Proteste
la mostra
«La Maestà non corre rischi»
Paperini rassicura sul prestito dell’opera al museo di Siena
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MASSA MARITTIMA. Ormai non esistono dogmi: qualsiasi opera d’arte può essere impacchettata e spostata a piacimento.
È successo alla celebre Annunciazione degli Uffizi di Leonardo Da Vinci, volata a Tokyo tra polemiche e proteste nel 2007, e succederà a breve alla Maestà di Ambrogio Lorenzetti custodita da sempre in San Pietro all’Orto.
La bella tavola di strada dovrà farne poca: da Massa Marittima verrà trasportata a Siena dove sosterà per 3 mesi per partecipare alla grande mostra evento dedicata all’artista senese. La mostra dal titolo “Ambrogio Lorenzetti”– curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel – ha l’ambizione di reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica del pittore, facendo convergere a Siena opere provenienti dal Louvre, dalla National Gallery di Londra o dallo Städel Museum di Francoforte. Da Siena in effetti proviene la gran parte delle opere di Ambrogio Lorenzetti –realizzate dall’artista per i cittadini senesi o per le chiese della città – ma questo non è certo il caso della Maestà massetana dipinta appositamente per il convento degli agostiniani intorno al 1335 e lì da sempre conservata. Lo stesso vale per gli affreschi della vicina cappella di San Galgano a Montesiepi, staccati e portati a Siena per partecipare alla mostra spettacolo “Dentro il restauro”: i preziosi dipinti sono infatti stati staccati dalla parete e restaurati nell’ambito di un cantiere evento aperto al pubblico e adesso sono pronti per partecipare alla mostra di Santa Maria della Scala al fianco dell’opera massetana.
La mostra “Ambrogio Lorenzetti” rappresenta infatti il culmine di un progetto scandito in più tappe e avviato nel 2015 con l’iniziativa “Dentro il restauro” e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista.
Insieme alla Maestà del Lorenzetti partirà alla volta Siena anche quella di Duccio di Buoninsegna custodita nel Duomo: «Non stiamo mandando allo sbaraglio le opere più importanti della città – rassicura l’assessore alla cultura Marco Paperini – con Siena siamo arrivati ad un accordo: le opere torneranno subito a Massa Marittima non appena terminerà la mostra a fine gennaio; inoltre le pitture non corrono alcun rischio, sono state controllate dai restauratori e abbiamo la garanzia che non soffriranno per lo spostamento». Per Massa poi c’è la certezza di una mostra “spin off” in città: «finita la mostra a Santa Maria della Scala il Comune di Siena ci presterà cinque tavole senesi da esporre qui a Massa – spiega Paperini – da febbraio fino a pasqua ci sarà infatti una piccola mostra che illustrerà l’attività del Lorenzetti in Maremma».
Per la città ci sarebbe infine la carta del turismo da poter spendere: «la mostra è un momento importante per far conoscere la nostra città – ha commentato Paperini – e al di là delle affinità storiche siamo anche ad un’ora e mezza di macchina e intercettare il turismo senese sarebbe ottimo per Massa Marittima».
Giulia Sili
È successo alla celebre Annunciazione degli Uffizi di Leonardo Da Vinci, volata a Tokyo tra polemiche e proteste nel 2007, e succederà a breve alla Maestà di Ambrogio Lorenzetti custodita da sempre in San Pietro all’Orto.
La bella tavola di strada dovrà farne poca: da Massa Marittima verrà trasportata a Siena dove sosterà per 3 mesi per partecipare alla grande mostra evento dedicata all’artista senese. La mostra dal titolo “Ambrogio Lorenzetti”– curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel – ha l’ambizione di reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica del pittore, facendo convergere a Siena opere provenienti dal Louvre, dalla National Gallery di Londra o dallo Städel Museum di Francoforte. Da Siena in effetti proviene la gran parte delle opere di Ambrogio Lorenzetti –realizzate dall’artista per i cittadini senesi o per le chiese della città – ma questo non è certo il caso della Maestà massetana dipinta appositamente per il convento degli agostiniani intorno al 1335 e lì da sempre conservata. Lo stesso vale per gli affreschi della vicina cappella di San Galgano a Montesiepi, staccati e portati a Siena per partecipare alla mostra spettacolo “Dentro il restauro”: i preziosi dipinti sono infatti stati staccati dalla parete e restaurati nell’ambito di un cantiere evento aperto al pubblico e adesso sono pronti per partecipare alla mostra di Santa Maria della Scala al fianco dell’opera massetana.
La mostra “Ambrogio Lorenzetti” rappresenta infatti il culmine di un progetto scandito in più tappe e avviato nel 2015 con l’iniziativa “Dentro il restauro” e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista.
Insieme alla Maestà del Lorenzetti partirà alla volta Siena anche quella di Duccio di Buoninsegna custodita nel Duomo: «Non stiamo mandando allo sbaraglio le opere più importanti della città – rassicura l’assessore alla cultura Marco Paperini – con Siena siamo arrivati ad un accordo: le opere torneranno subito a Massa Marittima non appena terminerà la mostra a fine gennaio; inoltre le pitture non corrono alcun rischio, sono state controllate dai restauratori e abbiamo la garanzia che non soffriranno per lo spostamento». Per Massa poi c’è la certezza di una mostra “spin off” in città: «finita la mostra a Santa Maria della Scala il Comune di Siena ci presterà cinque tavole senesi da esporre qui a Massa – spiega Paperini – da febbraio fino a pasqua ci sarà infatti una piccola mostra che illustrerà l’attività del Lorenzetti in Maremma».
Per la città ci sarebbe infine la carta del turismo da poter spendere: «la mostra è un momento importante per far conoscere la nostra città – ha commentato Paperini – e al di là delle affinità storiche siamo anche ad un’ora e mezza di macchina e intercettare il turismo senese sarebbe ottimo per Massa Marittima».
Giulia Sili
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