Sicurezza
la riflessione
Rinunciare a un giocattolo per crescere meglio
In città, la prima domenica di ottobre, la solidarietà corre di piazza in piazza. In piazza Duomo, per l’educazione alla sicurezza attraverso il gioco, c’è Pompieropoli dove si consegnano i diplomi...
3 MINUTI DI LETTURA
In città, la prima domenica di ottobre, la solidarietà corre di piazza in piazza. In piazza Duomo, per l’educazione alla sicurezza attraverso il gioco, c’è Pompieropoli dove si consegnano i diplomi di piccolo pompiere a chi conclude il percorso a terra. In piazza Dante c’è la giostra dei sogni dove i bimbi cavalcano magici puledri ed hanno per amici leoni e tigri dai larghi sorrisi. Piazza Esperanto è invasa dai gazebo della solidarietà allestiti dal Comitato per la Vita e piazza de Maria presenta la “cittadella della salute”.
L’aria è invasa dalle grida festanti dei piccoli venditori ed insieme dal profumo accattivante delle tradizionali “ciabatte”. Fuori Porta Vecchia, a ridosso delle storiche Mura, presso il banchetto allestito da Il Tirreno i chicchi offerti da “Pappagone” invitano i passanti alla sosta della solidarietà. Ovunque bambini. Volenterosi nelle loro divise: maglietta e cappellino bianchi ed i badges esibiti con orgoglio. Entusiasmo, gioiosità, vivacità. Giocosamente i bambini si avvicinano alla solidarietà.
L’importanza del gioco è grande. Il gioco è proprio di bambini, adulti e animali. Con l’esperienza del gioco il bambino incomincia a comprendere a cosa servono determinati oggetti; scopre l’esistenza del caso, delle regole di comportamento, dei rapporti sociali. Attraverso il gioco, sperimentando i propri limiti e le proprie risorse, diviene consapevole del proprio sé ed insieme del mondo esterno ed incomincia a fare i conti con le richieste di queste due realtà. Il gioco favorisce lo sviluppo affettivo, quello cognitivo e quello sociale.
Accompagnare il gioco dei bambini è dovere degli adulti a loro vicini. Genitori e nonni, insegnanti. Insomma maestri accanto ai piccoli ed ai giovanissimi. Maestri, guide in quanto adulti che hanno già fatto il percorso di vita di fronte al quale si trovano ora i piccoli loro affidati. E le considerazioni fatte da alcuni bimbi in occasione del Mercatino dei ragazzi sono proprio il prodotto del loro giocare. È sempre un po’ doloroso per un piccolo rinunciare ad un giocattolo che gli è caro, che gli ha fatto compagnia, che lo ha fatto sognare. Ma la solidarietà, e per lui questo concetto non è chiaro, chiama. E gli adulti dicono che è cosa buona rispondere. Certo, eliminando da casa tante cose inutilizzate, si è anche guadagnato un po’ di spazio è la realistica considerazione fatta da alcuni bimbi. L’adulto ha il compito impegnativo, a volte difficile, sempre straordinario, di aiutare i piccoli, curiosi di apprendere, a conoscere: dalla tutela della natura al rispetto del diverso; dalla cura degli animali alla motivazione allo studio. E così via. Comprendere il perché delle cose, il senso del fare. L’essere curiosi è la “semplicità” che accompagna i bambini del mondo. E questo mercatino cittadino, a fini di beneficenza, è, forse in modo inconsapevole, un esempio concreto di questo. Da molti anni educa i giovanissimi attraverso il gioco. Li accompagna nel percorso della vita a scoprire, conoscere, affrontare, persone e situazioni anche difficili come ad esempio la malattia.
Vanna Bertoncelli
L’aria è invasa dalle grida festanti dei piccoli venditori ed insieme dal profumo accattivante delle tradizionali “ciabatte”. Fuori Porta Vecchia, a ridosso delle storiche Mura, presso il banchetto allestito da Il Tirreno i chicchi offerti da “Pappagone” invitano i passanti alla sosta della solidarietà. Ovunque bambini. Volenterosi nelle loro divise: maglietta e cappellino bianchi ed i badges esibiti con orgoglio. Entusiasmo, gioiosità, vivacità. Giocosamente i bambini si avvicinano alla solidarietà.
L’importanza del gioco è grande. Il gioco è proprio di bambini, adulti e animali. Con l’esperienza del gioco il bambino incomincia a comprendere a cosa servono determinati oggetti; scopre l’esistenza del caso, delle regole di comportamento, dei rapporti sociali. Attraverso il gioco, sperimentando i propri limiti e le proprie risorse, diviene consapevole del proprio sé ed insieme del mondo esterno ed incomincia a fare i conti con le richieste di queste due realtà. Il gioco favorisce lo sviluppo affettivo, quello cognitivo e quello sociale.
Accompagnare il gioco dei bambini è dovere degli adulti a loro vicini. Genitori e nonni, insegnanti. Insomma maestri accanto ai piccoli ed ai giovanissimi. Maestri, guide in quanto adulti che hanno già fatto il percorso di vita di fronte al quale si trovano ora i piccoli loro affidati. E le considerazioni fatte da alcuni bimbi in occasione del Mercatino dei ragazzi sono proprio il prodotto del loro giocare. È sempre un po’ doloroso per un piccolo rinunciare ad un giocattolo che gli è caro, che gli ha fatto compagnia, che lo ha fatto sognare. Ma la solidarietà, e per lui questo concetto non è chiaro, chiama. E gli adulti dicono che è cosa buona rispondere. Certo, eliminando da casa tante cose inutilizzate, si è anche guadagnato un po’ di spazio è la realistica considerazione fatta da alcuni bimbi. L’adulto ha il compito impegnativo, a volte difficile, sempre straordinario, di aiutare i piccoli, curiosi di apprendere, a conoscere: dalla tutela della natura al rispetto del diverso; dalla cura degli animali alla motivazione allo studio. E così via. Comprendere il perché delle cose, il senso del fare. L’essere curiosi è la “semplicità” che accompagna i bambini del mondo. E questo mercatino cittadino, a fini di beneficenza, è, forse in modo inconsapevole, un esempio concreto di questo. Da molti anni educa i giovanissimi attraverso il gioco. Li accompagna nel percorso della vita a scoprire, conoscere, affrontare, persone e situazioni anche difficili come ad esempio la malattia.
Vanna Bertoncelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google