Gioco
Via la fioriera che sporge sull’incrocio
di Giovanna Mezzana
Turbanti incontra le anziane di Barbanella «Imboccare via Giusti sarà meno pericoloso»
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GROSSETO. L’assessore alla viabilità Fausto Turbanti incontra le nonne di Barbanella e dopo una lungo confronto si fa un nodo al fazzoletto: imboccare via Giusti da via Settembrini – promette – sarà meno pericoloso per gli automobilisti. Come? Verrà eliminata una fioriera, che si trova sulla sinistra rispetto a chi si immette su via Giusti da via Settembrini, e che – sporgendo – toglie visibilità e “mangia” pure una ventina di centimetri alle strisce pedonali; verrà rinnovata la segnaletica a terra e si valuterà se sia opportuno lasciare solo l’opzione della svolta a destra in direzione, dunque, della rotatoria per la Castiglionese.
Per il momento questo è quanto porta a casa il “comitato” delle anziane residenti delle “Case del Duce” di via Tommaseo. Chiedendo e ottenendo man forte da alcuni residenti delle strade limitrofe – via Fogazzaro, via Pietro Aldi, via Chelli, via Settembrini, via Prati, via Bovio .. – le anziane avevano promosso una petizione – 200 le firme raccolte e consegnate a Palazzo civico a gennaio – che metteva nero su bianco alcuni desiderata: più sicurezza e un cambio di viabilità (vedremo quale). Non avendo avuto risposta dagli uffici comunali, a inizio settembre le nonne hanno chiesto, dalle pagine del Tirreno, che fine avesse fatto la petizione. Ieri da loro è arrivato Turbanti che ha portato con sè l’ingegnere Samuele Guerrini per i pareri tecnici.
Siamo all’incrocio di via Chelli (la prima attraversa che si incontra prendendo la Castiglionese dalla rotatoria di via Giusti) con via Settembrini. In auto, la viabilità impone di girare a destra e di tornare in via Giusti. «Noi chiediamo all’amministrazione – spiega Mariapaola Frassinetti – che qui si possa svoltare a sinistra per raggiungere via Giacosa, via Rovetta e via Uranio anziché fare un percorso da giro dell’oca; questa piccola modifica alla viabilità cambierebbe la vita a tanti residenti e ai nostri figli e nipoti che ci vengono a trovare: siamo tutte anziane».
È un problema. Si è optato per quel senso unico, spiega Guerrini, dopo un monitoraggio che ha portato a concludere che quella fosse la soluzione migliore. Parliamo di una manciata di metri, cioè il tratto di via Settembrini che sbocca su via Giacosa. «Si può anche decidere di farlo a doppio senso di marcia – spiega l’ingegnere – ma allora è necessario impedire la sosta». Niente auto, né su un lato né sull’altro perché la strada è troppo stretta: e qui si rischia la sollevazione “popolare” anche perché non tutti hanno il garage.
Le anziane di via Tommaseo e dintorni lamentano che quel senso unico allunga il percorso di chi le va a trovare: «Siamo in galera» dice Mariapaola. «È difficile accontentare tutti – ribatte Guerrini – soprattutto per la viabilità di strade progettate 60 anni fa. Ci stiamo dotando di un nuovo strumento, il piano urbano per la mobilità sostenibile, entro il 2018 sarà pronto e se c’è qualcosa da rivedere, sarà rivisto, anche con le osservazioni dei cittadini. Certo è che dobbiamo seguire un iter, dei procedimenti»; tradotto, non si può procedere a colpi di petizioni.
Mariapaola & C. sono deluse, finanche arrabbiate per la risposta “tecnica” dell’ingegnere. Turbanti fa da pacere: «Si potrebbe fare una prova per un periodo limitato – dice l’assessore – per valutare quali sono gli effetti della modifica, consentendo all’incrocio di via Chelli con via Settembrini sia la svolta a destra che a sinistra». Ultimo dettaglio: su questo incrocio il cartello che avverte di dare la precedenza è nascosto dalla crescita rigogliosa di un pino; l’albero sporge da un giardino privato: sarà cura dell’amministrazione comunale sollecitare il proprietario a una “spuntatina”.
Per il momento questo è quanto porta a casa il “comitato” delle anziane residenti delle “Case del Duce” di via Tommaseo. Chiedendo e ottenendo man forte da alcuni residenti delle strade limitrofe – via Fogazzaro, via Pietro Aldi, via Chelli, via Settembrini, via Prati, via Bovio .. – le anziane avevano promosso una petizione – 200 le firme raccolte e consegnate a Palazzo civico a gennaio – che metteva nero su bianco alcuni desiderata: più sicurezza e un cambio di viabilità (vedremo quale). Non avendo avuto risposta dagli uffici comunali, a inizio settembre le nonne hanno chiesto, dalle pagine del Tirreno, che fine avesse fatto la petizione. Ieri da loro è arrivato Turbanti che ha portato con sè l’ingegnere Samuele Guerrini per i pareri tecnici.
Siamo all’incrocio di via Chelli (la prima attraversa che si incontra prendendo la Castiglionese dalla rotatoria di via Giusti) con via Settembrini. In auto, la viabilità impone di girare a destra e di tornare in via Giusti. «Noi chiediamo all’amministrazione – spiega Mariapaola Frassinetti – che qui si possa svoltare a sinistra per raggiungere via Giacosa, via Rovetta e via Uranio anziché fare un percorso da giro dell’oca; questa piccola modifica alla viabilità cambierebbe la vita a tanti residenti e ai nostri figli e nipoti che ci vengono a trovare: siamo tutte anziane».
È un problema. Si è optato per quel senso unico, spiega Guerrini, dopo un monitoraggio che ha portato a concludere che quella fosse la soluzione migliore. Parliamo di una manciata di metri, cioè il tratto di via Settembrini che sbocca su via Giacosa. «Si può anche decidere di farlo a doppio senso di marcia – spiega l’ingegnere – ma allora è necessario impedire la sosta». Niente auto, né su un lato né sull’altro perché la strada è troppo stretta: e qui si rischia la sollevazione “popolare” anche perché non tutti hanno il garage.
Le anziane di via Tommaseo e dintorni lamentano che quel senso unico allunga il percorso di chi le va a trovare: «Siamo in galera» dice Mariapaola. «È difficile accontentare tutti – ribatte Guerrini – soprattutto per la viabilità di strade progettate 60 anni fa. Ci stiamo dotando di un nuovo strumento, il piano urbano per la mobilità sostenibile, entro il 2018 sarà pronto e se c’è qualcosa da rivedere, sarà rivisto, anche con le osservazioni dei cittadini. Certo è che dobbiamo seguire un iter, dei procedimenti»; tradotto, non si può procedere a colpi di petizioni.
Mariapaola & C. sono deluse, finanche arrabbiate per la risposta “tecnica” dell’ingegnere. Turbanti fa da pacere: «Si potrebbe fare una prova per un periodo limitato – dice l’assessore – per valutare quali sono gli effetti della modifica, consentendo all’incrocio di via Chelli con via Settembrini sia la svolta a destra che a sinistra». Ultimo dettaglio: su questo incrocio il cartello che avverte di dare la precedenza è nascosto dalla crescita rigogliosa di un pino; l’albero sporge da un giardino privato: sarà cura dell’amministrazione comunale sollecitare il proprietario a una “spuntatina”.
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