La manifestazione
Coop, riapertura con polemica
Lettera aperta al presidente del comitato soci: «Si è dimenticato di ringraziarci»
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GROSSETO. «Si è dimenticato di dire grazie a noi». L’osservazione arriva in una lettera aperta rivolta al presidente del comitato soci Unicoop Tirreno da Sabina Rombaldi, Franco Innocenti e Maria Virzì che tanto si erano spesi – in tempi di chiusura del supermercato Coop di via Inghilterra – per la riapertura.
Ora che il meganegozio è aperto, i tre scrivono quanto segue al presidente. «Seguiamo da tempo gli appassionati interventi che lei dedica ai soci della Coop del quartiere Pace rilevando, fra le attente chiose sulla vita del sodalizio, riferimenti di alto valore etico religioso offerti alla platea. Le sue parole sono stimolo alla generosità, alla solidarietà e all’aiuto, tonificando gli animi di chi fa e di chi riceve. Nel suo intervento di giovedì 21 settembre, inaugurazione del redivivo negozio Coop, lei ha ringraziato tutti, ma proprio tutti quelli che ne sono stati protagonisti; li ha chiamati per nome, alcuni c’erano, altri no, grazie tante, ugualmente a dirigenti e funzionari, anche se prima restii all’idea della riapertura, ricorda? In seguito ammorbiditi e infine condiscendenti. Ma forse causa dell’emozione ha dimenticato di ricordare quelle altre persone, non dirigenti, vistesi private di un servizio essenziale in una zona lontana da altri mercati, popolata da migliaia di persone moltissime delle quali anziane. Si è dimenticato di dire grazie anche a chi, in una totale sorda ostilità, da subito dopo assicurazioni ambigue e vaghe da parte della Coop (è una cooperativa) hanno posto il problema di natura umana che la soppressione del punto di vendita avrebbe causato. Problema umano come umani sono gli inviti a donare che lei consiglia in ogni occasione che le capita, attraverso le organizzazioni della parrocchia. Per queste persone da alcuni ritenute scocciatori, non un accenno nonostante il merito da queste avuto cioè quello di aver tenuto in bollente attualità il problema di fronte alle mille titubanze e contrarietà che ci sono state». Pur se tutto è andato a buon fine «qualcuno si chiede: qual è il nesso che le fa accostare nelle sue proposizioni nella veste di presidente del comitato soci di Grosseto-Scansano (32.000 iscritti), di una cooperativa di cui i soci hanno una composizione che annovera confessioni religiose dai cattolici, apostolici, evangelici etc e un largo ventaglio di orientamenti politici e nazionalità diverse a porre come referenza la parrocchia cattolica per quanto onorevole e ammirevole sia nella sua opera? Qualcuno può non gradire ciò che è gradito al presidente del comitato soci, a tal proposito sarebbe utile conoscere anche il parere dell’intero consiglio dei soci, solitamente silenziosi».
Ora che il meganegozio è aperto, i tre scrivono quanto segue al presidente. «Seguiamo da tempo gli appassionati interventi che lei dedica ai soci della Coop del quartiere Pace rilevando, fra le attente chiose sulla vita del sodalizio, riferimenti di alto valore etico religioso offerti alla platea. Le sue parole sono stimolo alla generosità, alla solidarietà e all’aiuto, tonificando gli animi di chi fa e di chi riceve. Nel suo intervento di giovedì 21 settembre, inaugurazione del redivivo negozio Coop, lei ha ringraziato tutti, ma proprio tutti quelli che ne sono stati protagonisti; li ha chiamati per nome, alcuni c’erano, altri no, grazie tante, ugualmente a dirigenti e funzionari, anche se prima restii all’idea della riapertura, ricorda? In seguito ammorbiditi e infine condiscendenti. Ma forse causa dell’emozione ha dimenticato di ricordare quelle altre persone, non dirigenti, vistesi private di un servizio essenziale in una zona lontana da altri mercati, popolata da migliaia di persone moltissime delle quali anziane. Si è dimenticato di dire grazie anche a chi, in una totale sorda ostilità, da subito dopo assicurazioni ambigue e vaghe da parte della Coop (è una cooperativa) hanno posto il problema di natura umana che la soppressione del punto di vendita avrebbe causato. Problema umano come umani sono gli inviti a donare che lei consiglia in ogni occasione che le capita, attraverso le organizzazioni della parrocchia. Per queste persone da alcuni ritenute scocciatori, non un accenno nonostante il merito da queste avuto cioè quello di aver tenuto in bollente attualità il problema di fronte alle mille titubanze e contrarietà che ci sono state». Pur se tutto è andato a buon fine «qualcuno si chiede: qual è il nesso che le fa accostare nelle sue proposizioni nella veste di presidente del comitato soci di Grosseto-Scansano (32.000 iscritti), di una cooperativa di cui i soci hanno una composizione che annovera confessioni religiose dai cattolici, apostolici, evangelici etc e un largo ventaglio di orientamenti politici e nazionalità diverse a porre come referenza la parrocchia cattolica per quanto onorevole e ammirevole sia nella sua opera? Qualcuno può non gradire ciò che è gradito al presidente del comitato soci, a tal proposito sarebbe utile conoscere anche il parere dell’intero consiglio dei soci, solitamente silenziosi».
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