Finanza
Sos Giannutri, lettera alla prefetta
Problemi idrici: un abitante chiede di intervenire e annuncia che farà ricorso
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ISOLA DI GIANNUTRI. L’isola di Giannutri sta per rimanere a secco di acqua potabile e uno dei suoi abitanti, Giuseppe Ferrante, ha scritto alla prefetta di Grosseto Cinzia Torraco perché sull’isola venga riattivato il servizio di fornitura idrica.
«Al momento – dice Ferrante rivolto alla prefetta – l’Acquedotto del Fiora, ignorando le ragioni dei residenti sull’isola, ha interrotto, in maniera illegittima, l’erogazione dell’acqua». Alla base della decisione del Fiora c’è la morosità del Consorzio di Giannutri. «Che cosa c’entro io col Consorzio? – chiede l’isolano – Io l’acqua la voglio pagare ma con un contatore messo alla mia proprietà e per i consumi effettivi». Ferrante ribadisce la sua volontà di voler pagare l’acqua ma allo stesso tempo sottolinea di non «poter pagare l’acqua che si disperde nel terreno circostante alla cisterna romana che contiene l’acqua» . Nonostante i residenti abbiano più volte contestato la salubrità dell’acqua, non possono fare a meno di quel poco di servizio essenziale rappresentato dall’erogazione dell’acqua. Ferrante invita il prefetto a un «intervento contingibile e urgente che sostituisca quello del sindaco che non è intervenuto per non far interrompere il servizio idrico. Il Fiora – continua Ferrante – addossa la colpa al Consorzio che è solo un’associazione non riconosciuta che non ha nessun diritto a riscuotere delle somme di denaro dai singoli utenti».
Contro la decisione del Fiora, Ferrante e altri faranno ricorso al Tribunale delle Acque di Firenze, organo riconosciuto competente dallo stesso Tribunale di Grosseto. Nel frattempo chiedono l’intervento della prefetta ricordando la vetustà delle cisterne e scarsa salubrità dell’acqua come dimostrato da alcuni loro esami. Ferrante parla di diritti negati dal momento che adesso, non solo non arriverà più l’acqua nelle abitazioni private ma non ci sarà nemmeno la possibilità di avere una fontanella pubblica alla quale potersi dissetare. «Io non ho violato nessuna norma contrattuale – conclude Ferrante– dal momento che non ho nessun contratto stipulato con Fiora. Vogliamo l’acqua, seppure non perfetta». (i.a.)
«Al momento – dice Ferrante rivolto alla prefetta – l’Acquedotto del Fiora, ignorando le ragioni dei residenti sull’isola, ha interrotto, in maniera illegittima, l’erogazione dell’acqua». Alla base della decisione del Fiora c’è la morosità del Consorzio di Giannutri. «Che cosa c’entro io col Consorzio? – chiede l’isolano – Io l’acqua la voglio pagare ma con un contatore messo alla mia proprietà e per i consumi effettivi». Ferrante ribadisce la sua volontà di voler pagare l’acqua ma allo stesso tempo sottolinea di non «poter pagare l’acqua che si disperde nel terreno circostante alla cisterna romana che contiene l’acqua» . Nonostante i residenti abbiano più volte contestato la salubrità dell’acqua, non possono fare a meno di quel poco di servizio essenziale rappresentato dall’erogazione dell’acqua. Ferrante invita il prefetto a un «intervento contingibile e urgente che sostituisca quello del sindaco che non è intervenuto per non far interrompere il servizio idrico. Il Fiora – continua Ferrante – addossa la colpa al Consorzio che è solo un’associazione non riconosciuta che non ha nessun diritto a riscuotere delle somme di denaro dai singoli utenti».
Contro la decisione del Fiora, Ferrante e altri faranno ricorso al Tribunale delle Acque di Firenze, organo riconosciuto competente dallo stesso Tribunale di Grosseto. Nel frattempo chiedono l’intervento della prefetta ricordando la vetustà delle cisterne e scarsa salubrità dell’acqua come dimostrato da alcuni loro esami. Ferrante parla di diritti negati dal momento che adesso, non solo non arriverà più l’acqua nelle abitazioni private ma non ci sarà nemmeno la possibilità di avere una fontanella pubblica alla quale potersi dissetare. «Io non ho violato nessuna norma contrattuale – conclude Ferrante– dal momento che non ho nessun contratto stipulato con Fiora. Vogliamo l’acqua, seppure non perfetta». (i.a.)
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