Il Tirreno

Grosseto

«I rifugiati facinorosi siano spostati»

di Paola Villani
«I rifugiati facinorosi siano spostati»

Il sindaco Benini ha incontrato la prefetta: c’è un gruppetto di uomini alla Caravella che crea continui problemi

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FOLLONICA. Il sindaco di Follonica ha richiesto alla prefetta lo spostamento di un gruppo di richiedenti asilo della Caravella.

Martedì pomeriggio si è riunito il Comitato di ordine e sicurezza voluto dal primo cittadino del golfo Andrea Benini. All’incontro c’erano sia le forze dell’ordine che la prefetta di Grosseto Cinzia Torraco. Lo aveva annunciato sabato scorso e ora dalle parole è passato ai fatti.

Il problema riguarda alcuni dei richiedenti asilo che attualmente sono ospitati nella struttura ricettiva La Caravella, che si trova a pochi chilometri da Follonica, nel territorio livornese. La questione dell’accoglienza dei migranti umanitari è diventata di cruciale importanza dopo che, in diverse occasioni, gli stranieri si sono resi protagonisti di atti al limite della legalità. La situazione è definita da Benini «non più tollerabile sotto tanti punti di vista». Da qui l’appello del primo cittadino a trovare una soluzione condivisa con gli altri enti per riportare in città un clima più sereno.

«Tengo prima di tutto a ringraziare la prefetta e le forze dell’ordine che si sono dimostrate ancora una volta collaborative e disponibili al dialogo – dice il sindaco – Voglio dire poi che qui non si parla di accoglienza in senso generale ma della situazione particolare del centro vicino alla nostra città: anche i gestori della struttura hanno più volte fatto presenti le grandi difficoltà che hanno a coordinare il gruppo di persone accolte nel loro villaggio. Quello che abbiamo richiesto nello specifico è che sia allontanato un gruppo ben identificato di richiedenti asilo, tutti della stessa nazionalità e già conosciuti dalle forze dell’ordine».

Una diminuzione del numero degli stranieri ospitati garantirebbe «sicuramente dice il sindaco – maggiore sicurezza nei territori vicini alla struttura. I nostri carabinieri si sono impegnati moltissimo nei mesi scorsi ma anche loro hanno difficoltà a causa di questioni normative deboli».

Un altro problema riguarda poi gli spostamenti dei richiedenti asilo con le biciclette: dalla struttura ogni giorno si muovono tantissimi ragazzi sulle due ruote che, magari non conoscendo le regole della strada, vanno contromano o quando cala la notte non indossano i giacchetti che li rendono visibili agli automobilisti. «I gestori del centro hanno distribuito a tutti le giacche ma spesso vengono perse o non indossate dagli stranieri», spiega Benini.

Il sistema di accoglienza ha sicuramente delle gravi lacune e l’unica chance è quella di dividere i più facinorosi. «Il progetto a cui abbiamo aderito insieme ad altri Comuni è molto diverso – dice il sindaco –: lo Sprar infatti è una modalità seria, misurabile, che punta all’inserimento nella società dei richiedenti asilo. Si tratta di numeri ben diversi, di sistemi completamente differenti dalla realtà di cui abbiamo discusso all’interno del Comitato. A inizio anno avremmo in questo senso notizie più precise, sia sugli arrivi che sulla gestione dei gruppi».

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