Il Tirreno

Grosseto

Razzie nei castagneti, pronto un esposto

di Fiora Bonelli
Razzie nei castagneti, pronto un esposto

L’associazione di tutela dell’Igp si rivolge alla prefetta e chiede ai grossisti più controlli su chi consegna il prodotto

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CASTEL DEL PIANO. Show di furti di castagne in Amiata. I proprietari insorgono e l’Associazione della castagna Igp prepara un esposto da presentare alla prefetta e ai sindaci. Tempo di castagnatura e i ladri non si reggono. Già diverse le denunce per chi è stato colto sul fatto. Non molte per la verità rispetto ai furti effettivi e ai tentati furti, perché i castanicoltori preferiscono lasciar correre con le denunce e non vogliono esporsi perché il castagneto non diventi ancor più terreno per ladri. Chiamano i carabinieri ma poi non procedono. Anche perché il reato, previsto dall’articolo 626 comma 3, viene classificato come furto di lieve entità, fra quelli che poi spesso vengono archiviati. I ladri lo sanno bene, come lo sanno i proprietari, i quali non vogliono intraprendere azioni legali con esiti per loro inutili.

L’associazione castagna Igp, invece, è sul piede di guerra. «Stiamo predisponendo un esposto alla prefetta e ai sindaci – il presidente Lorenzo Fazzi – dove si stigmatizza la situazione drammatica e esplosiva in cui ci troviamo. C’è infatti una fortissima tensione fra i proprietari che subiscono un vero assalto e i ladri che non sentono ragioni. Chiediamo più vigilanza anche al momento del ritiro del prodotto da parte dei grossisti. E tutto questo persiste nonostante le ordinanze dei sindaci che vietano di entrare nei castagneti».

Proprio il momento della consegna delle castagne ai grossisti potrebbe essere la via d’uscita. La richiesta dei castanicoltori è di chiedere ai grossisti di non accettare l’acquisto di castagne da persone che non esibiscano documenti o di proprietà o di affitto dei castagneti o che comunque dimostrino che il prodotto ha una provenienza legittima.

La situazione resta pesantissima, soprattutto quest’anno che il raccolto per alcuni è sottodimensionato e che le castagne che dunque hanno un buon prezzo di mercato, costituiscono un’entrata in più per la famiglia. I raccoglitori di castagne si trovano persone nella proprietà, magari già coi sacchi pieni, e sono costretti a chiedere di lasciare lì il raccolto a gente che si è incautamente insinuata in appezzamenti non suoi.

Il malumore evidente e lo stato di fatto aveva spinto i sindaci dell’Unione dei comuni dell’Amiata grossetana a emanare ordinanze che vietano in tempo di castagnatura di entrare in castagneti altrui per raccogliere castagne e funghi. Ma non c’è nulla da fare. I furti continuano e alcuni castanicoltori la notte si trattengono nei castagneti per sorvegliare che non accada nulla.

I grossisti dal canto loro si tirano fuori e si giustificano facendo presente di non poter chiedere documenti di proprietà e che il codice fiscale è sufficiente per accettare il prodotto fino a un certo importo».

«Ma non ci sono solo i grossisti ad accettare le castagne – obietta Marcella Fazzi di Castel del Piano che un tempo si occupava anche lei di commercializzarle –. Ci sono grandi quantità di frutto che si consumano alle sagre e in altre occasioni. E poi i grossisti non sono mica solo qui. Magari le castagne rubate i ladri vanno a venderle lontano».

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