Il Tirreno

Grosseto

Porte a vetri, nel progetto niente apertura automatica

di Francesca Ferri
Porte a vetri, nel progetto niente apertura automatica

Dopo le polemiche per le difficoltà di accesso ai disabili l’ente mostra il fascicolo L’unico accenno ai bracci meccanici è una pagina web stampata il 30 agosto 

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GROSSETO. Nessun progetto di bracci elettronici per l’apertura automatica, ma solo un foglio stampato dal catalogo on line di una ditta specializzata il 30 agosto 2017 su un automatismo per porte a battente. A 24 giorni dalla richiesta di accesso agli atti, il Comune di Grosseto rende noto il progetto delle porte a vetri installate nell’atrio del municipio a metà agosto.

La richiesta di consultare il progetto era stata fatta in via informale dal Tirreno a fine agosto, nel bel mezzo della polemica sollevata dall’associazione Grosseto al centro, dalla coordinatrice della Consulta per la disabilità e da alcuni cittadini. Questi criticavano il Comune per aver progettato porte troppo strette per chi è in carrozzina e senza adeguata apertura automatica. Le persone disabili costrette sulla sedia a rotelle – questo era il rimprovero – devono rivolgersi al portinaio, che si deve arrampicare per togliere il fermo. Un ostacolo che crea in loro senso di discriminazione e frustrazione.

Il Comune aveva replicato che i bracci elettronici per l’apertura automatica erano già previsti in progetto e non erano stati montati a causa delle ferie della ditta incaricata. Sono stati poi montati a metà settembre nella porta che, entrando, si trova a sinistra.

Per sgomberare il campo dai dubbi Il Tirreno aveva chiesto al Comune di poter vedere il progetto. L’ente aveva chiesto una formale richiesta agli atti.

Ieri la consegna del fascicolo. Dentro c’è la già nota determina dirigenziale 1763 del 18 novembre, che affida a una ditta specializzata i lavori per montare le due porte in acciaio corten a due ante con serratura elettrica. Gli addetti alla portineria hanno infatti un pulsante sul tavolo da cui aprono la serratura e permettono a chi è autorizzato di passare spingendo a mano l’anta. Costo – come noto – 14.396 euro.

C’è poi la richiesta, datata 5 dicembre 2016, di avere un parere e di convocare la conferenza dei servizi fatta alla Soprintendenza. Il municipio è infatti vincolato e ogni intervento deve essere autorizzato dalle Belle arti. La Soprintendenza risponde il 2 febbraio 2017 autorizzando l’intervento e cita un’integrazione inviata dal Comune il 25 gennaio 2017 che però non è contenuta nel fascicolo. Il progetto esecutivo, a firma dell’architetta Annalisa Camarri, è del novembre 2016. Sei pagine che contengono la relazione tecnica, nella quale si parla di «serratura elettrica» ma non di apertura automatica, con una scheda storica, i disegni tecnici con il dettaglio degli ancoraggi e i rendering dell’intervento, che ricostruiscono l’aspetto finale delle due porte ma solo dal davanti. Non sciolgono dunque il dubbio se sul retro ci siano o meno i bracci meccanici.

Il fascicolo del progetto contiene anche sedici pagine di specifica tecnica delle due porte della ditta produttrice. I dettagli sono tanti (guarnizioni, ferramenta, nottolini) ma da nessuna parte si accenna a sistemi di apertura automatica.

L’unico documento che parla di «automatismi per porte a battente» che si trova nel fascicolo è la stampa di una pagina internet del catalogo di una nota ditta specializzata che riporta un modello, il cui disegno sovrasta una scritta. Nella parte destra della pagina lo stemma del Bologna Football club.

In alto a destra si legge invece un dettaglio interessante: la data in cui è stata stampata la pagina. È il 30 agosto 2017, quando il caso era già scoppiato, la richiesta informale di vedere il progetto già avanzata (e respinta) e, comunque, nove mesi dopo l’elaborazione del progetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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