Il Tirreno

Grosseto

No al Sangiovese romeno Massa sta col Montecucco

di Alfredo Faetti
No al Sangiovese romeno Massa sta col Montecucco

Il Consorzio si è rivolto al Governo affinché non conceda la modifica del disciplinare Il Comune chiama a raccolta i sindaci a sostegno della battaglia dei produttori

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MASSA MARITTIMA. Se i terreni maremmani avessero delle vene, il sangue sarebbe il Sangiovese. Da nord a sud, è il vitigno per eccellenza imbottigliato dalle varie aziende che popolano le nostre campagne, impegnate costantemente a mantenere standard qualitativi che rendono i prodotti famosi in tutto il mondo.

Qualcuno però vorrebbe rivedere questi standard: il governo della Romania, infatti, ha chiesto la modifica al disciplinare della propria Igp Dealurile Zarandului, perché i coltivatori romeni possano denominarlo “Sangiovese”. Una richiesta già arrivata al vaglio dell’Unione Europea, contro cui si è scagliato subito il Consorzio Tutela Vini Montecucco, che ha sede a Cinigiano. Una presa di posizione che accomuna anche le altre zone della Maremma, come Massa Marittima, dove sono molte le aziende vitivinicole. Così, per rinforzare l’opposizione del Consorzio, è sceso in campo anche il Comune, chiedendo alle altre amministrazioni grossetane di unirsi in questa battaglia. «Il Comune di Massa Marittima si unisce e fa proprio l’appello lanciato dal Consorzio Tutela Vini Montecucco nei confronti del ministero delle Politiche Agricole e Forestali affinché l’Italia si opponga alla richiesta di modifica del disciplinare Igp romena Dealurile Zarandului con la quale viene richiesta l’autorizzazione all’uso della menzione Sangiovese – si legge nel documento approvato dall’amministrazione massetana – Per le aree della provincia di Grosseto in cui la viticoltura di qualità è una conquista e un’affermazione degli ultimi venti anni il danno sarebbe gravissimo a livello internazionale. Il Comune di Massa Marittima chiede a tutti i sindaci della provincia di Grosseto di alzare alta la loro voce contro l’iniziativa rumena e di unirsi all’appello che ne contrasta l’attuazione».

L’istanza presentata dal Consorzio del Montecucco è arrivata l’agosto scorso, subito dopo la richiesta del governo romeno di poter utilizzare il nome del vitigno all’interno dell’Igp romena. Un utilizzo, come spiega il Consorzio nel suo documento, impensabile, stando ai regolamenti: «il nome di una varietà di uva da vino, se contiene o è costituito da una denominazione di origine protetta o da un’indicazione geografica protetta, non può essere utilizzato nell’etichettatura dei prodotti agricoli», ricorda il Consorzio nella sua istanza. Una posizione sposata in pieno anche dal Comune di Massa Marittima, dove il Sangiovese la fa da padrone in molte aziende e costituisce la parte integrante di una delle realtà più vivaci del territorio, ossia la Strada dei Sapori del Monteregio. «Il desiderio dei viticoltori romeni di usare la menzione Sangiovese sulle loro etichette è illegittimo e provocherebbe un grave danno ai produttori toscani – continua il documento dell’amministrazione massetana –Difendere il Sangiovese significa per i toscani tutelare un prodotto che è parte della storia della viticoltura e uno dei vitigni più conosciuti nel mondo. Sul Sangiovese è stata costruita negli anni la qualità dei grandi vini che caratterizzano la nostra viticoltura».

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