Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Truffa ai corsi, parlano i testimoni

L’imputato si difenderà nella prossima udienza, a febbraio

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GROSSETO. Il corso c’era ed era tenuto da lui; durante quelle lezioni aveva assicurato che il lavoro era certo e che era in atto una forte collaborazione con gli enti pubblici. Lui è Simone Badalamenti, 34 anni, imputato di truffa in qualità di presidente dell’associazione Corbia onlus (corpo boschivo ittico ambientale). Le parole sono quelle riferite in aula da cinque testimoni, tutte persone che avevano frequentato i corsi e che si erano poi ritrovate con il nulla in mano. Il procedimento penale era partito nel settembre 2014 quando Monica Gianfaldoni, nominata da Badalamenti come coordinatrice provinciale del Corbia, si era presentata alla guardia di finanza lamentando di non essere stata pagata pur avendo firmato quello che sembrava un contratto di assunzione a tempo indeterminato. E anche Gianfaldoni è stata sentita ieri dal giudice Marco Bilisari. Si è parlato di una divisa, di gradi, di tesserini, della quota da 50 euro pagata dai partecipanti, di un contenzioso promosso da un ente locale per il quale il presidente di Corbia aveva assicurato invece una convenzione.

Non ci sarà bisogno di sentire anche gli altri 26 testimoni indicati nella lista: d’accordo le parti (la viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo, il difensore Alessandro Fuligni Ragazzini e il legale di parte civile Emiliano Goracci) ne sono state acquisite le sommarie informazioni prese in sede di indagini. Ci sono però altri testimoni, indicati dalla difesa, da sentire.

E dovrà essere ascoltato anche lo stesso Badalamenti, che ieri non ha presenziato al dibattimento. Il processo è stato così rinviato a febbraio. (p.s.)



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