La manifestazione
Caritas, rapporto choc sulla povertà
di Gabriele Baldanzi
Rispetto al 2013 triplicano i numeri di chi cerca cibo all’Emporio. Don Enzo: «Le famiglie non riescono ad uscire dal tunnel»
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GROSSETO. Ieri il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni e il direttore della Caritas don Enzo Capitani hanno fatto il punto sulle mille articolazioni e attività di Caritas, una fotografia della città che soffre, di vecchie e nuove ferite più o meno nascoste. Una conferenza stampa insolita in cui si è parlato di numeri, ma soprattutto di bisogni, di diritti, di stati d’animo. E di istituzioni che non sempre svolgono bene il loro compito, il loro ruolo.
Don Enzo è fatto così. Non le manda a dire. Non risparmia agli interlocutori la crudezza della sua missione. Da anni vive per realizzare opere di misericordia, prendersi cura di differenti forme di fragilità. Lo spunto per parlare di tutto questo è arrivato da Roma, dove papa Francesco ha fissato per il 19 novembre la prima Giornata mondiale dei poveri, celebrata dalla Chiesa, ma – si spera – anche dalla società.
«Ogni giorno – ha detto il vescovo – siamo chiamati a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, a guardarli negli occhi e abbracciarli, per far sentire loro il calore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità. La Diocesi di Grosseto, attraverso Caritas, si prepara a questa giornata, con alcune iniziative volte a provare ad accogliere la mano tesa dei poveri».
La presentazione del dossier annuale, con i dati dei vari servizi di Caritas, ha offerto l’occasione per ricordare l’impegno del volontariato cattolico e della Chiesa nei confronti dei poveri, in apertura del nuovo anno pastorale.
Ma i numeri, in verità, non sono neppure sufficienti a raccontare le fragilità che a Grosseto vivono centinaia di persone. I report sono stati presentati suddividendo i vari ambiti di intervento e collegandoli a quanto il Vangelo chiede di fare a ogni credente nel famoso passo evangelico del Giudizio finale: «avevo fame, avevo sete, ero nudo, forestiero, carcerato, malato…».
«La Caritas – ha aggiunto il direttore don Enzo Capitani – ha scelto di assumere lo sguardo di chi va oltre le apparenze e si prende a cuore delle ferite che spesso sono invisibili. È da qui che scaturiscono tante delle iniziative e dei progetti messi in piedi per rispondere ai bisogni di uomini e donne in difficoltà, all’urgenza di promuovere la dignità di ogni persona».
Poi i numeri del 2017, aggiornati al 30 settembre.
Ancora una volta impressionanti e in linea con i record del 2016. Lo scorso anno si era oltrepassata la quota dei trentamila pasti, già superata nel 2015.
Il 2017 sarà lievemente inferiore, visto che a settembre i pasti offerti erano “solo” ventimila. Nell’ultimo anno risultano cresciute, invece, le presenze di persone che si sono rivolte al centro di ascolto Caritas.
«Intere famiglie, sul nostro territorio, si sono letteralmente incagliate nella povertà, ne sono rimaste come intrappolate e fanno più difficoltà, rispetto al passato, ad uscirne», conferma don Enzo Capitani.
L’emporio, per esempio, al momento ha già raggiunto i numeri di tutto il 2016.
Il progetto chiamato “Famiglie solidali”, dal 2012 al 2017, conta l’adesione di 18 famiglie, gratuitamente locate in appartamenti messi a disposizione dalla Diocesi.
Famiglie composte in media da 4 persone. Anche la “Casa di Elia”, per i padri separati, sta crescendo.
All’oggi accoglie e ospita 5 uomini in difficoltà, non solo abitativa. E poi i contributi anti-sfratto: 45 le famiglie sostenute per un montante versato all’Epg di 31mila euro.
Molto richiesto il servizio svolto dal centro di accoglienza per le visite mediche, portato avanti da tre medici volontari: le dottoresse Carmela Mascambruno, Zelinda Formica ed Elisabetta Luschi; 79 le persone assistite al 30 settembre.
Si supererà ampiamente il record di 84 stabilito lo scorso anno.
Senza contare che dal 2014 Caritas ha acquistato farmaci per un valore complessivo di 48 mila euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Don Enzo è fatto così. Non le manda a dire. Non risparmia agli interlocutori la crudezza della sua missione. Da anni vive per realizzare opere di misericordia, prendersi cura di differenti forme di fragilità. Lo spunto per parlare di tutto questo è arrivato da Roma, dove papa Francesco ha fissato per il 19 novembre la prima Giornata mondiale dei poveri, celebrata dalla Chiesa, ma – si spera – anche dalla società.
«Ogni giorno – ha detto il vescovo – siamo chiamati a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, a guardarli negli occhi e abbracciarli, per far sentire loro il calore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità. La Diocesi di Grosseto, attraverso Caritas, si prepara a questa giornata, con alcune iniziative volte a provare ad accogliere la mano tesa dei poveri».
La presentazione del dossier annuale, con i dati dei vari servizi di Caritas, ha offerto l’occasione per ricordare l’impegno del volontariato cattolico e della Chiesa nei confronti dei poveri, in apertura del nuovo anno pastorale.
Ma i numeri, in verità, non sono neppure sufficienti a raccontare le fragilità che a Grosseto vivono centinaia di persone. I report sono stati presentati suddividendo i vari ambiti di intervento e collegandoli a quanto il Vangelo chiede di fare a ogni credente nel famoso passo evangelico del Giudizio finale: «avevo fame, avevo sete, ero nudo, forestiero, carcerato, malato…».
«La Caritas – ha aggiunto il direttore don Enzo Capitani – ha scelto di assumere lo sguardo di chi va oltre le apparenze e si prende a cuore delle ferite che spesso sono invisibili. È da qui che scaturiscono tante delle iniziative e dei progetti messi in piedi per rispondere ai bisogni di uomini e donne in difficoltà, all’urgenza di promuovere la dignità di ogni persona».
Poi i numeri del 2017, aggiornati al 30 settembre.
Ancora una volta impressionanti e in linea con i record del 2016. Lo scorso anno si era oltrepassata la quota dei trentamila pasti, già superata nel 2015.
Il 2017 sarà lievemente inferiore, visto che a settembre i pasti offerti erano “solo” ventimila. Nell’ultimo anno risultano cresciute, invece, le presenze di persone che si sono rivolte al centro di ascolto Caritas.
«Intere famiglie, sul nostro territorio, si sono letteralmente incagliate nella povertà, ne sono rimaste come intrappolate e fanno più difficoltà, rispetto al passato, ad uscirne», conferma don Enzo Capitani.
L’emporio, per esempio, al momento ha già raggiunto i numeri di tutto il 2016.
Il progetto chiamato “Famiglie solidali”, dal 2012 al 2017, conta l’adesione di 18 famiglie, gratuitamente locate in appartamenti messi a disposizione dalla Diocesi.
Famiglie composte in media da 4 persone. Anche la “Casa di Elia”, per i padri separati, sta crescendo.
All’oggi accoglie e ospita 5 uomini in difficoltà, non solo abitativa. E poi i contributi anti-sfratto: 45 le famiglie sostenute per un montante versato all’Epg di 31mila euro.
Molto richiesto il servizio svolto dal centro di accoglienza per le visite mediche, portato avanti da tre medici volontari: le dottoresse Carmela Mascambruno, Zelinda Formica ed Elisabetta Luschi; 79 le persone assistite al 30 settembre.
Si supererà ampiamente il record di 84 stabilito lo scorso anno.
Senza contare che dal 2014 Caritas ha acquistato farmaci per un valore complessivo di 48 mila euro.
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