Il Tirreno

Grosseto

Un’app maremmana che fa scoprire i veleni nel piatto

di Francesca Ferri
Un’app maremmana che fa scoprire i veleni nel piatto

Un team grossetano mette a punto il nuovo strumento E lo presenta domani a “Bright. La notte dei ricercatori”

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GROSSETO. Che nel tonno ci sia il mercurio non è un mistero. Eppure nessun nutrizionista si sognerebbe di toglierlo dalla dieta. Tutta questione di misura. Ma come si misurano i contaminanti che ingeriamo quando consumiamo un pasto? Per monitorare il cibo che consumiamo e imparare ad ogni morso qualcosa di più sull’alimentazione, a Grosseto il Bioscience research center, guidato da Monia Renzi, ha sviluppato un’app che si chiama Ultrabio e si scarica gratuitamente (disponibile per IOs e Android). Frutto di due anni di ricerche, è stata lanciata i primi di agosto e in due settimane è stata scaricata da 4.000 utenti.

L’app Ultrabio è uno degli importanti segnali che arrivano dalla ricerca scientifica grossetana e sarà uno dei fiori all’occhiello di “Bright. La notte dei ricercatori in Toscana” che domani torna a Grosseto, in contemporanea con 200 città europee. L’iniziativa è promossa e cofinanziata dalla Commissione europea all’interno del programma quadro per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 che avvicina il grande pubblico alla ricerca.

Laboratori, conferenze, tavoli tematici, visite ai musei, la Notte dei ricercatori si svolge in tre punti di Grosseto: piazza Baccarini, dove si affacciano il Museo Archeologico e d’arte della Maremma e il MuseoLab; piazza della Palma con il Museo di Storia naturale della Maremma; il Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali del Polo universitario di Grosseto in via Zanardelli 2, sede distaccata dell’università di Siena che organizza l’evento grossetano attraverso il dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali con la collaborazione, del Museo Archeologico e d’arte della Maremma, del Biosceince research center, del Museo di Storia naturale della Maremma, del Polo liceale Aldi, del Comune di Grosseto, della Provincia e di Fondazione Grosseto cultura.

I temi della Notte dei ricercatori sono tre: “Uomo e ambiente”, “Le risorse del territorio” e “La città e il suo territorio” (a destra il programma).

Alla presentazione, ieri nella sede universitaria grossetana, hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, compresa, in videoconferenza da Siena, la professoressa Lucia Sarti, responsabile della teledidattica per la sede grossetana.

Per il preside del Polo Aldi, Roberto Mugnai, è stata l’occasione per annunciare la riapertura del laboratorio della scuola, fermo dagli anni ’70.

Il professor Mauro Barni, responsabile di “Bright” per l’università di Siena, anch’egli in videoconferenza, ha invece sottolineato l’importanza per i ricercatori di «comunicare a tutti la propria ricerca», non solo agli addetti ai lavori. «Oggi – ha aggiunto – manca la fiducia nel ricercatore. Quando si ha un dubbio, si va su Internet. La Notte dei ricercatori ha anche questo obiettivo: stabilire un contatto con i ricercatori per ristabilire nei cittadini la fiducia». Un recupero di fiducia anche verso l’Unione europea: «Queste manifestazioni sono possibili solo grazie all’Europa che crea un humus favorevole alla ricerca».

E se anche quest’anno non compaiono in cartellone iniziative di ricerca in campo umanistico, «non bisogna dimenticare che l’attitudine alla ricerca è trasversale – fa notare il preside del Polo Aldi –. Bisogna abbattere la distinzione tra ricerca scientifica e umanistica e la scuola superiore ha anche questo compito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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