Il Tirreno

Grosseto

l’inchiesta e l’interrogatorio 

L’amica del carabiniere respinge tutte le accuse

L’amica del carabiniere respinge tutte le accuse

GROSSETO. È stata sentita ieri mattina dal giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci la donna accusata del reato di inquinamento probatorio che ha ricevuto qualche giorno fa la misura di...

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GROSSETO. È stata sentita ieri mattina dal giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci la donna accusata del reato di inquinamento probatorio che ha ricevuto qualche giorno fa la misura di non avvicinamento alla famiglia della piccola che avrebbe subito violenze da parte del compagno della madre, un carabiniere. La donna, assistita dall’avvocato Elena Pellegrini, è stata interrogata dal giudice e ha deciso di rispondere alle domande: ha negato qualunque tipo di coinvolgimento in questa vicenda respingendo le accuse e dichiarandosi estranea ai fatti che le sono stati contestati.

La donna, che sarebbe un’amica del carabiniere arrestato la scorsa settimana in Maremma e ancora rinchiuso nel carcere di Prato con l’accusa formulata dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro, per violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia della sua compagna, era stata raggiunta qualche giorno fa da un divieto di avvicinamento alla famiglia della piccolina. Nei giorni scorsi, si sarebbe avvicinata alla bambina e le avrebbe parlato. La cinquantenne ha respinto tutte le accuse ma il giudice ha confermato la misura cautelare.

L’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo è cominciata dopo che la piccolina aveva raccontato alla nonna paterna «il segreto» che l’uomo le aveva chiesto di non svelare a nessuno. Un segreto fatto di abusi, consumati nell’abitazione dove la bambina viveva con la madre e con il compagno. La nonna si è rivolta alla polizia giudiziaria dopo aver parlato con un amico avvocato e a raccogliere le prime informazioni su questa terribile vicenda sono stati gli uomini che compongono una task force anti abusi, simile al Codice rosa. Il fascicolo è stato poi trasmesso alla Procura di Grosseto e i carabinieri hanno fatto i loro accertamenti, fino all’arresto del militare. (f.g.)

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