Il Tirreno

Grosseto

Le Mura ieri e oggi Progetti e visioni d’arte e recupero

Le Mura ieri e oggi Progetti e visioni d’arte e recupero

Esperti, studiosi e amministratori a convegno al Cassero Quale interventi? «Prima il monumento va compreso»

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GROSSETO. Le Mura come memoria storica, identità cittadina o risorsa urbana; come luogo da recuperare e spazio far palpitare trasformandolo in moderno parco d’arte. Si riaccende in città il dibattito sul più importante monumento cittadino e l’occasione è stata un convegno promosso dalla neonata istituzione Le Mura e ospitato ieri mattina alle Casette cinquecentesche dove architetti, funzionari della Soprintendenza, studiosi e amministratori si sono ruotati come relatori, ognuno col suo punto di vista.

Peccato per i tanti cittadini presenti tra il pubblico e che a causa dei molti interventi non sono potuti intervenire a fine evento portando proposte. Certo è che si è tornati a parlare di Mura, storicamente bistrattate e bisognose di recupero. Quale? È la domanda alla base del convegno ma la risposta non è semplice. «Prima di pensare a come recuperare le Mura bisognerebbe prima capire perché sono state abbandonate», traccia la strada Edoardo Milesi, architetto. Come a dire: il monumento va capito e compreso. Partire dal fondo per arrivare alla cima del monte.

Ad aprire il convegno è stato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che ha parlato di progetti e sicurezza (v. sotto), poi il vice Luca Agresti (delegato alle Mura); Alessandro Capitani che presiede l’istituzione e Liliana Mauriello, funzionaria della Soprintendenza. Vari i livelli di discussione e pensiero.

Le Mura da illuminare e sgomberare dai pusher; valorizzare e trasformare in parco; fonte di reddito e risorsa in grado di autofinanziarsi (occhio alla mercificazione però); le Mura che guardano oltre immaginando traiettorie impossibili. «Per le Mura di Grosseto abbiamo grandi progetti – dice il sindaco – E sono progetti che riguardano tanti aspetti: dalla sicurezza al recupero del patrimonio fino all’ammodernamento tecnologico». I soldi? Per l’illuminazione il Comune ha trovato 300. 000 euro dall’imposta di soggiorno e altri li cerca in un bando della Regione. Punta a fare un’arena stabile alla Cavallerizza, e anche qui cerca soldi da un bando. Altri soldi servono per finanziare il soggetto che si occupa di Mura. Il sindaco ha annunciato la settimana scorsa che «fino al 2019 saranno investiti nell’istituzione Le Mura 70mila euro all’anno». Questi soldi ci sono? Lo chiediamo al Comune, che puntualizza come in realtà la cifra sia «la previsione 2018-2019...», dunque se ne riparla l’anno prossimo, non ora. E poi «40mila arriveranno complessivamente dall’amministrazione comunale come finanziamenti oppure come trasferimenti che derivano dalle concessioni a terzi (il Comune metterà a bando le troniere, ndr). Gli altri 30mila euro arriveranno da sponsorizzazioni dei privati». La certezza per ora sono i 40.000 euro (non i 30 degli sponsor) che il Comune «assicura di trovare in ogni caso dai propri fondi e introiti».

Pietro Pettini ha fatto un bellissimo excursus storico. Giovanni Casalini, fresco di laurea, ha scritto sulle Mura una tesi. Mauro Papa – storico dell’arte – riaccende il dibattito sull’arte contemporanea: un suo post («la scultura di Aspinall stava meglio sulle mura, o no?») fa discutere su Fb. Edoardo Milesi chiude con un gran bell’intervento. Ripensare le Mura in un contesto «poroso e mobile e non come geografia e cesura ma in stretta connettività col territorio», un contesto dialogante tra dentro e fuori. «Le vostre Mura un tempo potenti - dice - sono state abbandonate quando è venuta a mancare la domanda. Se vi interessa recuperarle occorre guardare domanda e desideri. Un progetto deve avere quella visionarietà che non è folle ma sia in grado di recepire la complessità delle relazioni che nel tempo hanno modificato i comportamenti e le cose». (el. gi.)

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