Il Tirreno

Grosseto

Scomparso: per lo Stato non esisterà più

di Alfredo Faetti
Scomparso: per lo Stato non esisterà più

Antonio Proia manca da casa da quattro anni, fissata l’udienza per la dichiarazione d’assenza dell’anziano

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FOLLONICA. In quattro anni neanche un indizio, un’impronta, un ipotetico avvistamento. Nulla.

I lecci che ricoprono le campagne follonichesi, là dove poco tempo fa c’era il canile, non hanno mai restituito nulla di Antonio Proia, scomparso in una domenica di novembre mentre era a far funghi con la sua famiglia, ingoiato da una fetta di macchia grande appena diciotto ettari, circoscritta da strade sterrate che la separano dalla vastità delle colline. E questo è solo uno degli elementi che ha colorato questa vicenda di giallo.

L’unica cosa certa è che Antonino, come lo chiamavano gli intimi, carabiniere in congedo, è sparito senza lasciare traccia da ormai quattro anni. La vita però va avanti e la famiglia, che non ha mai smesso di cercarlo e ancora non ne ha la minima intenzione, ha dato il via all’iter per la dichiarazione di assenza, che in poche parole equivale a dire che per lo Stato Antonio Proia non esiste più. È stata la famiglia stessa a chiedere il procedimento, così da mettere ordine su alcune faccende organizzative: l’udienza è fissata per l’11 novembre al tribunale di Grosseto. Un passaggio che suona tanto di burocratico ma che in realtà nasconde delle difficoltà pratiche a cui hanno dovuto far fronte la moglie e i figli. Per come sono andate le cose, non è mai stato rilasciato un certificato di morte, perché di fatto nessuno conosce la sorta capitata all’anziano. Così, benché sia sparito ormai da anni, la macchina amministrativa ha continuato a funzionare considerandolo ancora un membro attivo della società: le utenze, per fare un esempio, sono ancora a carico suo. Ecco allora la decisione di procedere con la dichiarazione di assenza, con i figli pronti a scrivere un’altra pagina dolorosa, l’ultimo atto probabilmente in cui il nome dell’ex carabiniere verrà stampato in documenti ufficiali.

Lo Stato però non se n’è lavato le mani, almeno non all’inizio, quando i vari corpi di soccorritori diedero il via a una serie di battute di ricerca che coinvolsero, tra specialisti e volontari, centinaia di persone. Sono stati molti i tentativi di dare una risposta a questo mistero nel corso del tempo, voluti dalla famiglia e supportati dal Comune di Follonica e dai vigili del fuoco (chiamati a fare da coordinatori). Ma il risultato, ahimè, è sempre stato il solito. Era il 2013, all’inizio di novembre, quando Proia, sua moglie, suo figlio e sua cognata entrano nel bosco dietro al canile, in cerca di porcini. L’ex militare è anziano, cammina male, ma conosce quella macchia come casa sua. La moglie, però, per essere sicura lo chiama ad alta voce ogni cinque minuti e lui risponde regolarmente. C’è, è vicino, anche se nascosto dagli alberi. Poi, all’improvviso, smette di rispondere. Il figlio e la cognata vanno a cercarlo, convinti di ritrovarlo alla svelta, visti i suoi problemi nel camminare. Invece nulla. Vengono chiamati i soccorsi e la speranza di rivederlo è ancora molta, perché quella macchia la conosce bene e soprattutto perché è circoscritta dalle strade: da qualunque parte esca, deve finire su uno di questi sentieri in terra battuta. Una convinzione logica sfumata con il passare dei giorni, delle settimane e infine dei mesi. La lunga e infruttuosa serie di ricerche che seguì poi non fece altro ce rafforzare il mistero. Le uniche tracce oggi visibili dietro alle vecchie gabbie del canile sono i cartelli appesi agli alberi dai familiari, in cui sono elencati i tratti tipici dell’uomo e l’abbigliamento nel giorno della scomparsa: giubbotto grigio, jeans chiari, un cardigan a tinta unita dietro e sulle maniche davanti a righe blu, rosa antico e marrone, berretto estivo celeste con tesa, scarpe a ginnastica bianche. C’è anche una foto con dei fiori, appesa a un tronco, proprio all’imbocco di un sentiero che attraversa la macchia, la stessa che una domenica di novembre ha preso Antonino e non lo ha più restituito.

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