Il Tirreno

Grosseto

«La sua è la favola di Pinocchio»

«La sua è la favola di Pinocchio»

Quattro (e forse più) bugie, la parte civile chiede anche un risarcimento

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GROSSETO. Le quattro bugie di Claudio Orlando. Forse ce ne sono anche di più ma Savino Guglielmi, avvocato di parte civile per la sorella di Claudio, Maria Cristina, mette l’accento su queste, nel corso del suo intervento, chiedendo poi un risarcimento da 100.000 euro, indicativo, simbolico, visto che l’imputato è nullatenente. Guglielmi parla esplicitamente di «una favola di Pinocchio», dopo aver smontato il «film alternativo» costruito dalla difesa. E sostiene la premeditazione, al contrario dell’accusa.

Uno. «Orlando non aveva affatto un buon rapporto con la vittima», lo smentiscono la sorella, il cugino, la nipote acquisita.

Due. «Sono uscito verso le 16», aveva detto Orlando. Non è vero, sostiene la parte civile: lo contraddice il titolare del supermercato che gli diede un passaggio dopo le 19.30, le due testimoni che lo videro uscire da casa alle 18.30.

Tre. La giocata al lotto. Rispondendo in aula, Orlando aveva detto di essere uscito da casa alle 16 e di aver fatto una giocata al lotto: ma la ricevuta sequestrata di Lottomatica reca l’orario 10.20, argomenta il legale di parte civile.

Quattro. L’imputato dice di aver incontrato il figlio, prima del fermo, una volta: le circostanze risultano invece essere due (il 7 e l’8 dicembre, come ha riferito l’ex compagna).

L’avvocato Guglielmi ha poi parlato delle scarpe di misura più grande, descritte dal figlio, della disponibilità delle chiavi dell’appartamento. E ha ricordato il legame esistente tra Tucci e la nipote Maria Cristina, con la quale aveva tenuto stretti contatti anche dopo la morte della compagna di Antonio.(p.s.)

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