Proteste
«Misure alternative al fermo pesca»
Interrogazione di Mugnai (Fi) che sollecita anche il pagamento delle indennità
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GROSSETO. Sollecitare il pagamento delle indennità e individuare misure alternative al fermo pesca che certo tutelino la fauna ittica ma non a scapito di quella umana e delle sue economie: in sostanza è questo l’impegno che il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai chiede alla Regione Toscana con un’interrogazione.
A Grosseto erano stati il coordinatore provinciale Sandro Marrini e il responsabile del settore pesca Giuseppe Temperani ad accendere i riflettori sul provvedimento di stop alle attività di pesca deciso dal Ministero della politiche agricole forestali e alimentari per tutto il mese di ottobre. Il fermo riguarda però l’intero mare Tirreno.
«Il fermo pesca – scrive Mugnai nella premessa del suo atto – più che rappresentare una formula di tutela biologica delle specie ittiche, sta diventando una misura di blocco alle attività economiche della pesca stessa e di quelle ad essa connesse (pescherie ecc)». L’altro corno del problema è che: «A quanto denunciano le categorie associative dei pescatori e le marinerie toscane, non sarebbero stati pagati i premi (indennità) degli anni 2015 e 2016».
Mugnai chiede alla giunta regionale «se abbia intenzione di sollecitare il Governo nazionale e il relativo ministero al pagamento delle indennità degli anni pregressi alle imprese che sono interessate dal fermo pesca» e «se abbia intenzione di farsi portavoce presso le rispettive sedi governative centrali di richiedere misure alternative al fermo pesca e permettere alle aziende operanti nel settore, di lavorare tutto l’anno senza interruzioni».
A Grosseto erano stati il coordinatore provinciale Sandro Marrini e il responsabile del settore pesca Giuseppe Temperani ad accendere i riflettori sul provvedimento di stop alle attività di pesca deciso dal Ministero della politiche agricole forestali e alimentari per tutto il mese di ottobre. Il fermo riguarda però l’intero mare Tirreno.
«Il fermo pesca – scrive Mugnai nella premessa del suo atto – più che rappresentare una formula di tutela biologica delle specie ittiche, sta diventando una misura di blocco alle attività economiche della pesca stessa e di quelle ad essa connesse (pescherie ecc)». L’altro corno del problema è che: «A quanto denunciano le categorie associative dei pescatori e le marinerie toscane, non sarebbero stati pagati i premi (indennità) degli anni 2015 e 2016».
Mugnai chiede alla giunta regionale «se abbia intenzione di sollecitare il Governo nazionale e il relativo ministero al pagamento delle indennità degli anni pregressi alle imprese che sono interessate dal fermo pesca» e «se abbia intenzione di farsi portavoce presso le rispettive sedi governative centrali di richiedere misure alternative al fermo pesca e permettere alle aziende operanti nel settore, di lavorare tutto l’anno senza interruzioni».
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