Il Tirreno

Grosseto

Acqua, passata l’emergenza è il momento delle proteste

di Gabriele Baldanzi
Acqua, passata l’emergenza è il momento delle proteste

Sui social dito puntato contro la mancanza di comunicazioni agli abitanti Qualcuno suggerisce di utilizzare anche i pannelli agli ingressi del capoluogo

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GROSSETO. Ieri mattina, in città, l’erogazione idrica era tornata normale ovunque, dopo la riparazione compiuta domenica da Acquedotto del Fiora a seguito dell’improvvisa rottura di una condotta in ghisa su viale Sonnino.

Le complesse manovre di riapertura del flusso, a partire dal deposito di Grancia, sono avvenute con gradualità, affinché la pressione idrica non causasse “contraccolpi” e danneggiamenti ad altre tubazioni. Nella notte tra domenica e lunedì si è ristabilita la pressioni di esercizio in tutta la rete cittadina, con i tecnici di Fiora che hanno costantemente monitorato la situazione. Ma il giorno dopo sono rimaste le polemiche riguardo alla mancata comunicazione del disagio (in cui i cittadini hanno coinvolto anche il Comune di Grosseto), ai fenomeni di intorbidimento dell’acqua e alle autoclavi sporcate con la ripartenza del flusso. A questo proposito, a dire il vero, Fiora aveva consigliato domenica la chiusura degli ingressi alle autoclavi. «Riguarda all’acqua sporca – spiegano dal settore tecnico del Fiora – non è nulla di preoccupante. È normale che al ritorno dell’acqua dopo lo stop, da qualche rubinetto esca acqua torbida o rossastra. È dovuto alle mutate condizioni idrauliche della rete cittadina e allo svuotamento dei montanti nei condomini e degli accumuli degli impianti d’autoclave. Per farla tornare limpida è sufficiente far scorrere l’acqua per qualche minuto. Ovviamente sarebbe stato meglio sganciare l’autoclave e, dopo il ripristino, mettere l’acqua in diretta fino al suo rischiararsi».

Diverso il discorso sulle mancate comunicazioni. Sui social le accuse hanno riguardato sia l’amministrazione comunale che Acquedotto del Fiora: «In questi casi non ci si può affidare soltanto ai social o all’unico quotidiano web della città – denuncia un ristoratore – altrove vengono inviati sms ai cittadini dal gestore della rete. Accade per esempio a Livorno e a Pisa. Non mi parrebbe un grande sforzo». Altri invece puntano il dito sul Comune. «Abbiamo i famosi pannelli a messaggio variabile a ogni ingresso della città, sono costati centinaia di migliaia di euro. Se il Comune di Grosseto non li usa in queste circostanze, quando pensa di sfruttarli? Per dirci che dobbiamo mettere le cinture, come accaduto fino a oggi?». Risponde Fausto Turbanti, assessore a municipale, viabilità e protezione civile: «È vero, possiamo usarli meglio. Ma ci sono due problemi. Il primo è che alcuni non funzionano, sono guasti (per esempio Grosseto Sud, Senese/ospedale e Maremà), il secondo è che l’unica persona che può inserire il messaggio non sempre è operativa». Ma le cose cambieranno: «Noi abbiamo ereditato questa tecnologia – conclude – e fino a oggi non è stato possibile neppure farci manutenzione e riparazioni con il nostro personale. Presto affiancheremo al referente – l’ingegner Guerrini, del settore viabilità – altre figure per scrivere i messaggi».

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