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il fatto non sussiste 

San Lorenzo, assolti gli ex dirigenti accusati di peculato

San Lorenzo, assolti gli ex dirigenti accusati di peculato

GROSSETO. «Non doversi procedere perché il fatto non sussiste». Così ha deciso il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci in merito alle accuse di peculato mosse dalla Procura nei...

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GROSSETO. «Non doversi procedere perché il fatto non sussiste». Così ha deciso il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci in merito alle accuse di peculato mosse dalla Procura nei confronti dei vertici (2011-2013) della San Lorenzo Servizi srl, la società incaricata dei servizi cimiteriali.

La Procura aveva chiesto il processo per Romeo Banci, in qualità di direttore generale, Giovanni Casciani, direttore tecnico, e Gianluca Picchi, direttore amministrativo. L’ipotesi era che gli amministratori avessero incassato indebitamente le indennità sostitutive delle ferie non godute. Vari episodi ripetuti negli anni, per cifre anche di alcune decine di migliaia di euro. All’epoca in cui venne notificato il fine indagini (nel settembre dell’anno scorso) scattò anche il sequestro preventivo per equivalente di case, automobili e denaro su conto corrente per quasi 200.000 euro. Il Tribunale del riesame, su richiesta delle difese, revocò poi quel provvedimento. La Procura ha comunque ritenuto di dover procedere nei confronti dei tre indagati e ne ha chiesto il giudizio. Ieri mattina la discussione, presente in aula il pm Maria Navarro. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Alessandro Antichi, Riccardo Lottini, Alberto Bancalà e Dario Guidi.

Per Banci, l’avvocato Antichi ha tra l’altro presentato la relazione di una consulente del lavoro, Stefania Fasano, che attesta l’assoluta regolarità del comportamento dell’allora direttore generale: questi non era nella possibilità di liquidarsi alcunché perché ogni decisione spettava al consiglio di amministrazione. E comunque l’anticipo nella corresponsione delle ferie ha solo dilazionato nel tempo importi che la società avrebbe dovuto comunque versare all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. Anche la liquidazione delle ferie nei confronti della moglie (non interessata dalla richiesta di rinvio a giudizio) dipendeva dalle decisioni del cda e non dal legame di parentela. Spiega ancora la consulente che Banci e la moglie prestavano il loro lavoro, in ragione dei ruoli ricoperti ben oltre le previsioni contrattuali.

Anche gli altri difensori hanno sottolineato l’assoluta correttezza del comportamento dei propri assistiti, inquadrando la questione anche dal punto di vista del contratto di lavoro della dirigenza. Regolarità attestata, hanno detto i legali, anche al termine del supplemento di indagine che era stato disposto all’epoca: «Non è stato apportato alcun nuovo elemento». I difensori hanno ripercorso orari di lavoro, compensi e normative per dimostrare che non era stata commessa alcuna irregolarità. L’archiviazione, invece, è intervenuta per l’ipotesi di abuso d’ufficio contestata un anno fa anche ad altri imputati in relazione all’assunzione di Casciani.

Pierluigi Sposato

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