Sicurezza
Gioco d’azzardo, dati choc In fumo più di un milione
di Giulia Sili
Gavorrano: 9.000 residenti e 7 milioni e mezzo di euro di scommesse nel 2016 L’ex sindaco anti-slot lancia l’Sos: «E poi ero io a bruciare le risorse del Comune...»
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GAVORRANO. Quasi sette milioni e mezzo di euro: a tanto ammonta il giro di soldi legato al gioco d’azzardo a Gavorrano, nel 2016, secondo Gavorrano Bene Comune e il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Massimo Borghi che ha avuto i dati dal ministero.
Durante il suo primo mandato da sindaco, Borghi aveva combattuto una battaglia contro il gioco d’azzardo attraverso l’ormai nota ordinanza 49/10 sulle slot machine con cui invitava i proprietari degli esercizi commerciali a rimuovere i videopoker. Oggi Borghi e Gavorrano Bene Comune definiscono i dati ministeriali sul gioco d’azzardo «allarmanti»: su sette milioni e mezzo giocati ne sono stati vinti sei milioni e 180. 000 euro e persi, dunque, circa un milione e 250. 000. «Si stratta di una perdita incredibile in un Comune di appena 9.000 anime» commenta il consigliere Antonio Melillo.
È di settembre la notizia di un accordo fra Stato e enti locali sul riordino dei giochi d’azzardo e che dà il via libera alle leggi regionali che disciplinano il contrasto alla ludopatia: «Oggi i sindaci hanno molta più libertà di movimento sul gioco d’azzardo – aggiunge Melillo – Borghi già nel 2010 aveva fatto un’ordinanza sulla questione che aprì una sanguinosa crisi politica nella maggioranza di centrosinistra».
«Spesso ono i più poveri che fanno bruciare le loro scarse risorse nel braciere di un’illusione – dice Borghi – che oltre ad ingannare agisce come una qualunque sostanza psicotropa e dà dipendenza; per questo nel 2010 feci un’ordinanza che non proibiva nulla, ma lanciava un allarme».
Bingo, lotto, lotterie, scommesse sportive, videopoker: sono tantissime le tipologie di gioco che bruciano soldi: «Nel 2011 – continua Melillo – portammo all’ordine del giorno un regolamento. Il Comune si impegnava a mantenere delle distanze tra le scuole e i luoghi del gioco d’azzardo per evitare che i ragazzini andassero a giocare: questo regolamento non è mai stato applicato perché lo Stato non ha mai dato la possibilità agli enti di applicarlo, ma noi vogliamo portare avanti questa politica» che tutela almeno i minori.
Borghi si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «A poche settimane da quell’ordinanza la mia maggioranza, nove consiglieri comunali tutti del Pd, si dimise facendomi decadere. Nel 2015 la Corte Costituzionale mi ha dato ragione ma oggi è necessario ad occuparsi del gioco d’azzardo perché i dati sono scioccanti. E poi ero io quello che dava un colpo mortale all’economia di Gavorrano».
Durante il suo primo mandato da sindaco, Borghi aveva combattuto una battaglia contro il gioco d’azzardo attraverso l’ormai nota ordinanza 49/10 sulle slot machine con cui invitava i proprietari degli esercizi commerciali a rimuovere i videopoker. Oggi Borghi e Gavorrano Bene Comune definiscono i dati ministeriali sul gioco d’azzardo «allarmanti»: su sette milioni e mezzo giocati ne sono stati vinti sei milioni e 180. 000 euro e persi, dunque, circa un milione e 250. 000. «Si stratta di una perdita incredibile in un Comune di appena 9.000 anime» commenta il consigliere Antonio Melillo.
È di settembre la notizia di un accordo fra Stato e enti locali sul riordino dei giochi d’azzardo e che dà il via libera alle leggi regionali che disciplinano il contrasto alla ludopatia: «Oggi i sindaci hanno molta più libertà di movimento sul gioco d’azzardo – aggiunge Melillo – Borghi già nel 2010 aveva fatto un’ordinanza sulla questione che aprì una sanguinosa crisi politica nella maggioranza di centrosinistra».
«Spesso ono i più poveri che fanno bruciare le loro scarse risorse nel braciere di un’illusione – dice Borghi – che oltre ad ingannare agisce come una qualunque sostanza psicotropa e dà dipendenza; per questo nel 2010 feci un’ordinanza che non proibiva nulla, ma lanciava un allarme».
Bingo, lotto, lotterie, scommesse sportive, videopoker: sono tantissime le tipologie di gioco che bruciano soldi: «Nel 2011 – continua Melillo – portammo all’ordine del giorno un regolamento. Il Comune si impegnava a mantenere delle distanze tra le scuole e i luoghi del gioco d’azzardo per evitare che i ragazzini andassero a giocare: questo regolamento non è mai stato applicato perché lo Stato non ha mai dato la possibilità agli enti di applicarlo, ma noi vogliamo portare avanti questa politica» che tutela almeno i minori.
Borghi si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «A poche settimane da quell’ordinanza la mia maggioranza, nove consiglieri comunali tutti del Pd, si dimise facendomi decadere. Nel 2015 la Corte Costituzionale mi ha dato ragione ma oggi è necessario ad occuparsi del gioco d’azzardo perché i dati sono scioccanti. E poi ero io quello che dava un colpo mortale all’economia di Gavorrano».
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