Il Tirreno

Grosseto

Faenzi: «Sindaco, dimettiti» Stella: «No, dimettiti tu»

di Alfredo Faetti
Faenzi: «Sindaco, dimettiti» Stella: «No, dimettiti tu»

Inviti reciproci e scambio di accuse tra primo cittadino e parlamentare La polemica si accende nonostante i pochi punti all’ordine del giorno

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SCARLINO. Hanno chiesto le dimissioni, entrambi. «Prenda coscienza del fatto che lei non è fatto per fare il sindaco», ha detto il capogruppo dell’opposizione Il Coraggio di Cambiare Monica Faenzi, rivolgendosi a Marcello Stella. Il quale, di tutta risposta, ha fatto la stessa richiesta alla parlamentare di Ala: «lei non c’è mai a Scarlino, se davvero tiene a questo Comune faccia una scelta di campo e si dimetta da deputata».

Il culmine, questa reciproca richiesta di dimissioni, di un consiglio comunale scarno in cui l’unico oggetto della discussione sono state le partecipate dirette e indirette dell’ente scarlinese, così da mettersi in linea con le nuove disposizioni normative nazionali legate al bilancio consolidato. E anche sulle partecipate gli scambi di accuse non sono mancati. Già alla vigilia era chiaro che il confronto sarebbe stato aspro tra le due forze politiche. L’ordine del giorno con soli tre punti (le partecipate e i due classici “approvazione verbali seduta precedente” e “comunicazioni del sindaco”) ha fatto infuriare l’opposizione, convinta che gli argomenti da trattare fossero molti di più.

Una convinzione che Faenzi tira fuori non appena prende la parola.

«Il consiglio comunale è l’organo di programmazione del Comune – dice – Stando a questo ordine del giorno deduciamo che non c’è alcuna programmazione». Poi rincara, dicendo che «questa amministrazione non governa, i consigli comunali sono pochi, non ci sono mai delibere di giunta significative e che non viene mai portato in discussione una proposta progettuale per lo sviluppo».

Da qui, l’invito più che richiesta alle dimissioni di Stella, che risponderà a tono alla fine della discussione con la stessa moneta. Prima risponde Francesca Mencuccini, assessore al Bilancio, tornando sulle partecipate che sono state al centro dell’assise. Capitale sociale basso, decisioni su quali mantenere e quali alienare: questo è il quadro delle partecipate scarlinesi.

Da alienare sono le due in liquidazione Cevalco (capitale sociale dello 0, 2 per cento) e Coseca (0, 2), Grosseto Sviluppo e Grosseto Fiere (0, 01 e o, 4), mentre quelle da mantenere sono l’Epg (1, 01), Acquedotto del Fiora (0, 7) e Nespring (1 per cento).

«Queste sono società che hanno una funzione sociale, che funzionano e che danno lavoro», ha spiegato Mencuccini rispondendo a Faenzi, che le ha etichettate come «carrozzoni» utili solo per «mantenere politici trombati». In questo senso, ha attaccato il vicesindaco Sergio Stefanelli, a lungo presidente Epg. «Ha preso 2.000 euro di stipendio pagati dai cittadini», ha detto la deputata. «È un’ottima azienda», ha replicato lui.

Preambolo per la risposta finale del sindaco, che ha ricordato come anche a Castiglione della Pescaia, da sindaca, Faenzi non facesse poi più consigli di quelli attuali a Scarlino.

«Sono quattro mesi che non si vede, lei è esclusa dalla vita sociale della comunità», ha detto Stella, rivendicando il lavoro fatto su ambiente, scuola, turismo e sociale.

«Deve fare una scelta di campo – ha concluso – Se vuole bene alla comunità, si dimetta da parlamentare e si occupi di Scarlino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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