Il Tirreno

Grosseto

«Furto del Suv degno della scena di un film»

«Furto del Suv degno della scena di un film»

Il pm Marco Nassi chiede il carcere: per portare via la Range Rover hanno usato un dispositivo militare

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ORBETELLO. «È stato un furto da film. I tre ladri si sono comportati come se dovessero girare una scena e rubare un’auto». Non ha dubbi il sostituto procuratore Marco Nassi mentre parla in aula, davanti al giudice Giovanni Puliatti. È affina finita la testimonianza del maresciallo dei carabinieri del norm di Orbetello che durante la notte tra mercoledì e giovedì è riuscito ad arrestare insieme ai suoi colleghi di pattuglia due uomini arrivati da Roma per rubare a Grosseto una Range Rover. Un suv costoso, pagato dal proprietario pochi mesi prima 58.000 euro.

Erano le 3,20 di giovedì mattina quando la pattuglia ha fermato tre uomini a bordo di un’Audi A4.

Dopo aver controllato i loro documenti, i tre sono stati lasciati liberi di riprendere il proprio viaggio verso Grosseto. Ma quando, alle 5,20 poco prima dello svincolo di Ansedonia la pattuglia dei carabinieri ha visto passare di nuovo l’Audi con due sole persone a bordo, seguita dalla Range Rover sulla quale c’era il terzo uomo, quello tutt’oggi ricercato, hanno capito che qualcosa era successo in quelle due ore.

Per rubare il Suv, è stato utilizzato un sistema elettronico che fino a qualche anno fa veniva usato dai militari e che serve a schermare il gps dell’allarme e a evitare che il fuoristrada fosse intercettato. Poi, probabilmente, hanno utilizzato un altro sistema sofisticato per mettere in moto l’auto di grossa cilindrata.

«Sono personaggi di altissimo profilo criminale - ha aggiunto poi il sostituto procuratore - In meno di due ore sono venuti a Grosseto, hanno preso l’auto, ci hanno lavorato sopra e sono ripartiti in direzione della Capitale».

I due uomini arrestati, entrambi di origini romene, hanno deciso di non rispondere alle domande del giudice: gli arresti sono stati convalidati e i due restano in carcere.

Quando sono arrivati vicini allo svincolo per Ansedonia, Claudiu Burcin e Ovidiu Chirea, hanno rallentato con la loro Audi per permettere all’uomo che era sul Suv di sorpassarli e tentare la fuga. Quando l’auto ha imboccato lo svincolo però, è sbandata ed è finita contro il guard rail.

I due uomini, che hanno entrambi 31 anni, restano quindi in carcere. Il loro avvocato ha chiesto i termini a difesa e i domiciliari con il braccialetto elettronico. Ma per il giudice, non c’erano le condizioni per rilasciare i due uomini. (f.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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