Il Tirreno

Grosseto

«Via Almirante, inizia l’iter istituzionale»

«Via Almirante, inizia l’iter istituzionale»

Il sindaco accoglie la mozione di Lolini: «Non capisco le polemiche». Pd e Rifondazione contrari all’intitolazione

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GROSSETO. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha dato il via ufficiale all’iter per l’intitolazione di una via a Giorgio Almirante, ex esponente del Msi.

Lo ha fatto dopo che il consigliere della Lega Nord, Mario Lolini, ha presentato a titolo persona la mozione. «Inizia da qui il percorso istituzionale che porterà la proposta al vaglio del consiglio – ha detto il sindaco - Sarà quello l’organo deputato, quando il calendario dei lavori lo permetterà, a pronunciarsi nell’impegnare o meno l’amministrazione. Personalmente, non capisco la polemica che pare accogliere una mozione che ancora deve essere discussa e che mira a intitolare una via ad un politico che è stato spesso apprezzato trasversalmente, che, voglio ricordare, ha mostrato sempre rispetto per tutti gli avversari politici e che non esitò a partecipare personalmente ai funerali di Enrico Berlinguer».

A favore si schiera anche Andrea Danubi (Fratelli d’Italia), di Castiglione della Pescaia. Dopo alcune precisazioni, in una lunga lettera, Danubi sostiene che «Almirante si è guadagnato sul campo i galloni di democratico, guidando un partito in anni difficilissimi con grande senso di responsabilità, bisogna dargliene atto». E aggiunge: «Almirante onorò il Parlamento con discorsi memorabili, mentre il suo partito diventava capro espiatorio di ogni nefandezza ha saputo tenere il timone e impedire reazioni violente durante gli anni di piombo».

Contrario il Pd. Gesuè Ariganello, segretario provinciale, Lorenzo Mascagni, capogruppo in consiglio comunale, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo e Catuscia Scoccati, consiglieri, rilevano che «è in atto nella maggioranza che governa il Comune una corsa a chi è più fascista». Ricordati i trascorsi nella Repubblica sociale, gli esponenti pd ricordano che «né l’antisemitismo né la partecipazione attiva al fascismo repubblicano sono mai stati oggetto di un ripensamento da parte sua, neppure nel dopoguerra. Dedicargli oggi una via significherebbe recare una ferita alla città, alla sua memoria ed alla sua storia e costituirebbe dunque un atto di prepotenza ideologica nei confronti dei cittadini della Maremma. Oggi chi governa la città sta dando quotidiana prova di incapacità amministrativa; le molte promesse dispensate in campagna elettorale non trovano attuazione: sicurezza, manutenzione delle strade, tombini, Peep… sono solo alcuni dei cavalli di battaglia che la destra ha cavalcato e dalla quale ogni giorno viene disarcionata. Forse è anche per questo che si creano diversivi e si lanciano provocazioni come quella di dedicare una via ad Almirante».

Contraria anche Rifondazione comunista: «La provocazione di un consigliere di maggioranza è da non prendere assolutamente in considerazione. Il personaggio a cui si vorrebbe intitolare una via, un parco o un viottolo (come leggiamo sulla stampa) si è macchiato di ingiustizie sul nostro territorio, firmando tra l’altro documenti dove si evocava alla fucilazione alla schiena. Se la giunta di Grosseto dovesse procedere in tal senso mancherebbe di rispetto a chi ha combattuto per sconfiggere il nazifascismo e mancherebbe di rispetto altresì alla memoria di 83 minatori, di 83 lavoratori ed ai loro discendenti. Aldilà delle idee politiche del personaggio, dalle quali siamo distanti anni luce, riteniamo che non si possa e non si debba intitolare una via della nostra città ad un mandante di fucilazioni alla schiena. Alla schiena si colpisce quando ci si comporta da vigliacchi».



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