Il Tirreno

Grosseto

Niccolini lascia la giunta Sarà il segretario del Pd

di Alfredo Faetti
Niccolini lascia la giunta Sarà il segretario del Pd

L’assessore darà le dimissioni. È l’unico candidato alla guida dell’Unione comunale Idee chiare sul futuro: «In vista delle amministrative non escludo le primarie» 

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SCARLINO. Non è soltanto una questione di statuto. «Non amo il doppio ruolo. È bene che ci sia una distinzione altrimenti c’è il rischio che uno dei due possa appiattirsi». Parole di Luca Niccolini, ad oggi assessore in Comune e unico candidato – e quindi prossimo all’investitura – per la segreteria dell’Unione comunale del Pd.

Due abiti di cui uno è di troppo. «A breve formalizzerò la mia uscita dalla giunta, presentando le dimissioni da assessore. Il doppio ruolo non deve esistere», spiega Niccolini, 25 anni, nell’amministrazione scarlinese dal 2012, ormai proiettato nella sua nuova veste di segretario Pd. «Voglio che la segreteria possa essere propositiva», annuncia, non escludendo (tutt’altro) la possibilità di ricorrere per la prima volta a Scarlino alle primarie, in vista del 2019. «Usciamo da una situazione non semplice, nel Pd di Scarlino c’è stato un po’ di trambusto subito dopo le elezioni, culminato poi con le dimissioni dell’ex segretario (Sandro Pinzaferri, arrivate nel 2015 ndc). A quel punto è iniziato il lavoro del gruppo di coordinamento subentrato al suo posto, che ha lavorato per riportare l’unità nel partito e c’è riuscito. Unità ritrovata come dimostra la mia unica candidatura: non sono certo un renziano e che varie anime abbiamo trovato una sintesi sul mio nome è per me un motivo di orgoglio».

Trambusto c’è stato anche nella maggioranza nel 2015: se non è stata una rottura, diciamo è stato segnato un solco tra il Pd e le altre forze di sinistra. Ora che diventerà segretario, pensa sia possibile cercare nuovi percorsi per riunire il centrosinistra? Penso ad esempio alle primarie. «La maggioranza oggi è solida e sta lavorando, si riunisce ed è di stimolo all’amministrazione sui temi del territorio. Sul futuro non abbiamo ancora parlato: dovremmo fare delle verifiche sui punti di forza e le criticità. Poi inizierà un percorso serio, per un centrosinistra ampio che riesca e trovare un’unitarietà politica. In questo senso non vedo di cattivo occhio le primarie, che sono il sale della democrazia, specialmente oggi che c’è una certa sfiducia verso la politica».

È possibile un Niccolini candidato nel 2019? «È presto per parlare di candidature e non è giusto parlarne. Ciò che mi sta a cuore è creare le condizioni perché emergano le figure capaci. Vorrei sdoganare un vecchio modus operandi nella segreteria, in cui ognuno ha il suo compito, una segreteria operativa insomma, così vedremo che c’è e come lavora». Quali sono ad oggi i punti di forza e le criticità a cui accennava? «Io partirò avvantaggiato perché il gruppo di coordinamento ha già un cronoprogramma per la prossima dirigenza locale, in cui rientrano risorse idriche, opere pubbliche, urbanistica e altri temi importanti». Per quanto riguarda il Pd provinciale? «Serve un’analisi critica e profonda su quello che è accaduto: queste non sono richieste di piccoli facinorosi interni, ma quel che è necessario. A Grosseto analisi simili non sono mai state fatte dopo le sconfitte. Invece, anche lì, serve ritrovare una sintesi».

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