Il Tirreno

Grosseto

Bus stracolmi, ritardi e guasti: il calvario di studenti e pendolari

Ieri un motore in fumo e un viaggio-lumaca per carico eccessivo «Tra Gavorrano e Grosseto continui disagi», dice una mamma 

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GAVORRANO. Lucia ha ricevuto due telefonate più o meno dello stesso momento. In entrambi i casi erano le sue figlie. Quella grande, di 16 anni, ha avvertito la madre di essere entrata in classe, a Grosseto, con un’ora in ritardo perché l’autobus ha dovuto viaggiare a velocità ridotta, tanto era carico di passeggeri. La piccola invece, 11 anni, ha raccontato del fumo nero uscito dal motore dell’autobus che la stava portando alle scuole medie di Gavorrano, costretta anche lei al ritardo.

«Ma se noi sgarriamo, dimenticando a casa l’abbonamento, la multa arriva puntuale», dice Lucia, che firma la sua segnalazione come una mamma “arrabbiata”, per usare un eufemismo. «Allora che forniscano un servizio decente», tuona la donna contro la Tiemme, che ieri, contattata, non ha rilasciato dichiarazioni, pur prendendo in carico la segnalazione. Il sovraffollamento sugli autobus per gli studenti nella zona nord fa discutere già da qualche giorno. Ora si uniscono anche le avarie ai mezzi, che dall’inizio dell’anno «si sono verificate almeno tre o quattro volte – continua la donna – L’altro giorno mia figlia maggiore ha dovuto cambiare tre pullman per tornare a casa: vi sembra possibile?».

Lucia vive con la sua famiglia a Bagno di Gavorrano e le sue figlie, per andare a scuola, usano gli autobus della Tiemme, da “pendolari”. Per arrivare da Bagno alle scuole medie di Gavorrano l’abbonamento è costato 40 euro, per arrivare alle superiori di Grosseto invece 70. «Una cifra che non corrisponde al servizio offerto», tuona Lucia, riferendosi sia ai carichi massicci di passeggeri sui pullman (non solo studenti ma anche anziani e pendolari di ogni età) sia per i guasti che nel giro di un solo mese dall’inizio dell’anno scolastico si sono manifestati più volte.

Ieri mattina il culmine, con due disagi in contemporaneo, su due tratte diverse. L’autobus che stava andando alle medie di Gavorrano ha dovuto fermarsi per un guasto al motore: il mezzo ha iniziato a riempirsi di fumo e in un primo momento le portiere sono rimaste bloccate, creando un po’ di scompiglio. Tutto risolto per il meglio, ma i ragazzi sono arrivati tardi a scuola. Lo stesso vale per la figlia maggiore di Lucia, dato che l’autobus su cui viaggiava era colmo di passeggeri, «anche in piedi sul corridoio», a detta della donna, costringendo l’autista a dover ridurre l’andatura e ad arrivare a Grosseto intorno alle 8,20: quanto basta per far slittare l’ingresso in classe alle 9.

La tratta verso il capoluogo sembra la più incerta, stando ai racconti che arrivano dagli studenti di Gavorrano. «Qualche giorno fa mia figlia ha dovuto cambiare tre pullman per tornare a casa: il primo all’istituto agrario, dove i ragazzi sono stati trasferiti su un altro mezzo», racconta Lucia. «Poi al Grilli, perché il pullman era troppo pieno, con i ragazzi fatti salire su un terzo autobus. Risultato: la ragazza è tornata a casa alle 14,50». Disagi che portano alla rabbia con cui la donna si è presentata. «La società impone l’abbonamento e non dà via di uscita alla multa in nessun caso, neanche quando disgraziatamente i ragazzi lo dimenticano o non hanno con sé il tesserino», dice Lucia. «Sono regole e va bene, si rispettano. Però almeno fornisca un giusto servizio perché poi noi dobbiamo subire senza poter fare nulla di concreto, se non lamentarci».

Alfredo Faetti

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