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«È uno scandalo», «Devono dimettersi»

 «È uno scandalo», «Devono dimettersi»

GROSSETO. «È uno scandalo». Lo dice Mario Landini, presidente di Confesercenti Toscana Sud (Grosseto, Siena, Arezzo parlando del ventilato aumento dei compensi del cda di Sei Toscana: «Non si può...

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GROSSETO. «È uno scandalo». Lo dice Mario Landini, presidente di Confesercenti Toscana Sud (Grosseto, Siena, Arezzo parlando del ventilato aumento dei compensi del cda di Sei Toscana: «Non si può continuare a gravare sulle tasche dei cittadini e delle imprese. I costi maggiori derivanti dall’aumento dei compensi del cda ricadranno sicuramente in bolletta e questo non lo accettiamo». Secondo Landini l’aumento è «immorale». «Da tempo chiediamo che si proceda a un nuovo bando per l’assegnazione del servizio e soprattutto che si trovino, attraverso una efficiente politica aziendale, i margini per poter finalmente arrivare a una diminuzione delle tariffe e conseguentemente ad una riduzione delle bollette per le famiglie e per le aziende. Continuare invece a sentire parlare di aumenti per un consiglio di amministrazione che tra l’altro porta avanti solo gli aspetti finanziari – che rappresentano il 5% dell’attività della società -, lo giudico un vero e proprio scandalo».

Termini poco diversi sono quelli di Elisa Montemagni, consigliera regionale Lega Nord: «È una cosa indegna che dovrebbe far vergognare al punto tale da dare le dimissioni irrevocabili». «Ribadiamo ancora una volta come sia necessaria una svolta ed un cambiamento radicale dal punto di vista normativo che cancelli definitivamente i conflitti di interesse delle parti in causa e garantisca ai cittadini ed alle imprese toscane un servizio di qualità ad un costo più basso di quello attuale».

C’è una presa di posizione - anche questa contraria - da parte della giunta comunale di Sorano del sindaco Carla Benocci: aumenti «inopportuni e sbagliati». La giunta non può non sottolineare che permane immutato il quadro di incertezze e di difficoltà sia nell'organizzazione dei servizi affidati al gestore unico, sia negli adempimenti che sono di sua competenza, sia infine nell'attività tecnica di Ato, in attesa dell'ingresso del nuovo direttore generale. In questa situazione, non contribuisce certo ad un'indispensabile inversione di tendenza l'insistenza della giunta regionale nel proporre l'Ato unica dei rifiuti nonostante la dichiarata contrarietà di molti Comuni, come quello di Sorano, convinti che il rimedio proposto sia peggiore del male».

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