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Grosseto

Almirante, il pasticcio dell’atto ritirato

Almirante, il pasticcio dell’atto ritirato

La mozione è tolta dall’odg. Pacella: «Non doveva esserci». Per l’opposizione è un «dietrofront»

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GROSSETO. «Almirante indietro tutta. E ora torniamo a lavorare», titola una nota stampa a firma dell’opposizione in consiglio comunale a Grosseto: sono i consiglieri dei gruppi Pd e Lista Mascagni nel consiglio comunale di Grosseto Lorenzo Mascagni (Pd), Carlo De Martis (Lista Mascagni), Manuele Bartalucci (Pd), Ciro Cirillo (Pd), Marco Di Giacopo (Pd), Catuscia Scoccati (Pd), Marilena Del Santo (Lista Mascagni) che intervengono dopo che la mozione su Almirante (storico segretario del Movimento sociale) presentata dal capogruppo della Lega Mario Lolini era stata prima inserita nell’odg della prima commissione consiliare e poi ritirata, dal presidente del consiglio comunale Claudio Pacella. Cosa è successo? Per Pacella un errore materiale, per l’opposizione nulla di questo.

«Lo scorso 28 settembre - scrive la minoranza - il capogruppo della Lega aveva presentato una mozione dopo aver preannunciato il proposito su Fb e raccogliendo l’immediato plauso del sindaco e, altrettanto immediatamente, il disappunto degli “alleati” di Fratelli d’Italia, comprensibilmente sentitisi scavalcati a destra in quella gara a dir poco grottesca, che ormai da mesi tiene banco dentro alla maggioranza, a chi è più fascista. Ebbene, ieri (giovedì, ndr) il presidente del consiglio comunale (Claudio Pacella, ndr) è intervenuto su Fb dichiarando di aver deciso, avvalendosi delle proprie prerogative, di non iscrivere quella mozione nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, come sarebbe stato naturale. È una decisione forte che fa onore a Pacella, tanto più alla luce del suo ruolo di esponente della Lega, evidentemente assunta nella consapevolezza che la nostra città non può essere accostata a una figura, come quella di Almirante, che resterà nella storia per essere stato, negli anni del fascismo, strenuo assertore di un’intransigente politica razziale e antisemita».

Pacella risponde. È un dietrofront su Almirante? Chiediamo conto a Pacella. Il quale però smentisce. «Come ho già scritto su Fb e andate pure a leggere la mia risposta anche voi (ci indirizza sul profilo dell’ex consigliere Sensi, ndr), la mozione non è stata ritirata, solo che non doveva essere iscritta all’odg della prima commissione. È mio compito stilare l’odg del consiglio e avevo deciso di non iscriverla: il passaggio in commissione non era previsto». Succede però che «un’impiegata, nonostante le mie disposizioni, abbia per mera dimenticanza inserito la mozione nell’odg della commissione. Quando mi sono accorto dell’errore ho fatto correggere. È stato un semplice errore di segreteria per cui l’impiegata si è già scusata». Ma perché si è deciso di non inserire la mozione su Almirante all’odg della commissione, come poteva sembrare naturale essendo stata presentata a settembre? «Me l’ha chiesto Lolini», risponde Pacella. «Nessun dietrofront: l’intento è quello di inserire l’atto in un odg successivo».

«Divisiva». Ma per l’opposizione il punto non è l’errore materiale «quanto il dato politico di un rinvio anomalo e inusuale di un atto che, già fortemente divisivo per l’intera città, risulta divisivo anche dentro la maggioranza. Strano che una mozione depositata il 28 settembre non sia portata nel successivo consiglio comunale a distanza di un mese, come avviene sempre». (el. gi)



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