Attenzione
Furti di castagne «Bande strutturate»
La Cia esprime solidarietà agli operatori del settore e chiede misure contro chi acquista prodotto sospetto
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CASTEL DEL PIANO. La Confederazione italiana agricoltori esprime solidarietà ai castanicoltori dell’Amiata che vengono derubati delle castagne e dà totale appoggio alla decisione dell’Associazione di tutela della castagna che ha deciso fara denuncia alla prefettura. «Siccità, alte temperature crollo dei mercati ed ora furti – dice Enrico Rabazzi, preseidente della Cia –. Per l’agricoltura non vi è evidentemente pace». In Amiata, dice Rabazzi, «parliamo di quintali e non di furtarelli fatti con i sacchettini della spesa dai visitatori della domenica. Siamo molto preoccupati e non solo per i quantitativi di castagne che quasi tutte le sere vengono sottratti ai legittimi proprietari causando un ingente danno economico ai malcapitati, ma anche per il fatto che, da quanto abbiamo potuto ricostruire e capire, si tratterebbe di vere e proprie bande di malviventi organizzate e strutturate, prive di scrupoli, determinate a portare a termine il lavoro, munite di auto e furgoni con le quali si dileguano velocemente».
Gente del mestiere, secondo Rabazzi, pronta a tutto e che per tale motivo incute timore, creando disagio e un senso di insicurezza per chi vive nella zona. Ma questo è solo una parte della denuncia della Cia.
«Crediamo che questi malviventi abbiano dei complici tra chi poi acquista il bottino, lo paga a prezzi più bassi e lo rimette sul mercato sotto varie forme», dice Rabazzi. Che ricorda che le castagne devono essere tracciate. «Impossibile pensare che una perplessità non nasca dinanzi a ingenti quantitativi forniti da persone che non sono produttori – dice il presidente della Cia –. Da qui il dubbio, legittimo a dir nostro, che si tratti di vere e proprie organizzazioni criminali con complici locali».
Rabazzi chiede perciò aiuto alle autorità, «un segnale deciso – dice – sia nei confronti di chi commette il furto ma anche nei confronti dei complici e di acquista le castagne. Non è nostra intenzione puntare il dito contro qualcuno ma la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti. Non intervenire pensando che si tratti di piccoli e irrilevanti furtarelli significa non solo intaccare il misero guadagno degli imprenditori agricoli , ma sottovalutare un giro malavitoso che potrebbe sfociare anche in un problema di sicurezza locale».
Gente del mestiere, secondo Rabazzi, pronta a tutto e che per tale motivo incute timore, creando disagio e un senso di insicurezza per chi vive nella zona. Ma questo è solo una parte della denuncia della Cia.
«Crediamo che questi malviventi abbiano dei complici tra chi poi acquista il bottino, lo paga a prezzi più bassi e lo rimette sul mercato sotto varie forme», dice Rabazzi. Che ricorda che le castagne devono essere tracciate. «Impossibile pensare che una perplessità non nasca dinanzi a ingenti quantitativi forniti da persone che non sono produttori – dice il presidente della Cia –. Da qui il dubbio, legittimo a dir nostro, che si tratti di vere e proprie organizzazioni criminali con complici locali».
Rabazzi chiede perciò aiuto alle autorità, «un segnale deciso – dice – sia nei confronti di chi commette il furto ma anche nei confronti dei complici e di acquista le castagne. Non è nostra intenzione puntare il dito contro qualcuno ma la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti. Non intervenire pensando che si tratti di piccoli e irrilevanti furtarelli significa non solo intaccare il misero guadagno degli imprenditori agricoli , ma sottovalutare un giro malavitoso che potrebbe sfociare anche in un problema di sicurezza locale».
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