La manifestazione
Cancelleria per i bambini (e polemiche)
La minoranza di Santa Fiora regala agli alunni materiale didattico e attacca il Comune sulla mensa
2 MINUTI DI LETTURA
SANTA FIORA. Babbo Natale è giunto in anticipo per i bambini della scuola dell’infanzia di Santa Fiora e ha consegnato qualche borsa piena e fatto alcune raccomandazioni all’amministrazione comunale.
Sono arrivati ieri mattina verso le 10, 30, davanti all’asilo santafiorese, i tre consiglieri di minoranza della lista “Un comune per tutti”, Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini e Paolo Vichi, a portare «un po’di spesa» per i piccoli ospiti dell’asilo. I tre consiglieri hanno destinato infatti parte dei loro gettoni di presenza all’acquisto del materiale che la scuola richiede all’inizio dell’anno scolastico alle famiglie di ciascun bambino: fazzoletti di carta, bicchieri di plastica, rotolo asciugatutto, sapone per le mani e poi il materiale didattico diverso per fasce di età: dai pennarelli alla colla, dalle cartelline ai lapis ai raccoglitori, al temperamatite e altro ancora.
«Tutti gli anni – spiega il capogruppo Riccardo Ciaffarafà – noi come gruppo chiediamo al comune di destinare una piccola cifra da mettere in bilancio per l’acquisto di questo materiale. Ma il comune non fornisce nulla. Eppure un Comune che spende 1,4 milioni di euro per la nuova scuola media di cui proprio non c’è bisogno, come più volte abbiamo sostenuto, credo si potrebbe permettere di comprare questi beni di prima necessità che, fra l’altro, alcuni genitori nemmeno si possono permettere di acquistare. Sono sicuro che per un comune di 2600 abitanti e con 38 bambini alla scuola d’infanzia non costituirebbe un grande sforzo economico comprare questi oggetti che la scuola richiede all’inizio dell’anno. Speriamo davvero che l’anno prossimo il governo di Santa Fiora si decida a mettere a bilancio la somma necessaria. Noi della minoranza per parte nostra abbiamo fatto un gesto simbolico e con i gettoni di presenza abbiamo acquistato un po’ di cose che crediamo utili ai bambini».
I tre consiglieri attaccano l’amministrazione anche su altre questioni, come i costi della mensa scolastica. «Ogni pasto dei bambini – aggiunge Ciaffarafà – costa 3,94 euro, una cifra fra le più alte nelle scuole dell’Amiata. E anche questo non è bello. Ed è ancora meno bello se si considera il fatto che lo spuntino i bambini se lo devono portare da casa. Infatti nella lista che è stata consegnata dalla scuola alle famiglie compaiono: biscotti secchi, fette biscottate, marmellata, miele, grissini, schiaccine all’olio, frutta il martedì e yogurt il giovedì. Crediamo che in quei 3,94 euro di spesa per il pasto ci potrebbero entrare benissimo le colazioni. Sarebbero tutte uguali come propone la scuola. E anche per questo contiamo che avvenga qualche aggiustamento da parte di chi di dovere, il prossimo anno». (f.b.)
Sono arrivati ieri mattina verso le 10, 30, davanti all’asilo santafiorese, i tre consiglieri di minoranza della lista “Un comune per tutti”, Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini e Paolo Vichi, a portare «un po’di spesa» per i piccoli ospiti dell’asilo. I tre consiglieri hanno destinato infatti parte dei loro gettoni di presenza all’acquisto del materiale che la scuola richiede all’inizio dell’anno scolastico alle famiglie di ciascun bambino: fazzoletti di carta, bicchieri di plastica, rotolo asciugatutto, sapone per le mani e poi il materiale didattico diverso per fasce di età: dai pennarelli alla colla, dalle cartelline ai lapis ai raccoglitori, al temperamatite e altro ancora.
«Tutti gli anni – spiega il capogruppo Riccardo Ciaffarafà – noi come gruppo chiediamo al comune di destinare una piccola cifra da mettere in bilancio per l’acquisto di questo materiale. Ma il comune non fornisce nulla. Eppure un Comune che spende 1,4 milioni di euro per la nuova scuola media di cui proprio non c’è bisogno, come più volte abbiamo sostenuto, credo si potrebbe permettere di comprare questi beni di prima necessità che, fra l’altro, alcuni genitori nemmeno si possono permettere di acquistare. Sono sicuro che per un comune di 2600 abitanti e con 38 bambini alla scuola d’infanzia non costituirebbe un grande sforzo economico comprare questi oggetti che la scuola richiede all’inizio dell’anno. Speriamo davvero che l’anno prossimo il governo di Santa Fiora si decida a mettere a bilancio la somma necessaria. Noi della minoranza per parte nostra abbiamo fatto un gesto simbolico e con i gettoni di presenza abbiamo acquistato un po’ di cose che crediamo utili ai bambini».
I tre consiglieri attaccano l’amministrazione anche su altre questioni, come i costi della mensa scolastica. «Ogni pasto dei bambini – aggiunge Ciaffarafà – costa 3,94 euro, una cifra fra le più alte nelle scuole dell’Amiata. E anche questo non è bello. Ed è ancora meno bello se si considera il fatto che lo spuntino i bambini se lo devono portare da casa. Infatti nella lista che è stata consegnata dalla scuola alle famiglie compaiono: biscotti secchi, fette biscottate, marmellata, miele, grissini, schiaccine all’olio, frutta il martedì e yogurt il giovedì. Crediamo che in quei 3,94 euro di spesa per il pasto ci potrebbero entrare benissimo le colazioni. Sarebbero tutte uguali come propone la scuola. E anche per questo contiamo che avvenga qualche aggiustamento da parte di chi di dovere, il prossimo anno». (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
