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Grosseto

Posta a singhiozzo: sindaci all’attacco

Posta a singhiozzo: sindaci all’attacco

Cinque primi cittadini scrivono al garante per le comunicazioni per scongiurare la riorganizzazione che penalizza i paesi 

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GROSSETO. I sindaci di Castell’Azzara, Manciano, Pitigliano, Semproniano e Sorano dicono no alla riorganizzazione del servizio di recapito che Poste Italiane ha in mente di mettere in pratica. I sindaci hanno scritto un documento congiunto nel quale chiedono un incontro al garante delle comunicazioni e nel quale diffidano Poste Italiane dal mettere in pratica una riorganizzazione che definiscono «scellerata» che li penalizzerebbe più del dovuto.

Poste ha comunicato ai sindaci la previsione «di una implementazione della consegna della corrispondenza a giorni alterni, su base bisettimanale».

Fosco Fortunati per Castell’Azzara, Luca Pallini per Manciano, Giovanni Gentili per Pitigliano, Miranda Brugi per Semproniano e Carla Benocci per Sorano hanno ricordato a Poste che i Comuni che loro amministrano sono «Comuni montani, come tali svantaggiati, nei quali il servizio di recapito deve essere garantito per tutti i territori».

«Non comprendiamo – scrivono i sindaci – come mai l’Autorità garante delle telecomunicazioni abbia approvato, in alcuni territori e non in altri, l’implementazione di zone di recapito denominate “plus” nelle quali saranno effettuate consegne prioritarie».

I sindaci ribadiscono che, già in passato, forme di riorganizzazione del servizio hanno penalizzato paesi dei Comuni montani. Basti pensare alla chiusura definitiva di alcuni uffici postali oppure una diminuzione dei giorni di apertura degli stessi, che furono seguiti da ricorsi al Tar, vinti dalle comunità locali.

I primi cittadini sono decisi ad opporsi per l’ennesima volta a quello che ritengono un danno per i propri territori e per i propri cittadini che non si vedranno più recapitare lettere e bollette come avviene in altre zone della provincia.

Ovviamente il pensiero va alle fasce più deboli della popolazione, agli anziani che vedono scomparire un altro servizio.

I sindaci aspettano quindi di essere convocati per poter dire la loro e spiegare perché non ha senso questa riorganizzazione.

In passato i sindaci avevano presidiato gli uffici postali per opporsi alla loro chiusura. Ora si prospetta una nuova battaglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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