Il dolore
sinistra italiana sulla sicurezza
Guardia medica e flash mob «Un plauso alle dottoresse»
GROSSETO. «L’iniziativa delle dottoresse maremmane #QuiSiCura ha tutto il nostro sostegno. Ci riferiamo al flash mob organizzato davanti alla sede della guardia medica di Grosseto per richiamare l’att...
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GROSSETO. «L’iniziativa delle dottoresse maremmane #QuiSiCura ha tutto il nostro sostegno. Ci riferiamo al flash mob organizzato davanti alla sede della guardia medica di Grosseto per richiamare l’attenzione sullo lo stupro ai danni di una dottoressa in servizio notturno accaduto in Sicilia».
Lo scrive la Federazione provinciale di Sinistra Italiana Grosseto, a proposito del progetto-appello promosso il 20 settembre scorso con tanto di flash mob, che dai medici grossetani punta ad arrivare a Roma per chiedere più sicurezza a chi svolge questo delicato servizio.
«Il mondo della medicina - dice la Federazione - è decisamente cambiato e anzi sta subendo una trasformazione demografica e di genere. Non a caso la stragrande maggioranza del mondo infermieristico e della medicina ormai è sostanzialmente colorato di rosa. La politica ha il dovere di farsi carico di tali mutate istanze, giustamente fatte richiamare dalle dottoresse del servizio di continuità assistenziale. E questo problema si potrebbe estendere a tutte quelle figure professionali che svolgono la loro attività in orario notturno. E sia chiaro che i pericoli non vengono solo da dove ci si aspetterebbe facendo ragionamenti semplicistici. Spesso, proprio come nel caso del piccolo centro in provincia di Catania, si trattava di un uomo con già piccoli precedenti per maltrattamenti senza storie particolari di disagio sociale. Il problema è proprio questo - continua il movimento politico - Il pericolo sta dove non te lo aspetti. Quando si parla di educazione affettiva, anche qui senza fare ragionamenti semplicistici, intendiamo educare al rispetto di genere, in questo caso verso le donne. Perché chi compie questi reati ignobili è sempre un uomo prima di appartenere ad una categoria particolare di cittadino. Complimenti alle dottoresse - conclude la nota della Federazione provinciale di Sinistra italiana - cui va il nostro plauso per essere all’avanguardia, in Italia, per sollevare questo problema».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo scrive la Federazione provinciale di Sinistra Italiana Grosseto, a proposito del progetto-appello promosso il 20 settembre scorso con tanto di flash mob, che dai medici grossetani punta ad arrivare a Roma per chiedere più sicurezza a chi svolge questo delicato servizio.
«Il mondo della medicina - dice la Federazione - è decisamente cambiato e anzi sta subendo una trasformazione demografica e di genere. Non a caso la stragrande maggioranza del mondo infermieristico e della medicina ormai è sostanzialmente colorato di rosa. La politica ha il dovere di farsi carico di tali mutate istanze, giustamente fatte richiamare dalle dottoresse del servizio di continuità assistenziale. E questo problema si potrebbe estendere a tutte quelle figure professionali che svolgono la loro attività in orario notturno. E sia chiaro che i pericoli non vengono solo da dove ci si aspetterebbe facendo ragionamenti semplicistici. Spesso, proprio come nel caso del piccolo centro in provincia di Catania, si trattava di un uomo con già piccoli precedenti per maltrattamenti senza storie particolari di disagio sociale. Il problema è proprio questo - continua il movimento politico - Il pericolo sta dove non te lo aspetti. Quando si parla di educazione affettiva, anche qui senza fare ragionamenti semplicistici, intendiamo educare al rispetto di genere, in questo caso verso le donne. Perché chi compie questi reati ignobili è sempre un uomo prima di appartenere ad una categoria particolare di cittadino. Complimenti alle dottoresse - conclude la nota della Federazione provinciale di Sinistra italiana - cui va il nostro plauso per essere all’avanguardia, in Italia, per sollevare questo problema».
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