Lutto
Spese per le malattie e “104” Falusi fuori di 185.000 euro
di Giulia Sili
Il presidente Sandro Poli spiega le ragioni che hanno portato all’esternalizzazione «L’Inps non paga queste voci, così come la maternità. Dobbiamo farlo noi»
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA MARITTIMA. Un consiglio lungo e molto partecipato: ieri mattina nella sala consiliare di via Norma Parenti a Massa Marittima si sono presentati in molti per assistere al discorso del presidente del Falusi Sandro Poli intervenuto, su richiesta dei gruppi di opposizione Massa Comune e Repubblicani, per spiegare le ragioni che hanno portato alla decisione di esternalizzare uno dei 4 moduli del personale della Asp Massetana. In sala era presente il Cda Falusi, alcuni dipendenti e gli esponenti del Pc grossetano.
«Siamo tenuti a gestire le nostre risorse in maniera da realizzare i servizi con la migliore qualità e ai minori costi e dobbiamo pareggiare il bilancio – ha spiegato Poli – il Falusi ha delle perdite consistenti e ad oggi, per più motivi, è divenuto necessario esternalizzare; prima di tutto perché diversamente dagli istituti privati i nostri dipendenti, come stabilito dalla legge, hanno lo stesso contratto dei dipendenti comunali e questo significa che l’Inps non paga le malattie, le maternità e le 104 ma è l’istituto stesso a farlo; inoltre con la legge sulla libera scelta adesso è possibile decidere in quale residenza per anziani essere ricoverati e questo comporta una competizione inevitabile tra i vari istituti».
Le spese relative alle malattie, alle leggi 104 e alle maternità ammonterebbero a più di 185.000 euro: «Nel primo quadrimestre del 2017 le spese sostenute dal Falusi per le sostituzioni ammontano a 60.000 euro e nel secondo a 65.000 euro quindi a fine anno spendiamo soltanto per mantenere in piedi questo sistema circa 185.000 euro in più rispetto ad un nostro concorrente», la scelta secondo Poli sarebbe quindi forzata: «Dal 2009 il bilancio del Falusi non è positivo – ha dichiarato – poi con vari accorgimenti siamo tornati in pareggio, nel 2015 il bilancio è passato apparentemente in positivo perché abbiamo avuto una donazione di 85.000 euro dalla professoressa Chelini ma quest’anno non regge più. Abbiamo tagliato tutto quello che era possibile tra consulenze, costi di energia elettrica e gas, abbiamo poi accorpato la gara dei pasti con le scuole e con l’ospedale risparmiando 80 centesimi per pasto e abbiamo mandato un dirigente al 50% all’Unione dei Comuni. Questo ci ha portato nel 2016 a risparmiare 80.000 euro sui servizi e ora siamo dovuti andare a toccare un tasto che non avremmo voluto toccare per cultura e tradizione e cioè i costi delle sostituzioni del personale – ha concluso Poli – una scelta che è stata fatta per la salvezza dell’istituto».
«Siamo tenuti a gestire le nostre risorse in maniera da realizzare i servizi con la migliore qualità e ai minori costi e dobbiamo pareggiare il bilancio – ha spiegato Poli – il Falusi ha delle perdite consistenti e ad oggi, per più motivi, è divenuto necessario esternalizzare; prima di tutto perché diversamente dagli istituti privati i nostri dipendenti, come stabilito dalla legge, hanno lo stesso contratto dei dipendenti comunali e questo significa che l’Inps non paga le malattie, le maternità e le 104 ma è l’istituto stesso a farlo; inoltre con la legge sulla libera scelta adesso è possibile decidere in quale residenza per anziani essere ricoverati e questo comporta una competizione inevitabile tra i vari istituti».
Le spese relative alle malattie, alle leggi 104 e alle maternità ammonterebbero a più di 185.000 euro: «Nel primo quadrimestre del 2017 le spese sostenute dal Falusi per le sostituzioni ammontano a 60.000 euro e nel secondo a 65.000 euro quindi a fine anno spendiamo soltanto per mantenere in piedi questo sistema circa 185.000 euro in più rispetto ad un nostro concorrente», la scelta secondo Poli sarebbe quindi forzata: «Dal 2009 il bilancio del Falusi non è positivo – ha dichiarato – poi con vari accorgimenti siamo tornati in pareggio, nel 2015 il bilancio è passato apparentemente in positivo perché abbiamo avuto una donazione di 85.000 euro dalla professoressa Chelini ma quest’anno non regge più. Abbiamo tagliato tutto quello che era possibile tra consulenze, costi di energia elettrica e gas, abbiamo poi accorpato la gara dei pasti con le scuole e con l’ospedale risparmiando 80 centesimi per pasto e abbiamo mandato un dirigente al 50% all’Unione dei Comuni. Questo ci ha portato nel 2016 a risparmiare 80.000 euro sui servizi e ora siamo dovuti andare a toccare un tasto che non avremmo voluto toccare per cultura e tradizione e cioè i costi delle sostituzioni del personale – ha concluso Poli – una scelta che è stata fatta per la salvezza dell’istituto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
