Attenzione
pian d’alma
Appello per salvare il laghetto anti-siccità
PIAN D’ALMA. C’è soltanto l’erba alta a nascondere il laghetto: i cancelli sono quasi tutti aperti o danneggiati. Le sponde sono ricoperte da ogni sorta di vegetazione selvatica, mentre nel letto non...
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PIAN D’ALMA. C’è soltanto l’erba alta a nascondere il laghetto: i cancelli sono quasi tutti aperti o danneggiati. Le sponde sono ricoperte da ogni sorta di vegetazione selvatica, mentre nel letto non c’è una goccia d’acqua: solo terra e polvere. Si presenta così il laghetto di Pian d’Alma, invaso pubblico realizzato anni fa per la prevenzione della siccità a supporto delle aziende agricole, per l’antincendio, ma ora ridotto in uno stato d’abbandono. A denunciare il degrado è l’ex sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri, che chiama in causa (seppur senza nominarla) l’amministrazione comunale per un intervento. «Dispiace dover denunciare queste situazioni su Facebook – dice – ma è uno dei metodi più efficaci per risolvere i problemi. Spero di trovarlo diverso quando tornerò a fare funghi», scrive l’ex sindaco, sollevando il dibattito.
Il Comune fa fatto fare un sopralluogo ai tecnici ieri mattina. E l’argomento ha richiamato subito anche il consorzio delle aziende agricole che si riforniscono dal lago, che ribadisce la propria disponibilità ad accollarsi la gestione di esso restando in attesa del permesso del Comune.
Non è un’opera di poco conto, quell’invaso: costato oltre un milione di euro, ha il ruolo di riserva idrica e di attenuante in caso di piena. E data la siccità appena passata, potevano esserci spazi d’intervento, secondo Bizzarri. «Quest’anno approfittando della siccità sarebbe stato opportuno intervenire per svuotare l’alveo in secca e ricreare la profondità originale riempita nel tempo dall’apporto dei detriti del fiume Alma – continua l’ex sindaco – Non è stato fatto nulla di questo genere, i cancelli sono aperti se non divelti, gli stanca bovi fanno da padroni, e regna uno stato di completa incuria» .
Alfredo Faetti
Il Comune fa fatto fare un sopralluogo ai tecnici ieri mattina. E l’argomento ha richiamato subito anche il consorzio delle aziende agricole che si riforniscono dal lago, che ribadisce la propria disponibilità ad accollarsi la gestione di esso restando in attesa del permesso del Comune.
Non è un’opera di poco conto, quell’invaso: costato oltre un milione di euro, ha il ruolo di riserva idrica e di attenuante in caso di piena. E data la siccità appena passata, potevano esserci spazi d’intervento, secondo Bizzarri. «Quest’anno approfittando della siccità sarebbe stato opportuno intervenire per svuotare l’alveo in secca e ricreare la profondità originale riempita nel tempo dall’apporto dei detriti del fiume Alma – continua l’ex sindaco – Non è stato fatto nulla di questo genere, i cancelli sono aperti se non divelti, gli stanca bovi fanno da padroni, e regna uno stato di completa incuria» .
Alfredo Faetti
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