Il dolore
Tessere contestate: per il Pd è tutto ok
di Ivana Agostini
La Commissione provinciale chiude i casi Porto Santo Stefano e Orbetello. Ma la vicenda lascia strascichi avvelenati
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GROSSETO. I tesseramenti sono stati confermati. La commissione conferma l’anagrafe degli iscritti assunti il 30 settembre sia per i circolo del Partito democratico di Porto Santo Stefano che per quello di Orbetello. La conferma arriva direttamente dal presidente della Commissione provinciale, Riccardo Vannozzi.
Con l’ammissione delle tessere che hanno fatto stare appesi a un filo 74 nuovi tesserati del Pd argentarino e 25 del Pd lagunare tutto è pronto per il congresso.
«Invitiamo ora i coordinatori dei circoli a convocare i congressi», dice Vannozzi. La commissione provinciale si è riunita e ha deciso di confermare quanto già sostenuto circa dieci giorni fa, ossia ha certificato l’elenco degli iscritti che era arrivato il 30 settembre.
Il procedimento della commissione si era avviato dopo una serie di istanze di annullamento arrivate da Porto Santo Stefano e Orbetello. Si trattava di tesseramenti al Pd effettuati in sede provinciale senza passare quindi dai rispettivi circoli locali.
«Il dibattito è stato nutrito – sostiene Vannozzi – ma non ha modificato il nostro intendimento di tutelare la volontà degli iscritti di partecipare al passaggio congressuale».
La questione potrebbe non essere definitivamente chiusa perché non sono esclusi (anzi, se ne vocifera) ulteriori ricorsi e pronunciamenti. Ma il presidente della commissione è convinto che anche chi ha chiesto l’annullamento «ora risponderà con grande senso di responsabilità».
Intanto però l’affaire tessere qualche ferita insanabile sembra averla già inferta. È infatti proprio questo uno dei motivi (l’altro è strettamente di natura lavorativa), delle dimissioni di Monica Paffetti, da capogruppo di opposizione del gruppo Pd – Area Riformista che siede in minoranza nel comune di Orbetello. Monica Paffetti, ex sindaca ora all’opposizione, ha consegnato le sue dimissioni ieri mattina nelle mani del suo successore, Andrea Casamenti. Stessa comunicazione è stata fatta ai suoi compagni di viaggio e al presidente del consiglio comunale. Paffetti non esce dal consiglio e per ora (ma su questo aspetta gli sviluppi delle situazioni interne) non esce neppure dal Pd. «Mi sono caricata il gruppo consiliare e l’ho tenuto fino al congresso. Ora col congresso – dice – ci sono le condizioni per rimettere il ruolo sul tavolo dato che non sono certo attaccata a un incarico».
Paffetti non condivide alcune situazioni che si sono create attorno al partito fra cui proprio i tesseramenti. «Non mi piace la logica dei gruppi di tessere portati all’ultimo minuto senza che nessuno sappia nulla. Sono i metodi della vecchia politica che io vorrei venissero superati. Sono sistemi che alterano gli equilibri democratici del partito. Siamo felici che ci siano nuove tessere ma non è questo il modo».
Monica Paffetti anon nasconde la sua amarezza: «All’interno del partito deve esserci il confronto e questi percorsi io moralmente non li condivido. Per questo lascio il ruolo di capogruppo». Pur rimanendo in consiglio comunale «nel rispetto del mandato elettorale» ricevuto dai cittadini. Il nuovo capogruppo sarà eletto dai consiglieri di opposizione del gruppo Pd – Area Riformista.
Insomma, tra polemiche e fratture grandi e piccole, la pace piena nel Pd post scissioni anche a Grosseto appare lontana. Né l’arrivo dei congressi locali (le cui date per altro ancora non vengono fissate) sembra sciogliere le tensioni.
Eppure proprio due giorni fa la mozione Orlando, per bocca del suo portavoce Giulio Querci, membro dell’assemblea nazionale del Pd, aveva di nuovo ribadito la necessità che «i congressi territoriali rappresentino un nuovo inizio, dove far prevalere il comune senso di appartenenza e di solidarietà tra i componenti di una stessa comunità politica, quale è appunto il partito democratico». Querci ricordava gli accordi raggiunti sulle unioni comunali di Follonica, Gavorrano, Scarlino, Castel del Piano e Grosseto e la sottoscrizione della candidatura a segretario provinciale per Gesuè Ariganello. Esempi di “unità” che a quanto pare ancora non riescono a fare scuola ovunque.
Con l’ammissione delle tessere che hanno fatto stare appesi a un filo 74 nuovi tesserati del Pd argentarino e 25 del Pd lagunare tutto è pronto per il congresso.
«Invitiamo ora i coordinatori dei circoli a convocare i congressi», dice Vannozzi. La commissione provinciale si è riunita e ha deciso di confermare quanto già sostenuto circa dieci giorni fa, ossia ha certificato l’elenco degli iscritti che era arrivato il 30 settembre.
Il procedimento della commissione si era avviato dopo una serie di istanze di annullamento arrivate da Porto Santo Stefano e Orbetello. Si trattava di tesseramenti al Pd effettuati in sede provinciale senza passare quindi dai rispettivi circoli locali.
«Il dibattito è stato nutrito – sostiene Vannozzi – ma non ha modificato il nostro intendimento di tutelare la volontà degli iscritti di partecipare al passaggio congressuale».
La questione potrebbe non essere definitivamente chiusa perché non sono esclusi (anzi, se ne vocifera) ulteriori ricorsi e pronunciamenti. Ma il presidente della commissione è convinto che anche chi ha chiesto l’annullamento «ora risponderà con grande senso di responsabilità».
Intanto però l’affaire tessere qualche ferita insanabile sembra averla già inferta. È infatti proprio questo uno dei motivi (l’altro è strettamente di natura lavorativa), delle dimissioni di Monica Paffetti, da capogruppo di opposizione del gruppo Pd – Area Riformista che siede in minoranza nel comune di Orbetello. Monica Paffetti, ex sindaca ora all’opposizione, ha consegnato le sue dimissioni ieri mattina nelle mani del suo successore, Andrea Casamenti. Stessa comunicazione è stata fatta ai suoi compagni di viaggio e al presidente del consiglio comunale. Paffetti non esce dal consiglio e per ora (ma su questo aspetta gli sviluppi delle situazioni interne) non esce neppure dal Pd. «Mi sono caricata il gruppo consiliare e l’ho tenuto fino al congresso. Ora col congresso – dice – ci sono le condizioni per rimettere il ruolo sul tavolo dato che non sono certo attaccata a un incarico».
Paffetti non condivide alcune situazioni che si sono create attorno al partito fra cui proprio i tesseramenti. «Non mi piace la logica dei gruppi di tessere portati all’ultimo minuto senza che nessuno sappia nulla. Sono i metodi della vecchia politica che io vorrei venissero superati. Sono sistemi che alterano gli equilibri democratici del partito. Siamo felici che ci siano nuove tessere ma non è questo il modo».
Monica Paffetti anon nasconde la sua amarezza: «All’interno del partito deve esserci il confronto e questi percorsi io moralmente non li condivido. Per questo lascio il ruolo di capogruppo». Pur rimanendo in consiglio comunale «nel rispetto del mandato elettorale» ricevuto dai cittadini. Il nuovo capogruppo sarà eletto dai consiglieri di opposizione del gruppo Pd – Area Riformista.
Insomma, tra polemiche e fratture grandi e piccole, la pace piena nel Pd post scissioni anche a Grosseto appare lontana. Né l’arrivo dei congressi locali (le cui date per altro ancora non vengono fissate) sembra sciogliere le tensioni.
Eppure proprio due giorni fa la mozione Orlando, per bocca del suo portavoce Giulio Querci, membro dell’assemblea nazionale del Pd, aveva di nuovo ribadito la necessità che «i congressi territoriali rappresentino un nuovo inizio, dove far prevalere il comune senso di appartenenza e di solidarietà tra i componenti di una stessa comunità politica, quale è appunto il partito democratico». Querci ricordava gli accordi raggiunti sulle unioni comunali di Follonica, Gavorrano, Scarlino, Castel del Piano e Grosseto e la sottoscrizione della candidatura a segretario provinciale per Gesuè Ariganello. Esempi di “unità” che a quanto pare ancora non riescono a fare scuola ovunque.
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