Il dolore
Cgil: «Unicoop non mantiene i patti»
di Paola Villani
Sindacato e lavoratori suonano il campanello di allarme: «Il piano di rilancio non procede come previsto»
3 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. «Non c’è chiarezza d’intenti, siamo molto preoccupati»: Filcams Cgil è sul piede di guerra. Ieri mattina lavoratori e sindacalisti Cgil di Grosseto e Livorno si sono ritrovati a Follonica per parlare dello stato di attuazione del piano di rilancio di Unicoop Tirreno e sulle azioni da intraprendere nelle prossime settimane. Nella sala di quartiere di Cassarello, dove si sono dati appuntamento, il clima era tutt’altro che disteso: le ultime mosse dei vertici Unicoop hanno suscitato molte preoccupazioni nei dipendenti, che non riescono a capire quale sia la linea intrapresa dalla dirigenza; una certezza c’è: «non è la linea – dicono – concordata con noi a maggio».
Filcams Cigl ha l’impressione di essere tornata ad inizio anno, quando dominava l’incertezza sul futuro della cooperativa. Era il 9 maggio quando sindacati e dirigenti Unicoop firmarono un accordo con cui si stabilivano le linee guida che avrebbero dovuto portare alla rinascita della cooperativa e, passo dopo passo, al ritorno in equilibrio del bilancio. Sono passati cinque mesi e, a quanto sostengono da Filcams Cgil, si è ancora immersi in una profonda incertezza su quello che sarà il futuro del colosso toscano della Gdo. «La mattina si annuncia la chiusura di un negozio e il pomeriggio si smentisce quella decisione» dicono sindacalisti e lavoratori. È quanto è successo per il punto vendita grossetano di via Pisacane. La mattina i sindacati erano stati informati della chiusura del supermercato e dopo poche ore un’altra telefonata smentiva la notizia.
È un clima di profondo disorientamento insomma, che mette in crisi i lavoratori che ad oggi non sanno quali siano le reali intenzioni dei vertici della cooperativa e che cosa accadrà nei prossimi mesi.
«Il 26 settembre – spiega Stefano Vermigli di Filcams Grosseto – abbiamo incontrato la cooperativa a Firenze per valutare l’applicazione dell’accordo di maggio: l’azienda non lo sta rispettando, compiendo azioni unilaterali che non contemplano il coinvolgimento dei sindacati. Si è deciso di esternalizzare “parti” dell’azienda: nei negozi del Lazio si è dato in gestione il reparto pescheria, fatto mai avvenuto prima. Le esternalizzazioni dovevano essere bloccate e invece si danno in concessione aree interne dei supermercati? Non s’era mai visto che una cooperativa promuovesse certe azioni. Se, al contrario, fossero stati applicati gli ammortizzatori sociali, come diceva l’accordo, la crisi poteva essere fronteggiata».
E «non c’è poi chiarezza sugli intenti – continua Vermigli – Nel giro di poche ore le notizie cambiano: prima si dice che un negozio sarà chiuso poi un’altra telefonata smentisce quanto asserito prima. Lavoratori vengono chiamati per essere informati di trasferimenti e viene detto loro di non coinvolgere i sindacati. Personale chiede di essere mandato in un negozio e poi si ritrova destinato ad un’altra sede».
Da qui lo stato di agitazione. Ieri mattina è stata definita quindi una linea guida, adesso ci saranno nuovi incontri con le altre sigle sindacali e saranno convocate le assemblee dei vari punti vendita portando avanti un percorso unitario, per far capire all’azienda che i patti devono essere rispettati.
Filcams Cigl ha l’impressione di essere tornata ad inizio anno, quando dominava l’incertezza sul futuro della cooperativa. Era il 9 maggio quando sindacati e dirigenti Unicoop firmarono un accordo con cui si stabilivano le linee guida che avrebbero dovuto portare alla rinascita della cooperativa e, passo dopo passo, al ritorno in equilibrio del bilancio. Sono passati cinque mesi e, a quanto sostengono da Filcams Cgil, si è ancora immersi in una profonda incertezza su quello che sarà il futuro del colosso toscano della Gdo. «La mattina si annuncia la chiusura di un negozio e il pomeriggio si smentisce quella decisione» dicono sindacalisti e lavoratori. È quanto è successo per il punto vendita grossetano di via Pisacane. La mattina i sindacati erano stati informati della chiusura del supermercato e dopo poche ore un’altra telefonata smentiva la notizia.
È un clima di profondo disorientamento insomma, che mette in crisi i lavoratori che ad oggi non sanno quali siano le reali intenzioni dei vertici della cooperativa e che cosa accadrà nei prossimi mesi.
«Il 26 settembre – spiega Stefano Vermigli di Filcams Grosseto – abbiamo incontrato la cooperativa a Firenze per valutare l’applicazione dell’accordo di maggio: l’azienda non lo sta rispettando, compiendo azioni unilaterali che non contemplano il coinvolgimento dei sindacati. Si è deciso di esternalizzare “parti” dell’azienda: nei negozi del Lazio si è dato in gestione il reparto pescheria, fatto mai avvenuto prima. Le esternalizzazioni dovevano essere bloccate e invece si danno in concessione aree interne dei supermercati? Non s’era mai visto che una cooperativa promuovesse certe azioni. Se, al contrario, fossero stati applicati gli ammortizzatori sociali, come diceva l’accordo, la crisi poteva essere fronteggiata».
E «non c’è poi chiarezza sugli intenti – continua Vermigli – Nel giro di poche ore le notizie cambiano: prima si dice che un negozio sarà chiuso poi un’altra telefonata smentisce quanto asserito prima. Lavoratori vengono chiamati per essere informati di trasferimenti e viene detto loro di non coinvolgere i sindacati. Personale chiede di essere mandato in un negozio e poi si ritrova destinato ad un’altra sede».
Da qui lo stato di agitazione. Ieri mattina è stata definita quindi una linea guida, adesso ci saranno nuovi incontri con le altre sigle sindacali e saranno convocate le assemblee dei vari punti vendita portando avanti un percorso unitario, per far capire all’azienda che i patti devono essere rispettati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
