Il Tirreno

Grosseto

Giovani aspiranti prof e precari occhio ai corsi con crediti patacca

di Giovanna Mezzana
Giovani aspiranti prof e precari occhio ai corsi con crediti patacca

Cgil mette in guardia contro la formazione che non dà i requisiti per accedere al concorso abilitante Da oggi alla Camera del Lavoro iniziano incontri-vademecum per insegnanti, assistenti e collaboratori

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GROSSETO. Prof ed aspiranti tali, aprite gli occhi e non buttate via tempo e soldi per fare incetta di crediti formativi che non vi servono. L’avvertimento arriva da Flc Cgil Grosseto. Parliamo di quei crediti – in totale 24 – che rappresentano uno dei requisiti per accedere al “concorsone”, il cui bando arriverà entro il 2018 e rappresenterà una chance non solo per gli insegnanti precari ma anche per giovani laureati o per chi – già docente – volesse arricchire il proprio bouquet curriculare con un’altra classe di concorso. Per saperne di più, si può partecipare agli incontri organizzati dal comparto scuola del sindacato.

Il vademecum. “Sono precario ma sto cercando di smettere”: si presenta così la prima giornata alla scoperta del nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti della scuola secondaria organizzata da Flc Cgil Grosseto. L’appuntamento è per oggi nella sede della Camera del Lavoro e viene replicato per tre volte, nella giornata, con l’intento di consentire al maggior numero di interessati di parteciparvi: dalle 11 alle 13, dalle 14.30 alle 16.30 e dalle 16.30 alle 18. Si parlerà dei punti clou del decreto legislativo 59 del 2017, uno dei decreti che danno attuazione alla Riforma dell’istruzione del Governo Renzi, la Buona Scuola. Si metteranno sotto la lente di ingrandimento i concorsi e i requisiti per parteciparvi.

Gli abilitati. Si parlerà del concorso riservato a chi ha già in tasca l’abilitazione all’insegnamento: il bando è atteso entro febbraio 2018 e la prova – non selettiva – sarà solo orale: è credibile che ai candidati verrà chiesto di simulare una lezione. La dote dei tre anni. Un altro concorso sarà riservato a chi può portare in dote almeno tre anni di insegnamento (è necessario essere saliti in cattedra almeno 180 giorni per anno scolastico): i candidati dovranno affrontare due prove selettive, una scritta ed una orale; il bando è atteso per dicembre 2018.

Gli aspiranti prof. Poi ci sarà un maxi concorso – anche per questa selezione il bando è atteso entro la fine del prossimo anno – che si svolgerà con le modalità classiche, e a cui presumibilmente parteciperà una moltitudine di pretendenti a varcare l’uscio di una scuola nel ruolo di prof. Per accedervi non servirà né l’abitazione né l’esperienza; potrà candidarsi anche chi non ha mai insegnato. Per accedere alla selezione serviranno infatti due (soli) requisiti: la laurea e 24 crediti formativi acquisiti nelle discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. E qui si apre il mercato dei crediti su cui Flc Cgil mette in guardia.

“Occhio”. A inizio estate, il Miur ha pubblicato il decreto disciplinante le modalità di acquisizione dei 24 crediti formativi universitari o accademici (Cfu/Cfa) necessari ai laureati per partecipare al concorso 2018 per l’ingresso nella scuola secondaria. Con tale decreto, la ministra Valeria Fedeli ha messo un freno al fiorente mercato dei crediti formativi che già era pronto a ricevere un nuovo benefico impulso dall’annuncio del futuribile concorsone. Per esempio, «il decreto ha prescritto – spiega Cristoforo Russo, segretario di Flc Cgil Grosseto (nella foto piccola) – che i crediti acquisiti tramite università telematiche non possono essere più di 12 su 24». E veniamo al “precetto” del Miur che fa la differenza: «È stato inoltre stabilito – continua Russo – che i percorsi formativi finalizzati all’acquisizione dei crediti che fanno cumulo per accedere al concorso devono essere organizzati da Università; quelli rilasciati da consorzi, diplomifici – laureifici, che si appoggiano solo ad atenei non fanno titolo». Attenzione dunque a non impiegare inutilmente tempo e denaro: «Per le università pubbliche – aggiunge Russo – il Miur ha fissato a 500 euro la cifra-soglia di spesa massima per l’ottenimento dei 24 crediti». Si tratta di dettagli-discrimen che non dovrebbero essere sfuggiti a chi già appartiene, pur come precario, all’universo-scuola, ma di cui un giovane laureato o laureando – che sogna di diventare prof – potrebbe essere all’oscuro.

E gli Ata? Quello di oggi, alla Camera del Lavoro di Grosseto, è il primo appuntamento di un ciclo: domani dalle 9 alle 16, sempre alla sede della Cgil, ci sarà un incontro di formazione organizzato in collaborazione con proteo Fare-Sapere dedicato al percorso ad ostacoli verso la stabilizzazione a cui è sottoposto anche il personale non docente: assistenti tecnici, assistenti amministrativi, collaboratori scolastici; parteciperà Stefania Chiodi della Flc nazionale; il 10 ottobre, invece, dalle 9 alle 13 si svolgerà il corso di formazione indirizzato a tutto il personale docente “La scuola dell’autonomia: funzioni ruoli e responsabilità” con Anna Fedeli della segreteria nazionale di Flc Cgil.



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