Sicurezza
Cipressino: «Ve lo dico io qual è il tratto micidiale»
di Fiora Bonelli
Ceroni accende un faro sui rischi del rettilineo che porta alla piana di Paganico Quel percorso però non rientra tra quelli per cui sono previsti dei rifacimenti
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CINIGIANO . Il tratto del Cipressino più pericoloso? «È quello di cui non si parla. Eppure è qui che si verificano incidenti mortali e sono stati decine negli ultimi anni. La Regione Toscana deve fare qualcosa». Così la pensa Claudio Ceroni, cinigianese, ex presidente di Acquedotto del Fiora, politico Pd.
Dopo l’incidente mortale in cui Delfina Salusti, 64 anni, ha perso la vita tre giorni fa nel tratto della strada del Cipressino che attraversa l’Ombrone, sbotta: «Paradossalmente il tratta micidiale del Cipressino non è quello delle curve da Montenero in su, ma è il tratto pianeggiante che parte da Montenero e arriva a Paganico. È un rettilineo pericolosissimo perché le auto vanno veloci in quello che è un vero e proprio imbuto viario, stretto ma che permette il sorpasso. La storia di questa strada ci racconta di tragedie che si sono verificate negli ultimi anni e – continua Ceroni – soprattutto, appunto, in questo tratto formato da segmenti dritti che si susseguono da quando si lascia la montagna e si scende verso la piana di Paganico». E dunque? «Quando i sindaci mesi fa – descrive l’ex presidente del Fiora – occuparono simbolicamente la strada, chiesero di allargare anche quel tratto, oltre che di intervenire sui lotti previsti nel versante montano. Infatti la strettoia vera e propria è la parte più trafficata per la presenza degli insediamenti industriali di Santa Rita e di Orcia 1 e del passaggio dei flussi turistici che arrivano dalle città e dalla Maremma».
Ricordando le promesse fatte in tempo di elezioni, Ceroni ricorda che il rifacimento del Cipressino è un cantiere dovuto sia a chi abita o deve raggiungere i comuni montani sia a tutta la provincia: per motivi di sicurezza e per assicurare lo sviluppo della Montagna che è il serbatoio più ricco di insediamenti industriali del Grossetano: «A questa strada – incalza Ceroni – si lega la sopravvivenza del territorio montano che deve sostenere sia il traffico pesante legato alle industrie e alle attività artigianali e agricole sia i collegamenti turistici dalle autostrade verso l’Amiata e viceversa».
L’appello di Ceroni è rivolto prima di tutto alla Regione Toscana affinché «faccia presto e non si muova solo sui lotti previsti ma che si attivi per allargare questo pezzo di strada a valle». «Non possiamo ridare la vita a chi l’ha persa su questa strada – dice– ma possiamo evitare che queste tragedie si ripetano, questo sì che si po’, se c’è la volontà e la lungimiranza di farlo».
Dopo l’incidente mortale in cui Delfina Salusti, 64 anni, ha perso la vita tre giorni fa nel tratto della strada del Cipressino che attraversa l’Ombrone, sbotta: «Paradossalmente il tratta micidiale del Cipressino non è quello delle curve da Montenero in su, ma è il tratto pianeggiante che parte da Montenero e arriva a Paganico. È un rettilineo pericolosissimo perché le auto vanno veloci in quello che è un vero e proprio imbuto viario, stretto ma che permette il sorpasso. La storia di questa strada ci racconta di tragedie che si sono verificate negli ultimi anni e – continua Ceroni – soprattutto, appunto, in questo tratto formato da segmenti dritti che si susseguono da quando si lascia la montagna e si scende verso la piana di Paganico». E dunque? «Quando i sindaci mesi fa – descrive l’ex presidente del Fiora – occuparono simbolicamente la strada, chiesero di allargare anche quel tratto, oltre che di intervenire sui lotti previsti nel versante montano. Infatti la strettoia vera e propria è la parte più trafficata per la presenza degli insediamenti industriali di Santa Rita e di Orcia 1 e del passaggio dei flussi turistici che arrivano dalle città e dalla Maremma».
Ricordando le promesse fatte in tempo di elezioni, Ceroni ricorda che il rifacimento del Cipressino è un cantiere dovuto sia a chi abita o deve raggiungere i comuni montani sia a tutta la provincia: per motivi di sicurezza e per assicurare lo sviluppo della Montagna che è il serbatoio più ricco di insediamenti industriali del Grossetano: «A questa strada – incalza Ceroni – si lega la sopravvivenza del territorio montano che deve sostenere sia il traffico pesante legato alle industrie e alle attività artigianali e agricole sia i collegamenti turistici dalle autostrade verso l’Amiata e viceversa».
L’appello di Ceroni è rivolto prima di tutto alla Regione Toscana affinché «faccia presto e non si muova solo sui lotti previsti ma che si attivi per allargare questo pezzo di strada a valle». «Non possiamo ridare la vita a chi l’ha persa su questa strada – dice– ma possiamo evitare che queste tragedie si ripetano, questo sì che si po’, se c’è la volontà e la lungimiranza di farlo».
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