Il dolore
magliano in toscana
Vincolo alla Capitana, edili contrari
L’ex sindaco Cinelli raccoglie i malumori, si preparano le osservazioni
2 MINUTI DI LETTURA
MAGLIANO IN TOSCANA. Magliano in Toscana si prepara ad avere un nuovo vincolo paesaggistico su un’ampia area del suo territorio.
La Soprintendenza archeologica, alle belle arti e al paesaggio ha avviato il 24 agosto scorso il procedimento di istituzione di un nuovo vincolo paesaggistico nella zona della Capitana, a nord dell’abitato di Magliano.
Secondo la Soprintendenza quel lembo di terra ha notevole interesse pubblico «poiché – come si legge nei documenti – si configura quale comprensorio della campagna intorno a Magliano, importante centro storico della Maremma circondato da mura medievali, che domina le colline circostanti e la Capitana ha le caratteristiche tipiche della campagna maremmana ricca di oliveti, vigneti e pascoli, costituendo così un complesso di notevole rilevanza paesaggistica».
La zona vincolata si aggiunge a un’altra dove il vincolo già esiste: l’area che circonda l’abitato di Magliano.
Boschi, vigneti, poche abitazioni e alcune attività di agriturismo e di allevamento fanno della zona un patrimonio che la Soprintendenza vuole tutelare. L’area vincolata è molto ampia e va, da sud, dall’incrocio del torrente Patrignone con la strada Amiatina direzione Pereta segue il corso del torrente fino alla confluenza con il Fosso delle Caprolaie, segue il Fosso delle Caprolaie, continua lungo il fosso della Porcareccia fino all’incrocio con la strada consortile della Capitana, segue la strada consortile della Capitana fino alla località podere Bestialino, segue la strada fino verso il podere Mandrione del Drago, supera il podere Mandrione del Drago verso casale San Francesco fino all’intersezione con il fosso Bestialino, segue il fosso di Bestialino fino all’intersezione con la strada interpoderale che si dirige a sud verso il podere San Domenico, superato il podere san Domenico prosegue fino all’intersezione con il fosso del Trogolo, segue il fosso del Trogolo fino alla località San Crescenzo dove si ricongiunge al vincolo di Magliano.
A non tutti, però, piace l’idea di avere un vincolo paesaggistico che renderà più difficile ottenere l’autorizzazione a costruire.
La vastità del vincolo, sommato a quello precedente, ha allarmato i professionisti del settore, come geometri e architetti che si sono riuniti in una riunione organizzata la scorsa settimana dall’ex sindaco Diego Cinelli, che ha raccolto le loro istanze. Una riunione finalizzata a mettere insieme spunti per poter poi fare le osservazioni da presentare alla Regione Toscana.
«Nessuna cementificazione selvaggia», dicono gli intervenuti alla riunione, ma la garanzia di uno sviluppo, compatibile con l’ambiente, delle attività esistenti.
Il refrain è quello già sentito in altre occasioni: si fa leva sul tema del lavoro, dell’indotto di imprese edili, elettricisti, giardinieri e altro. «Un vincolo simile ci taglierebbe le gambe», ha detto un imprenditore. (i.a.)
La Soprintendenza archeologica, alle belle arti e al paesaggio ha avviato il 24 agosto scorso il procedimento di istituzione di un nuovo vincolo paesaggistico nella zona della Capitana, a nord dell’abitato di Magliano.
Secondo la Soprintendenza quel lembo di terra ha notevole interesse pubblico «poiché – come si legge nei documenti – si configura quale comprensorio della campagna intorno a Magliano, importante centro storico della Maremma circondato da mura medievali, che domina le colline circostanti e la Capitana ha le caratteristiche tipiche della campagna maremmana ricca di oliveti, vigneti e pascoli, costituendo così un complesso di notevole rilevanza paesaggistica».
La zona vincolata si aggiunge a un’altra dove il vincolo già esiste: l’area che circonda l’abitato di Magliano.
Boschi, vigneti, poche abitazioni e alcune attività di agriturismo e di allevamento fanno della zona un patrimonio che la Soprintendenza vuole tutelare. L’area vincolata è molto ampia e va, da sud, dall’incrocio del torrente Patrignone con la strada Amiatina direzione Pereta segue il corso del torrente fino alla confluenza con il Fosso delle Caprolaie, segue il Fosso delle Caprolaie, continua lungo il fosso della Porcareccia fino all’incrocio con la strada consortile della Capitana, segue la strada consortile della Capitana fino alla località podere Bestialino, segue la strada fino verso il podere Mandrione del Drago, supera il podere Mandrione del Drago verso casale San Francesco fino all’intersezione con il fosso Bestialino, segue il fosso di Bestialino fino all’intersezione con la strada interpoderale che si dirige a sud verso il podere San Domenico, superato il podere san Domenico prosegue fino all’intersezione con il fosso del Trogolo, segue il fosso del Trogolo fino alla località San Crescenzo dove si ricongiunge al vincolo di Magliano.
A non tutti, però, piace l’idea di avere un vincolo paesaggistico che renderà più difficile ottenere l’autorizzazione a costruire.
La vastità del vincolo, sommato a quello precedente, ha allarmato i professionisti del settore, come geometri e architetti che si sono riuniti in una riunione organizzata la scorsa settimana dall’ex sindaco Diego Cinelli, che ha raccolto le loro istanze. Una riunione finalizzata a mettere insieme spunti per poter poi fare le osservazioni da presentare alla Regione Toscana.
«Nessuna cementificazione selvaggia», dicono gli intervenuti alla riunione, ma la garanzia di uno sviluppo, compatibile con l’ambiente, delle attività esistenti.
Il refrain è quello già sentito in altre occasioni: si fa leva sul tema del lavoro, dell’indotto di imprese edili, elettricisti, giardinieri e altro. «Un vincolo simile ci taglierebbe le gambe», ha detto un imprenditore. (i.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
