile risoluzione in un territorio nel quale l’allevamento rappresenta comunque per le numerose aziende dell’entroterra una delle principali fonti di sostentamento. Intanto, come lo scorso giugno, i titolari di Campo all’Aia chiedono ancora la possibilità di vedere sbloccato l’iter per la sistemazione della stalla. (m.n.)
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