HO LAMENTATO L’USO DISINVOLTO DEI SOCIAL
In riferimento all’articolo apparso il 7 ottobre 2017 sul Tirreno e pubblicato a livello regionale, lo spazio che mi è stato concesso a titolo di replica è comico per non dire grottesco. Il titolo...
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In riferimento all’articolo apparso il 7 ottobre 2017 sul Tirreno e pubblicato a livello regionale, lo spazio che mi è stato concesso a titolo di replica è comico per non dire grottesco. Il titolo fuorviante riportato in prima pagina, in cronaca regionale e sulle civette ha scatenato una serie di minacce alla mia persona e di accuse alla mia onorabilità che mi ha portato ad angoscia, prostrazione e paura.
Dopo la pubblicazione del mio post, in cui ho lamentato in modo legittimo l’uso disinvolto e scorretto dei social, con un difetto di comunicazione di termini che ho chiarito più volte, da parte di persone che hanno scambiato la partecipazione ad un progetto di sensibilizzazione per un palcoscenico personale, è stata fatta immediatamente chiarezza da parte mia nei confronto dei soggetti coinvolti.
La signora Lorella Ronconi, ideatrice dell’iniziativa #solounminuto nel corso di una telefonata con il sottoscritto, dopo aver chiarito la mia posizione è disponibilità alla causa, ha convenuto fin da subito con me sul danno di immagine cagionato da parte da alcuni editor della pagina che hanno manifestato una scarsa capacità, e una pessima cognizione nell’utilizzo del mezzo social.
Gli stessi cronisti di zona che mi hanno contattato per avere delucidazioni in merito, hanno avuto da me una chiara versione fin da subito di quale sia stata la dinamica dei fatti. Nonostante questo il Tirreno ha voluto insistere sull’equivoco per dare vita ad una notizia del tutto priva di fondamento. Dunque cui prodest?
Capisco che l’esacerbazione di una vicenda tradotta in chiave politica sia uno strumento di cui dispongono tanti giornalisti faziosi per confezionare ad arte notizie capaci di scatenare viralità attraverso il web. La tanto vituperata macchina del fango, prodotta quando non scientificamente provocata, è un meccanismo oramai collaudato per creare attenzione e vendere qualche copia in più. Poco importa se questo contribuisce a gettare in pasto ad un’opinione pubblica non correttamente informata la fama e l’onorabilità di una persona.
Per questo motivo annuncio di querelare, se non vedrò una rettifica e le scuse pubbliche, non soltanto la testata ma tutti coloro che hanno contribuito ad arte a diffondere una ricostruzione dei fatti adulterata e menzognera. Il danno richiesto, se mi verrà come credo riconosciuto in sede giudiziale, verrà interamente devoluto ad un’associazione onlus dedita all’attività didattica ed al recupero di persone con disabilità.
dott. Pasquale Virciglio
***
Equivoco? Giornalismo fazioso? Macchina del fango? Il consigliere comunale Pasquale Virciglio è libero di querelare (saranno giudici terzi a giudicare), ma non è libero di insultare impunemente. Sia questa lettera inviata al Tirreno sia il post pubblicato su Facebook sono inequivocabili. Le parole sono come pietre. Peccato che non se ne renda conto.
Dopo la pubblicazione del mio post, in cui ho lamentato in modo legittimo l’uso disinvolto e scorretto dei social, con un difetto di comunicazione di termini che ho chiarito più volte, da parte di persone che hanno scambiato la partecipazione ad un progetto di sensibilizzazione per un palcoscenico personale, è stata fatta immediatamente chiarezza da parte mia nei confronto dei soggetti coinvolti.
La signora Lorella Ronconi, ideatrice dell’iniziativa #solounminuto nel corso di una telefonata con il sottoscritto, dopo aver chiarito la mia posizione è disponibilità alla causa, ha convenuto fin da subito con me sul danno di immagine cagionato da parte da alcuni editor della pagina che hanno manifestato una scarsa capacità, e una pessima cognizione nell’utilizzo del mezzo social.
Gli stessi cronisti di zona che mi hanno contattato per avere delucidazioni in merito, hanno avuto da me una chiara versione fin da subito di quale sia stata la dinamica dei fatti. Nonostante questo il Tirreno ha voluto insistere sull’equivoco per dare vita ad una notizia del tutto priva di fondamento. Dunque cui prodest?
Capisco che l’esacerbazione di una vicenda tradotta in chiave politica sia uno strumento di cui dispongono tanti giornalisti faziosi per confezionare ad arte notizie capaci di scatenare viralità attraverso il web. La tanto vituperata macchina del fango, prodotta quando non scientificamente provocata, è un meccanismo oramai collaudato per creare attenzione e vendere qualche copia in più. Poco importa se questo contribuisce a gettare in pasto ad un’opinione pubblica non correttamente informata la fama e l’onorabilità di una persona.
Per questo motivo annuncio di querelare, se non vedrò una rettifica e le scuse pubbliche, non soltanto la testata ma tutti coloro che hanno contribuito ad arte a diffondere una ricostruzione dei fatti adulterata e menzognera. Il danno richiesto, se mi verrà come credo riconosciuto in sede giudiziale, verrà interamente devoluto ad un’associazione onlus dedita all’attività didattica ed al recupero di persone con disabilità.
dott. Pasquale Virciglio
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Equivoco? Giornalismo fazioso? Macchina del fango? Il consigliere comunale Pasquale Virciglio è libero di querelare (saranno giudici terzi a giudicare), ma non è libero di insultare impunemente. Sia questa lettera inviata al Tirreno sia il post pubblicato su Facebook sono inequivocabili. Le parole sono come pietre. Peccato che non se ne renda conto.
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