La manifestazione
Solounminuto ora è campagna culturale
di Francesca Ferri
L’hashtag che segnala le foto di auto sugli scivoli per disabili dà vita a una pagina Facebook con segnalazioni da tutta Italia
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GROSSETO. Ore 13 di venerdì 13 ottobre. Lorella Ronconi non può certo dirsi superstiziosa. «Un po’ di ironia ci vuole», dice sventolando bozzetti e fogli di appunti. A quest’ora ieri ha debuttato on line la pagina Facebook #solounminuto, evoluzione del progetto nato come semplice hashtag per postare le foto di chi parcheggia le auto sopra gli scivoli dei marciapiedi usati da chi è in sedia a rotelle (ma anche da chi spinge passeggini). La campagna esce così dai confini locali e si candida a raccogliere – come già avviene per l’hashtag – segnalazioni da tutta Italia.
#solounminuto è una creatura di Lorella Ronconi, 55 anni, attivista grossetana per i diritti dei disabili e anche lei in carrozzina. L’idea di fotografare le auto che intralciano la strada ai disabili e di pubblicarle, cancellando targhe e volti, è nata a Grosseto lo scorso maggio.
«Stavo tornando da un convegno rivolto ai geometri sul tema delle barriere architettoniche», racconta Lorella nella conferenza stampa convocata nella sua casa “quartier generale” per motivi di salute. «Ero molto stanca _ prosegue _ volevo tornare a casa e sulla strada io e la ragazza che mi accompagnava, del servizio civile della Fondazione Il Sole, trovammo parcheggiato un Suv bianco tutto sul marciapiede. Abbiamo dovuto cercare uno scivolo per scendere in strada e aggirarlo».
È proprio la proprietaria del Suv bianco che grida a Lorella l’ennesimo: «Ma è solo un minuto». Lorella lo sente ripetere da una vita da chi intralcia i passaggi per disabili e da quel momento diventa il suo slogan. «Tutti noi disabili ne abbiamo la pancia piena _ dice Lorella _. A quella donna dissi: “Per lei è solo un minuto, per me è la vita”. Così nacque l’idea dell’hashtag».
Centinaia, da allora, le segnalazioni, non solo di auto sugli scivoli, ma anche di mezzi lasciati senza autorizzazione in stalli riservati ai disabili, marciapiedi intasati da motorini e biciclette che impediscono il passaggio anche a ipovedenti, ciechi assoluti e anziani con fragilità fisica. Segnalazioni fatte da singoli cittadini e da persone vicine a Lorella, come Vincenzo Argenziano, Barbara Petri ed Emanuela Fallani, che ieri hanno presentato con lei la pagina Facebook.
L’hashtag in cinque mesi è diventato virale, è maturato e oggi ha l’ambizione di diventare un movimento culturale.
«Perché no? _ dice Lorella Ronconi _. Era solo una frase e nei mesi è diventata un progetto. Una piccola comunità che può diventare grande».
Lorella ha curato personalmente il logo, un quadrato colorato ispirato al disegno delle strisce pedonali in un incrocio, che ricorda la forma del cancelletto che si antepone alla parola hashtag. Al posto delle strisce, dei quadrati colorati che simboleggiano le persone che compongono una comunità, attraversate da un filo che le lega tutte insieme. E come slogan una frase dell’ex presidente degli Stati Uniti Barak Obama: «Dobbiamo ritirarci su, ripulirci e riprendere l’opera di rimodellare l’America».
Chiunque può partecipare all’iniziativa, fino ad ora semplicemente postando foto targate #solounminuto e da oggi in poi sulla pagina omonima, dove Lorella e il suo team _ in testa l’amministratore Carlo Vivarelli _ si occuperanno di rendere le targhe invisibili, oscurare i volti e assicurarsi che i messaggi allegati non contengano violenza, insulti, messaggi politici, violenza anche nei confronti degli automobilisti.
«Il progetto #solounminuto è “per” e “con” non “contro” _ dice Lorella _. L’iniziativa vuole essere un momento di riflessione e autoriflessione. Non vuole puntare il dito su amministrazioni o enti preposti o essere giudice: vuole solo essere un’azione pacifista, culturale educativa che propone delle foto per far riflettere ed educare».
A chi glielo chiede, Lorella risponde che non vuole tornare sulla polemica scatenata dal post del consigliere comunale di maggioranza Pasquale Virciglio che nei giorni scorsi ha minacciato «labbrate» contro chi posta foto con l’hashtag #solounminuto e si è rivolto a “quelli di #solounminuto” chiedendo «che cacchio di problemi c’hanno questi» e invitandoli a «farsi una vita». Il consigliere ha poi rettificato, derubricato quanto scritto a un «messaggio sarcastico» e poi a un «errore di comunicazione» e si è scusato.
Oggi, dice Lorella, è il giorno in cui nasce «una pagina che è una campagna culturale e autoculturale. Nel mondo c’è bisogno di pacificazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
#solounminuto è una creatura di Lorella Ronconi, 55 anni, attivista grossetana per i diritti dei disabili e anche lei in carrozzina. L’idea di fotografare le auto che intralciano la strada ai disabili e di pubblicarle, cancellando targhe e volti, è nata a Grosseto lo scorso maggio.
«Stavo tornando da un convegno rivolto ai geometri sul tema delle barriere architettoniche», racconta Lorella nella conferenza stampa convocata nella sua casa “quartier generale” per motivi di salute. «Ero molto stanca _ prosegue _ volevo tornare a casa e sulla strada io e la ragazza che mi accompagnava, del servizio civile della Fondazione Il Sole, trovammo parcheggiato un Suv bianco tutto sul marciapiede. Abbiamo dovuto cercare uno scivolo per scendere in strada e aggirarlo».
È proprio la proprietaria del Suv bianco che grida a Lorella l’ennesimo: «Ma è solo un minuto». Lorella lo sente ripetere da una vita da chi intralcia i passaggi per disabili e da quel momento diventa il suo slogan. «Tutti noi disabili ne abbiamo la pancia piena _ dice Lorella _. A quella donna dissi: “Per lei è solo un minuto, per me è la vita”. Così nacque l’idea dell’hashtag».
Centinaia, da allora, le segnalazioni, non solo di auto sugli scivoli, ma anche di mezzi lasciati senza autorizzazione in stalli riservati ai disabili, marciapiedi intasati da motorini e biciclette che impediscono il passaggio anche a ipovedenti, ciechi assoluti e anziani con fragilità fisica. Segnalazioni fatte da singoli cittadini e da persone vicine a Lorella, come Vincenzo Argenziano, Barbara Petri ed Emanuela Fallani, che ieri hanno presentato con lei la pagina Facebook.
L’hashtag in cinque mesi è diventato virale, è maturato e oggi ha l’ambizione di diventare un movimento culturale.
«Perché no? _ dice Lorella Ronconi _. Era solo una frase e nei mesi è diventata un progetto. Una piccola comunità che può diventare grande».
Lorella ha curato personalmente il logo, un quadrato colorato ispirato al disegno delle strisce pedonali in un incrocio, che ricorda la forma del cancelletto che si antepone alla parola hashtag. Al posto delle strisce, dei quadrati colorati che simboleggiano le persone che compongono una comunità, attraversate da un filo che le lega tutte insieme. E come slogan una frase dell’ex presidente degli Stati Uniti Barak Obama: «Dobbiamo ritirarci su, ripulirci e riprendere l’opera di rimodellare l’America».
Chiunque può partecipare all’iniziativa, fino ad ora semplicemente postando foto targate #solounminuto e da oggi in poi sulla pagina omonima, dove Lorella e il suo team _ in testa l’amministratore Carlo Vivarelli _ si occuperanno di rendere le targhe invisibili, oscurare i volti e assicurarsi che i messaggi allegati non contengano violenza, insulti, messaggi politici, violenza anche nei confronti degli automobilisti.
«Il progetto #solounminuto è “per” e “con” non “contro” _ dice Lorella _. L’iniziativa vuole essere un momento di riflessione e autoriflessione. Non vuole puntare il dito su amministrazioni o enti preposti o essere giudice: vuole solo essere un’azione pacifista, culturale educativa che propone delle foto per far riflettere ed educare».
A chi glielo chiede, Lorella risponde che non vuole tornare sulla polemica scatenata dal post del consigliere comunale di maggioranza Pasquale Virciglio che nei giorni scorsi ha minacciato «labbrate» contro chi posta foto con l’hashtag #solounminuto e si è rivolto a “quelli di #solounminuto” chiedendo «che cacchio di problemi c’hanno questi» e invitandoli a «farsi una vita». Il consigliere ha poi rettificato, derubricato quanto scritto a un «messaggio sarcastico» e poi a un «errore di comunicazione» e si è scusato.
Oggi, dice Lorella, è il giorno in cui nasce «una pagina che è una campagna culturale e autoculturale. Nel mondo c’è bisogno di pacificazione».
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