Attenzione
QUANDO IL PAESAGGIO PASSA PURTROPPO IN SECONDO PIANO
di RICCARDO NARDI*
Le aspettative di chi vedeva nella istituzione di tre Riserve naturali (Pescinello, Rocconi, Monte Labro ) e del Sito di interesse comunitario della Alta valle dell’Albegna una via di uscita al...
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Le aspettative di chi vedeva nella istituzione di tre Riserve naturali (Pescinello, Rocconi, Monte Labro ) e del Sito di interesse comunitario della Alta valle dell’Albegna una via di uscita al depauperamento economico e anagrafico dei due comuni maggiormente interessati, Roccalbegna e Semproniano, sono andate deluse.
La vera ricchezza, il bene “paesaggio” della Costituzione italiana, è passata in secondo ordine rispetto a istanze purtroppo irrispettose dell’ambiente.
La realizzazione del Parco eolico di Murci ne è una prova. Paesaggio distrutto e produzione di energia “pulita” assai inferiore al preventivato.
Qualche piccola vittoria il mondo ambientalista l’ha ottenuta come il blocco di uno spianamento a colpi di ruspa del torrente Trasubbie a valle di Baccinello (Scansano) realizzando un’area di grande valore faunistico e floristico. Oppure con l’esclusione della cava del marmo nel comune di Roccalbegna, chiusa da una quarantina d’anni da una antieconomica riapertura grazie a una legge della Regione Toscana sul recupero delle pietre ornamentali.
Recentemente su molti tratti della strada sterrata Usi – Rocchette sono stati gettati quintali di sale per mantenere umido il fondo e impedire la formazione di “polveroni”. Il risultato sulla polvere è stato positivo, ma in compenso chilometri di antiche siepi e annose querce si sono seccate per il sale assorbito dalle radici.
La soluzione alla siccità di questa torrida estate viene e da taluni indicata nella realizzazione di invasi che ammortizzerebbero il flusso delle piene invernali garantendo un flusso estivo di 250 litri al secondo. Un vecchio progetto dell’Ente Maremma giace sepolto in qualche cassetto. Prevedeva la realizzazione di una diga nelle Strette dell’Albegna un luogo meraviglioso. D’altra parte non veniva offerta nessuna garanzia contro frane dei versanti e alterazioni dei flussi caldi delle Terme di Saturnia.
Ma quanto esposto fino ad adesso è poca cosa rispetto all’offensiva geotermica portata avanti a testa bassa da Regione e altri enti. La gente comincia ad essere stufa e spaventata dall’impatto sulla salute e sull’ambiente dei veleni rinnovabili e si riunisce in comitati. Tutto il geotermico va ripensato dalle tecnologie ai siti estrattivi e trovo la risposta minacciando di scavare altri pozzi proprio sul Monte Labro inopportuna e autoritaria.
*abitante di Roccalbegna
La vera ricchezza, il bene “paesaggio” della Costituzione italiana, è passata in secondo ordine rispetto a istanze purtroppo irrispettose dell’ambiente.
La realizzazione del Parco eolico di Murci ne è una prova. Paesaggio distrutto e produzione di energia “pulita” assai inferiore al preventivato.
Qualche piccola vittoria il mondo ambientalista l’ha ottenuta come il blocco di uno spianamento a colpi di ruspa del torrente Trasubbie a valle di Baccinello (Scansano) realizzando un’area di grande valore faunistico e floristico. Oppure con l’esclusione della cava del marmo nel comune di Roccalbegna, chiusa da una quarantina d’anni da una antieconomica riapertura grazie a una legge della Regione Toscana sul recupero delle pietre ornamentali.
Recentemente su molti tratti della strada sterrata Usi – Rocchette sono stati gettati quintali di sale per mantenere umido il fondo e impedire la formazione di “polveroni”. Il risultato sulla polvere è stato positivo, ma in compenso chilometri di antiche siepi e annose querce si sono seccate per il sale assorbito dalle radici.
La soluzione alla siccità di questa torrida estate viene e da taluni indicata nella realizzazione di invasi che ammortizzerebbero il flusso delle piene invernali garantendo un flusso estivo di 250 litri al secondo. Un vecchio progetto dell’Ente Maremma giace sepolto in qualche cassetto. Prevedeva la realizzazione di una diga nelle Strette dell’Albegna un luogo meraviglioso. D’altra parte non veniva offerta nessuna garanzia contro frane dei versanti e alterazioni dei flussi caldi delle Terme di Saturnia.
Ma quanto esposto fino ad adesso è poca cosa rispetto all’offensiva geotermica portata avanti a testa bassa da Regione e altri enti. La gente comincia ad essere stufa e spaventata dall’impatto sulla salute e sull’ambiente dei veleni rinnovabili e si riunisce in comitati. Tutto il geotermico va ripensato dalle tecnologie ai siti estrattivi e trovo la risposta minacciando di scavare altri pozzi proprio sul Monte Labro inopportuna e autoritaria.
*abitante di Roccalbegna
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