Il Tirreno

Grosseto

sos laguna 

Idrovore, intervento anticipato a febbraio

di Ivana Agostini
Idrovore, intervento anticipato a febbraio

ORBETELLO. Le idrovore che alzano il livello della laguna, nel 2018, potrebbero entrare in funzione a febbraio. «Il comitato tecnico scientifico – dice Pier Luigi Piro, presidente della cooperativa I...

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Le idrovore che alzano il livello della laguna, nel 2018, potrebbero entrare in funzione a febbraio.

«Il comitato tecnico scientifico – dice Pier Luigi Piro, presidente della cooperativa I Pescatori – ha evidenziato la necessità di avere pronto il sistema di pompaggio già dai primi giorni dell’anno, nella speranza di iniziare il pompaggio già dai mesi di febbraio». Tutto questo permetterebbe di alzare il livello delle acque della laguna di Orbetello in modo tale che già a marzo gli uccelli che popolano lo specchio acqueo potrebbero nidificare in zone più alte rispetto al solito. Negli ultimi tempi il pompaggio ha sempre causato danni alle nidificazioni, dato che quando l’acqua della laguna si alzava i nidi erano già stati fatti dove l’acqua non c’era ma sarebbe poi arrivata una volta dato il via alle pompe. Se le idrovore fossero azionate già febbraio al momento della nidificazione e della schiusa non si creerebbe nessun problema. Sempre per la fauna i pescatori stanno lavorando per creare delle piccole isole sulle quali gli uccelli potranno nidificare senza nessun rischio.

«Stiamo anche procedendo – continua Piro – nel programma affidato dalla Regione Toscana che prevedono tre barche operative in laguna: una a levante e due a ponente». Nei programmi è prevista anche la raccolta della Valonia, l’alga ormai nota perché intorno ai 29 gradi inizia a sfaldarsi e a creare problemi in laguna. Piro aspetta il 2018 e in particolare la fine di ottobre del prossimo anno quando, per i Pescatori, sarà il momento dei bilanci e progetti, sempre in attesa di notizie sulla scadenza della convenzione che avverrà a dicembre 2019. «Come previsto – dice – per le orate e le spigole dovremmo attendere i 18/20 mesi dopo il ripopolamento avvenuto dopo la moria del luglio 2015 per vedere i frutti. Per le anguille purtroppo ci vorranno almeno tre anni; stessa cosa per i cefali da bottarga. Lo avevamo detto che visti i numeri del prodotto smaltito avremmo avuto la beffa di due anni, il 2016 e il 2017, di scarsa pesca o prodotto sotto misura e non ancora pronto alla cattura». Per i pescatori si prospetta ancora un anno di sofferenza nella speranza – aggiunge Piro – «che la laguna non subisca e che non si creino altri periodi o elementi di criticità ambientale». Secondo il presidente i problemi non sono stati ancora superati. «Abbiamo bisogno di pescare e di interventi seri, riuscire ad arrivare indenni a fine estate 2018 significherebbe ripartire con numeri e qualità importanti, proporre un piano industriale destinato a mantenere l’occupazione e magari a crearne altra. Non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia perché i fattori importanti sono determinanti in questo momento».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa