Il Tirreno

Grosseto

Lo stendardo dell’Arma per l’addio ad Anna Rita

di Alfredo Faetti
Lo stendardo dell’Arma per l’addio ad Anna Rita

Follonica: ultimo saluto alla figlia di Proia, il militare a riposo scomparso nel nulla Sventola il gonfalone dei carabinieri in congedo. La sorella: «Ora sarete accanto»

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FOLLONICA. La grande jeep gialla della Vab è parcheggiata fuori dalla chiesa di San Paolo della Croce, a due passi dal cimitero di Follonica, dove la triste mattinata di ieri avrà poi fine. All’ingresso, un anziano in uniforme tiene ben saldo lo stendardo della sezione locale dell’associazione carabinieri in congedo, chiuso nel nastro nero a lutto.

Il feretro di Anna Rita Proia arriva alle 11 e ad attenderlo, nel piazzale fuori dalla parrocchia, ci sono già decine di persone. Parenti e amici, ma anche componenti delle varie anime del volontariato che nel tempo l’hanno sostenuta nelle ricerche di suo padre Antonio, scomparso quattro anni fa nelle campagne che circondano la città mentre stava cercando funghi.

«Ora sarete accanto», dirà dal pulpito la sorella Diana, pregando «perché veniate a trovarci in sogno per darci una spiegazione di quel che è successo». Sono due scomparse misteriose, quelle di Anna Rita e di Antonio, seppur in modo diverso. L’anziano, carabiniere in congedo, sparì in una domenica mattina di novembre: sparì per un attimo dalla vista dei suoi cari mentre erano nel bosco e di lui, nonostante miriadi di ricerche, non è mai stata trovata nessuna traccia.

Anna Rita invece se n’è andata a casa sua, a Riotorto, mentre preparava il pranzo: è caduta a terra e ha colpito la testa.

La procura di Livorno ha disposto l’autopsia per capire quali siano le origini del decesso, se la botta o se un malore precedente, dato che da tempo la donna, 48 anni, soffriva di intensi mal di testa.

Per i risultati occorrerà del tempo, ma l’esame autoptico è stato già svolto e ieri mattina sono stati celebrati i funerali.

Le parole del parroco di San Paolo della croce, don Gregorio, s’alternano ai canti del coro, mentre un centinaio di persone stanno a testa china sulle panche.

Lo stendardo a lutto dei carabinieri in congedo è accanto al feretro e la famiglia Proia è riunita nella prima panca. Dal pulpito, la sorella Diana prega per «la tua inquietudine che ora potrà trovare pace». Un’inquietudine, quella di Anna Rita, che non le ha mai fatto smettere di sperare di ritrovare suo padre, quanto meno un indizio, coinvolgendo centinaia di persone nelle ricerche volontarie. Molte di loro sono sedute nelle panche della chiesa.

In fondo c’è anche il sindaco Andrea Benini, che ha sempre cercato di aiutare la famiglia nella sua ricerca della verità. La «devastazione della scomparsa», come la definisce Diana: era contro questa che Anna Rita combatteva, con una forza d’animo capace di scuotere una città intera.

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