Il Tirreno

Grosseto

Un polmone verde da cui rinascere

Un polmone verde da cui rinascere

L’ordine degli agronomi propone un progetto botanico Stamani al Cassero il convegno sul monumento cittadino

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GROSSETO. Valorizzare le Mura non solo da un punto di vista architettonico, legato al restauro, all’illuminazione o agli eventi da programmarvi, ma anche sotto un profilo naturalistico e ambientale. La proposta arriva dall’ordine dei dottori agronomi e dai dottori forestali della provincia di Grosseto, che offre il suo contributo al dibattito riacceso in questi giorni sul più importante monumento cittadino. Domenico Saraceno, il presidente degli agronomi, scrive al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e al presidente dell’istituzione Le Mura Alessandro Capitani.

La proposta. «Con la creazione di quest’ultima – dice Saraceno – tutti i cittadini grossetani hanno potuto apprezzare l’interessamento concreto dell’amministrazione comunale in favore del principale complesso monumentale cittadino. I grossetani confidano anche nella capacità dì Capitani di condurre con azioni efficaci il lavoro di questa Istituzione. Apprezzabile, infine, la volontà di trarre spunti da esperienze virtuose già maturate in altre città nella gestione di complessi monumentali analoghi, con particolare riferimento alla città dì Lucca e alle modalità di gestione della sua cinta muraria». Ciò detto, gli agronomi tuttavia puntualizzano che «le Mura per Grosseto non solo rappresentano un monumento storico, un punto di aggregazione, un luogo ove riportare le attività ludiche, commerciali e culturali cittadine, ma costituiscono anche un grande parco urbano, con una componente di vegetazione potenzialmente rilevante, che oggi si presenta dal punto di vista botanico e spesso anche estetico privo di logica e di continuità. A nostro avviso, le aree del verde urbano interne alle mura potrebbero rappresentare il cuore di un progetto di sviluppo delle aree verdi cittadine e, nel medio-lungo periodo, portare alla costituzione di un orto botanico, oggetto che qualifica l’offerta culturale di molte città del mondo (Lucca compresa) e che potrebbe trovare nel centro storico di Grosseto un luogo ideale di rappresentazione della vegetazione tipica della fascia mediterranea». L’ordine degli agronomi richiama l’attenzione delle istituzioni anche «su tali aspetti, che sembrano trascurati rispetto ad altri obiettivi oggetto di discussione e sottolinea l’importanza del ricorso a tecnici specialisti sul verde urbano, che dovranno essere coinvolti nelle fasi progettuali» volte al recupero del monumento».

Il convegno. “Memoria storica, identità cittadina e risorsa urbana”. Si parla di questo oggi alle Casette cinquecentesche del Cassero in un convegno in programma dalle 9 a fine mattinata. Dopo i saluti istituzionali, parlano gli esperti. Liliana Mauriello della Sovrintendenza, l’architetto Pietro Pettini, Maurizio Tani, direttore dell’Istituzione opera delle mura di Lucca, l’architetto Giovanni Casalini, lo storico d’arte Mauro Papa. Non ultimo l’architetto Edoardo Milesi, direttore della Scuola permanente dell’abitare e progettista della cantina Collemassari.



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