Il Tirreno

Grosseto

Gessi rossi, porte sbarrate nelle due cave

di Alfredo Faetti
Gessi rossi, porte sbarrate nelle due cave

Mentre nasce il comitato per contrastare lo stoccaggio alla Vallina, da Roccastrada arriva il “niet” per la Bartolina

3 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. Non alla Bartolina né alla Vallina, mentre i capigruppo in Regione che battibeccano tra di loro. La questione di quale sarà il prossimo sito per i gessi rossi della Hunstman Tioxide a Gavorrano entra nel vivo, con le parti che prendono posizione e il territorio che si frammenta.

Chi vive nella zona tra Castellaccia e Ribolla non li vuole nella cava della Bartolina, mentre chi vive nella zona attorno al Filare non li vuole in quella della Vallina. E se i primi si sono già riuniti nel comitato per il Bruna, riprendendo il nome del fiume che secondo le loro preoccupazioni sarebbe contaminato dai gessi, i secondi hanno formato un identico soggetto: il comitato “No gessi rossi alla cava della Vallina”.

«Nei prossimi giorni verrà organizzata la presentazione pubblica del comitato e saranno sviluppate alcune iniziative a partire dalla frazione di Filare», dicono dal neonato comitato in una nota diffusa ieri, quando la discussione è approdata in Regione, con un botta e risposta tra Giovanni Donzelli (capogruppo Fdi) e Leonardo Marras (capogruppo Pd).

Non sarà semplice arrivare ad una soluzione, perché non possono esistere punti di contatto tra le due parti. «Dobbiamo seguire le procedure e prendere ogni necessaria precauzione – dice Marras –. Il Comune di Gavorrano fa bene a chiedere ulteriori approfondimenti e a pretendere una Via rigorosa che preveda la partecipazione di esperti e cittadini. E, chiaramente, la scelta sarà fatta solo alla fine e non prima con il pregiudizio dell’ignoranza». Parole che sono seguite nel giro di pochi minuti a quelle pronunciate da Donzelli, che ha sposato la causa del No alla Bartolina, schierandosi dalla parte del comitato Insieme per Roccastrada. «Già martedì porterò in consiglio la mozione – dice il capogruppo regionale di Fdi – e spero che Marras, visto che è del territorio, non voglia far mancare il sostengo del suo partito alla nostra mozione. Inoltre, faremo anche un accesso agli atti per conoscere quali modalità siano state seguite per monitorare l’ambiente». Donzelli tornerà alla carica subito dopo le dichiarazioni di Marras, sfidandolo. «Se davvero ha a cuore il suo territorio lo vedremo martedì in aula con il voto alla mozione».

Discussioni e nuovi comitati che raccontano la fase delicata su quale sarà il prossimo sito. La sindaca di Gavorrano Elisabetta Iacomelli, dal canto suo, ribadisce ogni volta due concetti essenziali: se ci sarà anche il minimo pericolo attestato per la salute niente autorizzazioni e che questo è un argomento che deve riguardare tutto il comprensorio. Ad oggi, però, c’è solo il territorio gavorranese al centro della discussione, tanto da attivarne un dibattito pubblico. «Unico Comune oltre gli interessati dagli impianti ad essersi preso questa responsabilità», gli riconosce merito Marras. Ma ora che entriamo nella fase calda, questo territorio si sta dividendo in due.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa